Multichannel Unlimited

Multichannel Unlimited  in video e in audio il meglio della musica in 5.0

Parte I

L’ampia disponibilità di lettori “multistandard” ripropone all’attenzione degli audiofili il tema della riproduzione musicale in multicanale. Dal Dts della fine anni Novanta, al DVD-Audio, al SACD, per giungere al Blu Ray la disponibilità di materiale in formato “fisico” è sull’ordine delle migliaia di titoli. Il Blu Ray video, inoltre, come ben sanno gli appassionati di cinema, offre un audio di altissima qualità. Se il video, anziché un film è un’opera, un balletto o un concerto, si apprezza allora la qualità dell’audio in Dts HD master Audio. Ma c’è di più. Oltre al formato fisico la musica in multicanale è disponibile anche per download su siti quali quello della 2L, della Pentatone, della Channel Classics, per non fare che tre nomi europei molto attendibili. A ciascuno il suo formato.

Il coinvolgimento offerto da un corretto set up multicanale alla musica sinfonica e alla musica per organo è quanto mai prezioso. Il risultato: affascinante.

In tema di qualità e coinvolgimento della riproduzione sonora, molti audiofili attribuiscono la stessa importanza ad ogni componente del sistema. Come dire che ciascun elemento “suona” ed influenza il risultato in egual misura. Sono però due i momenti più delicati del lungo percorso che dall’evento sonoro reale giunge alla sua riproduzione domestica. Si tratta delle fasi in cui avviene la trasformazione fisica del percorso musicale, da suono a segnale elettrico e viceversa. Il primo step, al di fuori del controllo dell’audiofilo, è relativo alla fase della registrazione. Qui il prodotto discografico riceve l’impronta acustica che soltanto in parte ha a che fare con la realtà musicale. Pochi tra audiofili e giornalisti di settore hanno seguito le fasi della riproduzione sonora a partire dal momento dell’incisione. Qui il suono viene raccolto dai microfoni, trattato e miscelato in vario modo prima di arrivare al master. Non si tratta ovviamente di un procedimento arbitrario. Al “confezionamento” del master partecipa infatti l’interprete (pianista, direttore d’orchestra), la sua è quindi una sorta di reinterpretazione “autentica”. Il disco, che per noi è la “sorgente” della musica è semmai una sorta di “fotografia” della quale non conosciamo l’obbiettivo, i tempi di posa, l’apertura del diaframma, l’equilibrio dei colori. Se in ambito fotografico abbiamo pur sempre il confronto con la realtà visiva (anche qui ci sarebbe molto da dire), nel mondo dei suoni la realtà (l’evento musicale specifico) non è definibile in modo univoco.

In tanti anni ho cercato di ottenere il meglio dai miei impianti curando prima di tutto la scelta del software musicale. Ho il piacere di raccogliere qui un elenco dei dischi che più mi hanno convinto nel grande filone della musica in multicanale, una compilazione “commentata” di pezzi che hanno accompagnato le nostre dimostrazioni negli ultimi dieci anni.

 

L’arrivo sul mercato di buoni lettori multistandard ha dunque riportato alla ribalta l’ascolto di musica in formato multicanale. In prima fila ci sono i numerosi titoli musicali in Blu Bay. Documenti video di alto livello artistico che nell’alta definizione del suono e delle immagini trovano la sublimazione del coinvolgimento per gli appassionati e per coloro che sono destinati ad appassionarsi. Ma c’è di più.

Con la nuova generazione di lettori si rende giustizia alle migliaia di ottime incisioni in SACD, parlo di quelle registrazioni moderni, nate in DSD e concepite sin dall’origine per la riproduzione in multicanale. Stiamo assistendo al canto del cigno del SACD, ma sappiamo che proprio negli ultimi spasimi di vita si giunge a prestazioni di altissimo valore. Se commercialmente le sorti del SACD appaiono segnate, questo formato si conferma tuttavia vincente in termini di coinvolgimento all’ascolto, soprattutto con la musica sinfonica. Del resto il multicanale cacciato dalla porta dagli audiofili è rientrato alla grande dalla finestra. Non per merito degli audiofili, ma grazie a quegli appassionati di video che oltre agli occhi hanno anche le orecchie ben aperte.

