Editoriale AudioReview 386

La musica in vinile e i giovani

Preso atto della “rinascita” dei dischi in vinile (per il vero mai venuti a mancare del tutto nelle case dei nostri lettori), anche i maggiori mezzi di informazione ne parlano oramai quotidianamente, o quasi, per citare eventi sia locali sia di portata mondiale come il Record Store Day, la giornata dedicata ogni anno alla celebrazione del vinile, o l’apertura di nuovi stabilimenti per la stampa dei dischi, la riedizione di album storici, l’arrivo di macchine robotizzate e supertecnologiche per produrre LP di estrema precisione ed elevata grammatura, e cosi via. In effetti, leggendo i dati del mercato discografico diffusi dalla Federazione Industria Musicale Italiana, si rileva per il 2016 una crescita del 52% delle vendite di dischi in vinile, mentre nei tre anni che vanno dal 2013 al 2016 il fatturato è più che quadruplicato passando da 2 a 9 milioni di euro.

Una crescita che, nel mercato dei dischi fisici, non compensa certo il calo di vendite dei Compact Disc e che in valore assoluto resta ben lontana dai numeri relativi alla musica in formato digitale, dove i soli servizi di streaming in abbonamento hanno superato la quota di 35 milioni di euro. Resta comunque il fatto che il fatturato dei dischi analogici costituisce oggi il 6% del mercato discografico contro il 3% di tre anni fa. Vale a dire 9 milioni su un fatturato totale di 140 milioni di euro.

Ad acquistare i dischi fisici, e in particolare gli LP, sono prevalentemente gli ultra 40enni; spesso veri e propri collezionisti e cultori della musica come sono per definizione e regola i nostri lettori. Tuttavia l’interesse verso i dischi in vinile si sta manifestando in modo crescente anche tra i più giovani e giovanissimi. Per averne conferma basta vedere la moltitudine di ragazzi presenti alle fiere e ai mercatini del disco che si svolgono oramai più o meno in ogni provincia d’Italia. In questo mese di aprile ne ho contati una dozzina in località che vanno da Alessandria a Ostuni (Brindisi) e da Cagliari a Gradisca d’Isonzo. A Milano, il 6 e 7 maggio si svolgerà la 93esima edizione della Novegro Vinile Expo, mostra mercato del disco dove sono attesi circa 100 espositori, ed è solo una delle tre edizioni che si svolgono nel corso dell’anno. Altrettanti espositori sono attesi il 28 maggio a Torino. Una settimana prima, invece, a Roma, si svolgerà il Music Day, dove pure sono previsti oltre 50 espositori.

Constatata la grande affluenza di pubblico e la straordinaria presenza di giovani, un noto operatore del settore audio hi-fi ha pensato bene di esporre i suoi prodotti in una delle tre edizioni che annualmente si svolgono nella nostra città. Mi ha così riferito che era contentissimo di notare, all’apertura della fiera, una lunga fila di visitatori che si accalcavano al botteghino per acquistare il biglietto d’ingresso (a Roma costa solo 3 euro contro gli 8 euro di Milano, mentre a Torino si entra gratis). Ed ha anche notato l’abbondante presenza di giovani e ragazzi, con l’idea di trovare terreno fertile per promuovere l’audio di qualità ed i suoi prodotti in particolare. A metà giornata, però, cominciò ad affiorare una certa delusione perché dei tanti ragazzi in circolazione nessuno, ma proprio nessuno, si era fermato a vedere i suoi prodotti e a chiedere informazioni.

A quel punto decideva di passare all’attacco e cercare lui di avvicinare il pubblico invitando qualcuno a considerare i suoi prodotti. Si è quindi accostato ad un gruppetto di ragazzi carichi di borse piene di Lp, alcuni dei quali di grande valore artistico e tecnico. Animato da sincero interesse e curiosità ha quindi rivolto loro una semplice domanda: “Vedo avete dei dischi davvero belli, posso chiedervi con quali impianti audio li andrete ad ascoltare?”. La risposta è stata la più raggelante e deludente della sua vita professionale. Quella risposta che mai si sarebbe aspettato: “I dischi noi non li ascoltiamo proprio, a noi interessa solo raccoglierli per collezione. La musica la ascoltiamo col telefono da Spotify.”

Di fronte a una risposta così lapidaria è facile rimanere basiti. Ciò non toglie che il mercato discografico sia comunque in crescita, per quanto lieve, e tanto più quello del vinile. Questo significa che in qualche modo la musica viene ascoltata sempre più. Sarà importante, allora, individuare la strada e il ponte in grado di avvicinare le nuove generazioni all’audio di qualità.

Buona lettura e tanta buona musica a tutti.

Mauro Neri

Author: Mauro Neri

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1 Comment

  1. Da “vecchio” amante dell’alta fedeltà ho letto con attenzione il tuo editoriale al numero 386 della rivista, che conosco dai primi numeri.
    In effetti la musica oggi si ascolta molto, dappertutto e con mezzi molto diversi.
    Capisco anche gli sforzi per mantenere in vita gli LP, anche se non capisco (in realtà lo capisco!) perchè i Berliner Philarmoniker pubblichino alcuni classici stampati in vinile, firmati direttamente col truschino da Simon Rattle, al modico prezzo di oltre 500 € cadauno!
    Io resto nel mio piccolo, ascolto la musica con un impiantino assemblato da me.
    Lunga vita ad AUDIOReview!

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