Musica in Blu-Ray, e non solo

A complemento della recensione del lettore universale Oppo BDP-103EU, pubblicata su AUDIO Review n. 346 (settembre 2013), l’autore delle note d’uso e di ascolto, Marco Cicogna, ha selezionato una serie di dischi di particolare valore tecnico ed artistico che andiamo ad illustrare:

1-mahler-rattleUn titolo tra i più tecnicamente e musicalmente affascinanti è la recente pubblicazione di una poderosa esecuzione della Prima di Mahler in Blu Ray. La direzione è quella di Simon Rattle alla testa della Filarmonica di Berlino. ( 1 ) Sin qui nulla di eccezionale, nel senso che proprio con Mahler siamo abituati anche in questo formato ad esecuzioni di alto livello, come abbiamo visto prima con il ciclo sinfonico curato da Abbado al Festival di Lucerna, poi con le più recenti prove di Chailly con l’orchestra di Lipsia. Questa nuova uscita in Blu Ray si segnala per essere in 3D, una ripresa d’eccellenza effettuata nel corso di una tournèe dei Berliner a Singapore nel 2010. L’intensa lettura di Rattle è quasi bella quanto quella di Abbado e tira fuori lo smalto migliore dell’orchestra berlinese, con prime parti di rilievo assoluto ed una sezione ottoni potente e prepotente. La visione in 3D (che ho effettuato in un negozio dotato di proiettore 3D) accompagna all’interno delle fila orchestrali, con le prime parti che sembrano “saltar fuor” dallo schermo. Non è realismo, s’intende, e non credo lo voglia essere, ma c’è il piacere di una fruizione diversa e tutto sommato divertente. Osservate la parte in cui nel finale la sezione corni si alza in piedi trionfante, con il primo dei corni, il più vicino, che sembra potersi toccare soltanto allungando la mano. Siamo nell’orchestra.

Tra i titoli più gustosi che potrete ascoltare (e vedere) con grande soddisfazione vostra e dell’intera famiglia segnalo inoltre la Seconda di Mahler diretta da Chailly, i concerti per pianoforte di Liszt eseguiti da Barenboim, i Brandeburghesi coordinati da Abbado con favolose prime parti (tra cui la violista più sensuale del momento impegnata nel Sesto concerto), la strepitosa Sinfonia Fantastica nell’edizione curata dalla San Francisco Symphony e dal suo direttore Tilson-Thomas. A questi vorrei aggiungere anche il recente BR dal titolo “Fellini & CO” con Chailly e la Filarmonica di Berlino in un avvincente programma che si conclude con i “Pini di Roma” di Respighi. Iniziate con questi e venitemi a dire.
Che il Blu Ray abbia una marcia in più anche per l’audiofilo più intransigente lo ha dimostrato in questi anni la produzione delle etichetta norvegese 2L. La recente incisione jazz dal titolo “Quiet Winter Nights”, propone in modo “tattile” un campo sonoro articolato, suggestivo e finemente tradizionale. Una raffigurazione “a tutto tondo” di un piccolo gruppo strumentale. La dinamica è di fatto inesauribile, per un senso di freschezza e assenza di fatica d’ascolto.

Quiet Winter Nights

Quiet Winter Nights

Che un lettore a questo prezzo possa permettersi di offrire tanto è un piccolo miracolo tecnologico che appena qualche anno fa non sarebbe stato possibile. Non voglio fare una crociata a favore del multicanale. Il buon “103” sa esprimersi con toni convincenti anche e soprattutto con questa mole di “normali” CD, esprimendo una corretta e completa leggibilità anche dei tratti più delicati e sommessi delle grandi sinfonie. Si esprime infatti con raffinatezza anche nelle parti delicate ai limiti dl silenzio dove si gioca il senso della risoluzione ai bassi livelli di segnale. Si apprezza la concretezza, il senso della frase, la freschezza di una riproduzione che non fa mancare i caratteri brillanti ed accesi (ove presenti) ma che non è reticente nell’indicare con gli archi toni caldi e seducenti. Equilibrio timbrico e articolazione dinamica si dimostrano tratti fondamentali del comportamento dell’Oppo, che cede il passo a sistemi di lettura (due canali) ben più costosi su parametri minori e di contorno.
Entusiasti oggi per la resa sonora del Blu-Ray (ma ben consapevoli anche delle migliaia di titoli in SACD) non dimentichiamo le pubblicazioni in DVD Audio, capaci di presentare un due canali ad alta risoluzione o, in alternativa, un multicanale non compresso di qualità eccellente. Per chi volesse fare confronti ricordiamo il doppio album con gli “Studi trascendentali” di Liszt pubblicato anni fa dalla nostra rivista che contiene una versione in SACD e una in DVD Audio realizzata per noi da Velut Luna. Ma il DVD Audio che ad oltre 10 anni dalla sua pubblicazione si conferma come il più emozionante è quello con la Seconda di Mahler diretta da Zubin Mehta. Possessori di lettori multistandard, mi rivolgo a voi con tutto il cuore. Trovate questo disco a tutti i costi e godete sino in fondo. Bastano pochi secondi per rendersi conto che l’attacco bruciante i violoncelli e contrabbassi al principio del primo tempo non è mai apparso tanto presente, corposo e trasparente al tempo stesso. Il crescendo che in breve ci porta al primo fortissimo sembra dotato di un respiro inesauribile e le sonorità intense della Filarmonica di Israele conferiscono a Mahler uno smalto d’eccezione.