Con buona pace di chi si prendeva gioco dei sistemi 5.0 o 5.1.

 

1-diabolo-mdgDiabolo…in musica

La forza del Blu Ray “puro audio” della MDG

Altro che multicanale! Qui non si tratta di convincere qualcuno sul coinvolgimento offerto dall’ascolto in 5.0 o 7.1. Anche in stereo il Blu Ray audio esibisce una dinamica eccezionale.

Più volte abbiamo avuto l’occasione di parlare di questa etichetta tedesca che vanta una discografia di alto livello musicale ed una eccellente resa tecnica (a prescindere dal formato, s’intende).

Werner Dabringhaus, fondatore nel 1978 della MDG assieme a Reimund Grimm, ha creduto al multicanale sin dagli esordi, con importanti realizzazioni in DVD-Audio (prima) e in SACD (dopo). Mi chiedo quanti audiofili attenti alle sfumature sonore di punte, cavi e altri orpelli si siamo presi la briga di verificare la straordinaria musicalità delle incisioni dei concerti per pianoforte di Mozart curate negli ultimi anni da questa etichetta. E non è che un esempio. Ma c’è di più. Dabringhaus è stato un pioniere anche per quanto riguarda lo sviluppo di una tecnica di registrazione che prevede l’impiego di una addizionale copia di diffusori posteriori collocati in alto, in modo da poter ricostruire la dimensione verticale dell’inviluppo sonoro originale. Oggi Dolby Atmos a Auro 3D hanno ripreso questo tema.

L’avvento del Blu Ray ha offerto agli appassionati di godere del fascino del multicanale non compresso grazie soprattutto alle numerose incisioni video. Esiste tuttavia la possibilità di registrare in altissima qualità anche soltanto audio su Blu Ray, come già ha dimostrata la norvegese 2L di cui ci siamo occupati più volte.

Con il simpatico titolo “Diabolo”, MDG ha presentato un box che comprende due dischetti, un Blu Ray e un SACD ibrido compatibile CD disponibile tramite l’importatore Sound & Music di Lucca. Il contenuto musicale documenta in 28 tracce un’ampia selezione di questa etichetta, con sonate per pianoforte, organo, chitarra, arpa, ensemble cameristici, quartetti, un gruppo di ottoni, organo, coro a cappella, coro con orchestra. Non mancano pezzi strumentali più complessi, che includono estratti dai concerti per pianoforti di Mozart, un brano di Bruckner, la Quarta di Schumann. Tra le chicche più interessanti un estratto dal concerto per Euphonium di Ponchielli, una sonata per viola da gamba e pianoforte di Bach, la “Serenata all’alba” di Villa-Lobos per un flauto basso di rarissimo ascolto e chitarra, un corale per organo di Bach trascritto da Respighi che fa parte dell’ormai celebre album che comprende anche i “Pini di Roma. Strepitosa ad esempio la dinamica della “Totentanz” di Liszt con la Beethoven Orchestra di Bonn, ma in generale tutte le incisioni esibiscono timbro naturale e soundstage realistico con suggestiva presenza di segnali di ambienza. Notevole infatti anche l’attenzione con la quale la MDG seleziona i luoghi per le proprie incisioni.

Ciascuno di questi brani è riproducibile nei diversi formati audio non solo attraverso il menu del lettore, ma anche selezionando l’apposito tasto con i diversi codici colori presenti sul telecomando. Per meglio intenderci, le possibilità d’ascolto di questo Blu Ray sono: stereo due canali 24/96 KHz, e (sempre con questa elevata risoluzione) 4.0, 5.1, 2+2+2, 7.1 e lo speciale “2222+”, l’originale segnale otto canali che lo stesso Werner Dabringhaus definisce “aurophonic”, capace di ricreare uno spazio tridimensionale con la corretta configurazione dei diffusori. “Auro Technologies” è stato sviluppato assieme ai Galaxy Studios in Belio. Per ogni approfondimento potete consultare il sito:

www.aurotechnologies.com

Ma non finisce qui. Il Blu Ray contiene un programma aggiuntivo con tracce tecniche per la corretta messa a punto di un sistema multicanale. Questi includono rumore rosa e segnali per la corretta fase per ciascuno degli otto canali disponibili, tracce musicali per la fase relativa tra i diversi canali e segnali a terzi di ottava in bassa frequenza per il subwoofer. Ci sono in totale settanta tracce per una durata complessiva di 108 minuti. Il SACD contiene soltanto i brani musicali selezionati dal catalogo.

