Harman Kardon TC series

Il famoso costruttore americano presenta tre nuovi finali di straordinarie caratteristiche tecniche ed estetiche

Dopo anni di relativo immobilismo, durante i quali il più famoso costruttore americano di elettroniche per auto si era «adagiato» sugli allori di alcuni celebri prodotti come il CA240 ed il CA260, giunge a sorpresa l’annuncio di una nuova serie di finali per auto, la serie «TC» composta dai tre modelli
TC300,TC600eTC304.

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La meccanica

Caratteristica saliente della serie è il sistema di raffreddamento a circolazione forzata, per la prima volta adottato da Harman Kardon. Non è certo questa una novità assoluta, giacché molti altri costruttori hanno in catalogo finali di grossa potenza dotati di ventola (ad es. Alphasonik, Pioneer, Phonocar), ma qui i sistema ha raggiunto un grado di raffinatezza mai visto in precedenza.

È chiaro a chiunque che il sistema a circolazione forzata offre vantaggi non indifferenti: i tradizionali dissipatori dettati a circolazione naturale presentano ingombro elevato, il posizionamento è critico se le condizioni termiche sono estreme (per un funzionamento ottimale le alettature dovrebbero essere poste verticalmente), alcuni posizionamenti sono praticamente impossibili (ad es. in ambienti angusti o a contatto immediato con altri finali).

Gli amplificatori della serie TC sono dotati di una piccola ventola che promuove la circolazione forzata dell’aria all’interno di un «tunnel» sul quale si affaccia il dissipatore dettato: i transistori di potenza sono fissati alla sua faccia inferiore, sicché il flusso d’aria (inquinato da polvere, fumi, etc.J non va a sporcare la circuiteria dell’apparecchio, ben protetta entro il contenitore.

La velocità della ventola non è fissa, ma si adegua alla potenza da dissipare, in modo da non creare inutilmente un disturbo acustico che potrebbe essere fastidioso nell’ipotesi che l’apparecchio sia collocato all’interno dell’abitacolo (ad es. sotto i sedili). Il controllo della portata d’aria agisce furbescamente,
regolando la velocità secondo l’assorbimento istantaneo (e quindi secondo il volume sonoro in abitacolo): in questo modo il rumore di ventilazione viene mascherato dalla musica ed il raffreddamento è assicurato. In caso di grave sovraccarico termico, tuttavia, la ventola gira comunque al massimo, anche se il programma musicale prevede un «pianissimo» o addirittura una pausa di silenzio…

Molto interessante è la possibilità, offerta dai finali TC, di invertire il flusso dell’aria (ciò si ottiene «girando» fisicamente la ventola): questo consente di porre due finali «in fila», a stretto contatto, senza che l’aria calda emessa dal primo vada ad entrare nel secondo, riducendone le possibilità di  raffreddamento.

L’elettronica

Dal punto di vista circuitale, grande attenzione è stata posta nella prevenzione dei disturbi.

Gli ingressi, ad esempio, sono di tipo differenziale, idonei quindi a bloccare eventuali disturbi captati dai cavi di segnale; la linea di alimentazione non è semplicemente scaricata a massa con un condensatore (che si comporterebbe come una potente antenna che irradia all’interno dell’apparecchio il rumore captato dal cavo di batteria), ma è isolata da un induttore con nucleo toroidale che arresta le componenti di alta frequenza e quindi il rumore
dell’alternatore e gli altri eventuali indesiderati.

Nella tradizione Harman Kardon, la circuitazione è caratterizzata da grandissima larghezza di banda, sia ad anello aperto che ad anello chiuso, il che da una parte previene la distorsione di intermodulazione dinamica, dall’altra riduce le rotazioni di fase in banda audio.

Struttura dei finali Harman Kardon serie TC.

Struttura dei finali Harman Kardon serie TC.

Tutta la componentistica è di tipo «discreto» (sono banditi i circuiti integrati), per il massimo controllo delle prestazioni, mentre gli stadi di potenza impiegano transistori bipolari. Il costruttore tiene particolarmente a sottolineare come nei suoi amplificatori non vengano impiegati i MOS-FET, tanto vantati da altri, poiché i transistori bipolari sono più adatti a fornire le prestazioni richieste nei finali car e, quanto alla sicurezza (che sarebbe un argomento a favore dei MOS-FET), afferma che questa è possibile anche con i bipolari, purché sia sapiente la progettazione. E la sicurezza è garantita da un articolato sistema ai protezioni che spengono momentaneamente l’amplificatore in caso di corto circuito in uscita, nel caso l’impedenza del carico scenda sotto 1,8 ohm, nel caso si verifichi un surriscaldamento e nel caso la tensione di bordo scenda sotto 10 V o superi 15,5 V; tutto ciò non impedisce
ai finali della serie TC di vantare la consueta capacità di corrente (un altro tradizionale punto di forza di Harman Kardon), che è dichiarata in ben 100 A per il capofila TC600.

Altra importante prerogativa dei finali TC, innovativa rispetto alla produzione precedente, è la presenza di un alimentatore stabilizzato che assicura le prestazioni nominali entro un ampio intervallo della tensione di alimentazione. Invertiti…in fase.

Le prestazioni

Dei tre finali della linea TC due sono stereofonici (TC300 da 2x 100 W RMS e TC600 da 2×200 W RMS) ed uno a quattro canali (TC304 da 4×50 W RMS). Queste sono le potenze dichiarate su carico di 4 ohm; per tutti tre viene poi garantita, su carico di 2 ohm, una potenza del 50% superiore (ad es. 2×150 W per il più piccolo). Tutti e tre possono poi essere facilmente connessi a ponte, per una potenza tre volte superiore rispetto alla configurazione stereo. Da notare che con la linea TC, Harman Kardon adotta per la prima volta la tecnica del canale invertito in fase, che consente il collegamento a ponte in maniera semplicissima, ottenendo P effetto collaterale di un più efficace pilotaggio con segnali di bassa frequenza ed alto livello.

di Franco Gatta

da AudioCarStereo n. 3 marzo 1990

Author: Redazione

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