Sempre per la MDG c’è anche il Blu Ray con una selezione di pagine di Haydn dal titolo “Haydn Portrait”. Mai avrei pensato che il più classico tra i compositore potesse mettere a repentaglio i miei diffusori. Ebbene la “Sorpresa” che da il titolo alla sinfonia n. 94 di Haydn (in tedesco “mit dem Paukenwirbel”, vediamo se avete intuito qualcosa) a momenti faceva uscire i woofer dalle casse. In quanto a dinamica siamo su un altro pianeta, con un realismo che metterà “le ali” al vostro impianto, stereo o (meglio ancora) multicanale che sia.

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Velut Luna

 I nostri lettori conoscono la produzione dell’etichetta veneta Velut Luna, con la quale sono state effettuate collaborazioni che hanno portato alla realizzazione di alcune importanti tappe dei nostri Audio Records. Attiva tanto in ambito classico che nel jazz, la label di Marco Lincetto si è data da fare anche con i nuovi formati multicanale. Il box con gli Studi Trascendentali di Liszt comprende ad esempio sia la versione SACD che quella DVD Audio, un caso più unico che raro capace di mettere a confronto i due diversi formati. Le novità in ambito classico si susseguono proprio grazie all’entusiasmo di numerose etichette indipendenti come Velut Luna, di cui segnalo questi due titoli, dedicati l’uno al pianoforte di Chopin, l’altro a pagine violinistiche di notevole impegno tecnico. Da lodare la presenza di artisti ed orchestre italiane, come è in questo caso la presentazione della giovanissima interprete Leonora Armellini, che esegue il concerto n. 2 di Chopin, la “Grande Polonaise brillante” e (per pianoforte solo) lo Scherzo n. 4 in Mi Maggiore op. 54.

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Solida e scorrevole al tempo stesso la sua lettura del Secondo Concerto per pianoforte e orchestra Chopin, accompagnata dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Anton Nanut. La giovane Armellini è oggi considerata uno dei più significativi talenti pianistici. La registrazione è stata realizzata in alta densità digitale in formato stereo e multicanale, avvalendosi per la prima volta al mondo di sofisticati sistemi di supporto microfonico realizzati appositamente dalla italiana Omicron per la riduzione delle vibrazioni anomale e di un intero set di cavi microfonici e di linea della serie Infinito FII, forniti da White Gold. Responsabile della registrazione Marco Lincetto, che ci ha fornito ulteriori dettagli sul set up utilizzato.

 

Microfoni surround

2x Schoeps MK 41,  as Front L – R (stereo pair)

2x Schoeps MK4,  as Rear L – R (stereo pair)

1x Schoeps MK4v,  as Center

2x Schoeps MK2s-linear,  as Side L – R for optimized bass pickup (stereo pair, pre-mixed with Front L – R)

Microfoni spot:

2x Schoeps MK2h-linear (grandpiano, stereo pair)

4x Schoeps MK4 (orchestra, 2x stereo pair)

Ed ancora preamplificatori di scena 2x Millennia Media HV 3D (16ch), Analog mixing Console Neve 8816, convertitore A/D Prism Sound AD2 (2ch), registratore HD Alesis HD24  (Tracks 11 – 12), componenti per la sezione multicanale Prism Sound ADA8 XR (16ch), Alesis HD24  (tracks 1 – 10) e Digital workstation: SADiE DSD8.

Il risultato si ascolta nell’ora di musica presente sul disco, nell’equilibrio tra solista ed orchestra, nella solida presenza del pianoforte in cui ogni sezione della tastiera è presente e dettagliata. Notevole la trasparenza dei piani sonori, mentre nell’ascolto in multicanale la scena si apre nelle tre dimensioni.

L’altro titolo offre il violino di Giovanni Angeleri con pagine di Sarasate, Paganini, Bazzini, Wieniawski accompagnato dall’Orchestra delle Venezie.

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Questo SACD rappresenta una delle rare occasioni per poter apprezzare il grande violinista padovano su supporto registrato. E’ infatti infrequente la presenza su disco di questo interprete virtuoso, che nel 1997 vinse il Concorso Paganini di Genova, unico italiano, oltre a Salvatore Accardo e Massimo Quarta, nella storia pluridecennale della più importante competizione violinistica del mondo. Angeleri si presenta qui anche come direttore dell’Orchestra delle Venezie, compagine sinfonica da lui stesso fondata.

Il programma musicale è affascinante e brioso. Quasi senza soluzione di continuità si possono quindi apprezzare gli echi zigani nella “Fantasia sopra La Carmen” di Sarasate e nella “Zingaresca”. Per proseguire con le celebri variazioni di Paganini sulle melodie del “Carnevale di Venezia”. Ed ancora lo scherzo fantastico di Bazzini intitolato “La Ronda dei Folletti”, sapientemente orchestrato dallo stesso Giovanni Angeleri dall’originale versione per pianoforte e violino. Completano il il programma due composizioni di Wieniawski, “Legende” (che presta il titolo al disco) e la celeberrima “Polonaise de Concert”. Questo disco era già pubblicato in edizione CD nel 2002 per l’etichetta giapponese King International, per la distribuzione sul territorio dell’Estremo Oriente. Oggi è proposto in SACD, con la collaborazione di North Star Design e con le tecnologie di downsampling in VLHD consente una maggiore e più accurata valorizzazione del semplice strato CD rispetto a quanto già evidente nella prima edizione. S’intende che le massime prestazioni sono apprezzabili attraverso l’ascolto dello strato ad alta risoluzione in stereo e più ancora in multicanale. La registrazione è stata effettuata da Marco Lincetto con la modalità del live-in-studio senza pubblico nella suggestiva acustica del Duomo Vecchio di Monselice su master originale multicanale PCM 24bit/96kHz. E’ stata votata dalla critica giapponese come una delle migliori registrazioni di violino e orchestra di tutti i tempi ed è infine utilizzata nelle scuole per sound engineer del Giappone come esempio e materia di studio. L’entrata del violino al principio della Carmen Fantasie, da sola, vale l’intero disco per il timbro vellutato e al tempo stesso brillante e definito di questo difficile strumento.

 

5-maler-1Mahler a San Francisco in SACD

MAHLER

Sinfonia n. 1

Dir. Michael Tilson-Thomas

SACD Avie

 

 

Mahler è uno degli autori più rappresentati in SACD multicanale. Le sue ampie sinfonie negli ultimi anni hanno avuto un successo di pubblico senza precedenti, apprezzabili certamente per il contenuto musicale ma anche per la raffinatezza della strumentazione. L’orchestra è infatti per Mahler il mezzo espressivo per descrivere l’intera Creazione e a tal fine non esita a mettere in gioco forze sonore (Seconda e Ottava sinfonia) mai in precedenza ascoltate. La Prima, compatta ed energica, è ben rappresentata in discografia e si presta per la facilità dei suoi temi e la istintiva piacevolezza della scrittura come introduzione al grande universo sinfonico dell’autore boemo.

Tra gli interpreti contemporanei Tilson-Thomas è tra i più attendibili; allievo di Bernstein ha con Mahler una mano equilibrata che esalta ogni particolare del testo. Con la validissima orchestra di San Francisco aveva realizzato l’integrale sinfonica di Mahler di cui abbiamo seguito le lusinghiere tappe proprio su Audio Review. Ha appena compiuto 70 anni ed è più attivo che mai. La formazione californiana pubblica una propria linea discografica in SACD, tutti impeccabilmente realizzati. Non fa eccezione questa Prima, registrata nel settembre 2001 nella splendida acustica della Davis Hall di San Francisco. La lenta introduzione del primo tempo è un esempio di tecnica al servizio della grande musica; trombe in lontananza, pulsare profondo della grancassa in pianissimo, eccellente timbro degli archi con violoncelli energici, espressivi, che cantano con vigore assieme ai contrabbassi nel suggestivo avvio dl secondo tempo. Le esplosioni sonore del finale sollevano dalla poltrona. Dinamica a livello realistico con risposta ben estesa agli estremi della gamma. Anche nel fortissimo l’immagine è ampia, il respiro avvolgente, notevole la percezione dello spazio acustico; il crescendo conclusivo lascia giustamente senza fiato, con una sezione corni che si copre di gloria; praticamente assente la fatica d’ascolto. C’è anche un bel Blu Ray dedicato a Mahler in cui Tilson Thomas racconta delle grandi sinfonie di questo autore che comprende il video proprio di questa sinfonia.

 

6-war-requiemIl Requiem di Guerra di Britten

BRITTEN

War Requiem

London Symphony Orchestra

Dir. Gianandrea Noseda

2 SACD LSO

 

Sempre interessante la produzione in formato SACD della London Symphony Orchestra, con risultati tecnici di alto profilo. Recente l’arrivo di questa etichetta anche al Blu Ray Audio con la Fantastica di Berlioz e le sinfonie di Mendelssohn, non a caso protagoniste della pagina di Audiophile Recording.

Non poteva mancare nell’ampio catalogo della LSO Live una pagina sinfonico-corale del repertorio inglese come il “War Requiem” di Britten, composto nel 1962 per la consacrazione della restaurata cattedrale di Coventry, distrutta durante l’ultima guerra mondiale. Da convinto pacifista, Britten sentì forte l’ispirazione per questo lavoro. Al tradizionale testo latino del Requiem unisce nove liriche dedicate alla guerra del poeta inglese Wilfred Owen, elaborando il tutto in una complessa struttura con soprano e coro sorretti dall’orchestra piena, baritono e tenore accompagnati da una formazione da camera e il coro di voci bianche, collocato lontano dalla scena, sorretto da un piccolo organo.

Lettura autenticamente “inglese” quella dell’italiano Noseda, convinta e convincente nel rendere senza enfasi eccessiva il carattere spirituale del “War Requiem”, in cui il senso drammatico è stemperato da toni consolatori affidati a strutture sonore semplici e di immediata efficacia. Qui prevalgono le voci ed un senso di nobile coralità che si innesta nella lunga tradizione tutta britannica dell’oratorio “da concerto”, in cui sacro e profano risultano sapientemente miscelati un una delle composizioni più originali del Novecento.

L’ampia stratificazione sonora di questa originale pagina trae grande vantaggio dal formato multicanale, con dinamiche naturali e piani sonori suggestivi.

 

7-ponchielli-mdgConcerti virtuosi per fiati di Ponchielli

PONCHIELLI

Concertos

Giuliano Sommerhalder, tromba

Simone Sommerhalder, oboe

Roland Froscher, Euphonium

Mecklenburgische Staatskapelle Schwerin

Dir. Matthias Foremny

SACD MDG

In pieno Ottocento in Italia, dominata dal melodramma, la musica strumentale ricopre il ruolo della cenerentola del repertorio, con pochi esempi quasi sempre limitati al genere cameristico. In tal senso si apprezza (e ci voleva la solita etichetta tedesca a farlo) la pubblicazione da parte della MDG di queste rarità di Amilcare Ponchielli, celebre soprattutto per la sua “Danza delle Ore” dalla “Gioconda”, ma per il resto destinato al quasi oblio. Il disco contiene la Fantasia sopra motivi dell’Opera La Traviata Op. 146 per tromba e orchestra, il concerto Op. 155 per euphonium e orchestra, il concerto Op. 198 per tromba e orchestra, il Gran Capriccio Op. 80 per oboe e orchestra, il concerto Op. 123 per tromba e orchestra. Si tratta di pagine composte tra il 1866 ed il 1872 quasi sempre concepite per banda, quei complessi di strumenti a fiato che facevano parte della tradizione musicale più popolare del nostro Paese e che oggi sopravvivono a stento. L’invenzione nei primi decenni del secolo della tromba a valvole (o pistoni) consentiva una scrittura virtuosistica dal carattere decisamente ispirato all’opera. Un’introduzione orchestrale pomposa e l’alternarsi di ariette, tratti lenti e cantabili, strette finali di fattura impervia che risultano decisamente brillanti. Notevole il grado di perizia richiesto dal concerto per oboe, mentre apprezziamo l’originalità di quello per euphonium, della famiglia dei flicorni, che esprime un suono duttile e cantabile intermedio tra quello del corno e del trombone, con una prima ottava corposa e penetrante.

Tra gli interpreti si distinguono Giuliano Sommerhalder alla tromba (tecnicamente perfetto e dotato di un timbro brunito davvero affascinante) e Simone Sommerhalder all’oboe, sorprendente l’agilità di Roland Fröscher all’euphonium. Ottimo il contributo di questa valida orchestra regionale tedesca condotta con energia da Foremny.

Registrazione presente e dettagliata, con solisti in naturale evidenza e godibilissima anche in semplice stereo. Eccellente il timbro degli ottoni, dinamica ampia, multicanale da dimostrazione.

 

8-bruckner-abbadoBRUCKNER in video

la Quinta diretta da Abbado

Bruckner

Symphony No. 5
Dir. Claudio Abbado

Blu Ray Accentus

 

 

Il nucleo più significativo della produzione dell’etichetta Accentus è ancora rappresentato dai concerti del Festival estivo di Lucerna, documentati in tutto lo splendore dell’alta definizione e resi ben fruibili grazie ad una regia attenta e concreta. Poi c’è l’integrale di Mahler in corso di completamento a Lipsia con la direzione di Riccardo Chailly, trionfo della buona tecnica asservita alla grande musica. Se il formato 1080p non ha segreti per gli appassionati di video, la scoperta che molti audiofili debbono ancora fare sta nell’eccellenza della componente audio, una “colonna sonora” in Dts HD Master Audio che ha spostato più in alto lo stato dell’arte della riproduzione sonora. Sia ben chiaro. Il “due canali” che comunque questi Blu Ray rendono disponibile è già di per se impegnativo per la maggior parte degli impianti, ma è evidente come chi possiede un lettore Blu Ray di fascia alta (oggi quai sempre un player “multiformato”) avrà modo di apprezzare il respiro della sala e la naturale presenza proprio attraverso l’ascolto in 5 canali, con o senza la presenza di un subwoofer.

Notevole la pubblicazione del concerto con la Quinta di Bruckner diretta da Abbado. Completato con successo il decennale ciclo delle sinfonie di Mahler, il direttore italiano aveva eseguito nella stagione 2011 questa Quinta, una delle sinfonie più ampie di Bruckner. Quella di Lucerna è una formazione stellare, nel senso che raccoglie il fior fiore di alcune grandi orchestre europee. L’intesa con Abbado ha segnato livelli eccelsi e l’ampia pagina di Bruckner non fa eccezione, costruita con garbo ed equilibrio attraverso una concertazione fluida ed omogenea che non manca (come in Mahler, ma qui è forse ancora più arduo) di mettere in evidenza la struttura nel sottolineare ogni frase con certosina cura. Non c’è tuttavia una rottura con la monumentalità di alcune pregevoli letture del passato. La costruzione del caratteristico lungo crescendo ha un respiro nobile che sembra inesauribile e la sezione ottoni nel suo smalto brunito e puntuale si copre di gloria. Si apprezza l’unitarietà della struttura sonora ed il fluire spontaneo della frase nel proporre un Bruckner di quasi “facile” ascolto. Sembra innegabile che, ancora una volta, il maggior senso di coinvolgimento dipenda anche da fattori puramente tecnici, dalla limpida presentazione degli esecutori offerta dalla regia di Michael Beyer, con numerose telecamere pronte a seguire ogni esecutore o intere sezioni, la straordinaria profondità di campo, la trasparenza assoluta nei piani sonori per una resa audio attendibile anche nelle parti più delicate. L’acustica della sala di Lucerna ci mette del suo nel sottolineare il timbro morbido e naturale degli archi, mentre il conclusivo rullante di timpani, croce e delizia dei sistemi di riproduzione, da solo giustifica l’acquisto del Blu Ray.

 

9-mormon-telarcIl grande coro mormone su Telarc

THE SOUND OF GLORY

Mormon Tabernacle Choir

Dir. Craig Jessop

SACD Telarc

 

 

Il grande coro del Tempio dei Mormoni di Salt Lake City è un aspetto del mondo musicale americano di grande suggestione. La città dello Utah è sede di un vasto auditorium che ospita un grandioso organo, un’orchestra sinfonica “di supporto” e, soprattutto, il celebre coro che mantiene viva la tradizione ormai secolare dei canti e inni religiosi e civili di questo stato in cui è attore principale la potente chiesa dei “Last Day Saints”.

Nel 1959 il “Mormon Tabernacle Choir” aveva vinto un Grammy Award con un disco dal titolo “Battle Hymn of the Republic”. Un programma simile è quello inciso in DSD da Telarc, con le 350 voci chiamate a raccolta in un’esperienza sonora difficilmente eguagliabile. Non poteva mancare il celeberrimo “Battle Hymn” (Glory, Glory Hallelujah, per intenderci), che inizia sullo squillo di trombe lontane che annunciano il solenne coro senza accompagnamento. E’ un lungo crescendo in cui le forze vocali riescono quasi a sovrastare un’orchestra ricca in ottoni e sorretta al basso da vigorosa grancassa e pedale di organo. Un ascolto da brivido, che saprà commuovere gli amanti della bella America. Il programma comprende anche cori da noi poco conosciuti, tipici della tradizione anglo-tedesca-americana, arrangiati in modo suggestivo per consentire un interessante contrasto tra strumenti e coro, con clima ora spirituale e raccolto, ora decisamente eroico e celebrativo. “Praise to the Lord, the Almighty”, “All Creatures of Our God and King”, “Take Time to Be Holy”, “The King of Love My Shepherd Is,” e “All Things Bright and Beautiful” sono alcuni dei pezzi dell’album. Esecuzione “filologica” priva di confronti in questo repertorio.

La ripresa sonora ancora una volta suggerisce il senso di spazio ed il respiro naturale di uno dei luoghi musicali più suggestivi al mondo. Dinamica esaltante.

 

10-dvorak-naxos“Nuovo Mondo” in Blu Ray Audio

ANTONIN DVORAK

Symphonies 6 and 9

Baltimore Symphony Orchestra

Dir. Marin Alsop

Blu Ray (audio) Naxos

 

 

Concludiamo questa prima parte con una delle pagine più celebri del repertorio sinfonico, la sinfonia “dal Nuovo Mondo” di Dvorak.

Poche ma significative le pubblicazioni di Blu Ray “solo audio” multicanale. Le ultime quattro sinfonie di Dvorak erano state già pubblicate in formato CD dalla Naxos, con Marin Alsop alla testa dell’orchestra di Baltimora. Questa prolifica etichetta già in passato si era dedicata ai formati audio multicanale, realizzando parecchie incisioni in DVD-Audio e SACD di buona fattura. Il Blu Ray audio è ancora una rarità, ma sta crescendo. Vi ricordo con l’occasione i due Blu Ray Audio con l’integrale delle ouvertures di Rossini e la recentissima pubblicazione della Terza di Saint-Saens, la poderosa sinfonia “con organo”. Ben venga quindi la prova con un repertorio sinfonico decisamente più popolare, particolarmente appetibile nel formato multicanale non compresso che permette di cogliere assieme alla dinamica e alla trasparenza un naturale senso di ambienza grazie alla presenza di canali posteriori ben calibrati. Non è necessario uno schermo per visualizzare il menù, posto che la selezione tra traccia stereo e multicanale può essere effettuata per il solo intervento di alcuni tastini colorati presenti nel telecomando della maggior parte dei lettori. Si apprezza la fresca spontaneità di Marin Alsop, impegnata in una lettura di buona fattura anche se non originalissima, con tempi distesi ed un fraseggio dallo smalto sano ed attendibile come è lecito attendersi da una valida formazione nordamericana. Nulla di particolarmente nuovo per quanto riguarda questa Sesta, pagina dai tratti autenticamente boemi il cui senso ritmico è scandito con efficacia e non inopportuna energia. La Nona si conferma decisamente autorevole, prosciugata da ogni sentimentalismo e in grado di evidenziare la struttura sonora con fine trasparenza e vigorose impennate dinamiche. Splendidamente cantabile l’enunciazione del primo tema, che appare dapprima sul flauto e poi su archi espressivi di fattura finissima.

Incisione dai timbri morbidi e mai affaticanti, qualche leggerezza sugli archi, notevole profondità dei piani sonori in ascolto 5.0.

Marco Cicogna

 

Fine prima parte

Author: Marco Cicogna

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