 

Mahler Mehta DVD Teldec

Mahler Mehta DVD Teldec

Ci sono alcune partiture che più di altre traggono beneficio da una solida riproduzione in multicanale. Tra queste dobbiamo citare la poderosa Terza Sinfonia “con organo” di Saint-Saens, un pezzo da dimostrazione senza pari. Un disco che abbiamo spesso utilizzato è quello inciso dalla Ondine nella Verizon Hall di Philadelphia. Interpreti Olivier Latry con la Philadelphia Orchestra diretta da Christoph Eschenbach.

Saint Saens Organ Symphony

Saint Saens Organ Symphony

Spettacolare disco che unisce il sound di uno strumento dotato di quasi 7.000 canne a quello di una orchestra sinfonica in dotazione ricca. L’incisione è stata curata dai tecnici della Polyhymnia. La Ondine è una etichetta finlandese con molte registrazioni in alta definizione al proprio attivo. In questa Terza l’organo è ben inserito nello spazio acustico dell’auditorium, con tempi di riverberazione controllati. L’ascolto è suggestivo non soltanto nei devastanti accordi in fortissimo, ma anche nelle parti più delicate, in cui il timbro delle canne si unisce al fraseggio degli archi. Ascoltate il delicato movimento centrale, che si avvia sul registro profondo della pedaliera e un contorno di archi morbidi ed espressivi. Il senso di spazio è evidente anche nell’ascolto in due canali.
Ci sono partiture che prevedono sezioni strumentali poste dietro il pubblico. La più celebre in tal senso è senza dubbio il „Requiem“ di Berlioz, ampio affresco sinfonico-vocale che nel Dies Irae prescrive delle sezioni ottoni aggiuntive negli angoli posteriori della sala da concerto. Ascoltate in tal senso l’edizione Telarc con la direzione di Robert Spano.

 

Berlioz Requiem SACD Telarc

Berlioz Requiem SACD Telarc

Tra i protagonisti della discografia non potevamo mancare di ascoltare almeno alcune delle registrazioni curate a suo tempo da Erich Kunzel, che con la “sua” Cincinnati Pops ha spesso giocato tra il sacro ed il profano. La musica per il cinema rappresenta da tempo un filone importante e Telarc è stata in questo generosa. “Epics” raccoglie in una registrazione multicanale di grande effetto alcuni titoli tra i più avvincenti e spettacolari della storia del cinema, un album che ha sempre riscosso consensi nelle nostre dimostrazioni. Il disco si apre con il tema di “2001 Odissea nello Spazio”, segue il classico “Ben Hur” e il più recente “Il Gladiatore”, un tripudio di ottoni e percussioni a bassa frequenza da far tremare i polsi. Non mancano brani dal carattere più intimo, struggente persino, tra questi il celeberrimo tema di Lara dal “Dottor Zivago” e l’immancabile pellicola “Via col vento”, che vinse uno degli Oscar anche per le musiche di Max Steiner. C’è anche Harry Potter e una selezione dal “Signore degli Anelli”. I due brani che più ci appassionano sono il preludio dal “Lawrence d’Arabia”, con la dinamica introduzione con assolo di timpani e grancassa e il sempreverde “I Magnifici Sette”, uno dei più grandi temi western della cinematografia. L’incisione è avvolgente, generosa nella gamma profonda, il timbro, relativamente caldo e mai affaticante, invita ad alzare il volume. Buono l’equilibrio tra le diverse sezioni strumentali, importante il ruolo degli ottoni dei quali si apprezza la solida pienezza delle prima ottava dei tromboni. Grancassa di effetto devastante.

 

Epics Telarc

Epics Telarc

Non è la prima volta che ci troviamo a parlare della MDG. La label tedesca fondata da Werner Dabringhaus, sin dal 2000 ha detto la sua in modo autorevole con SACD e DVD Audio dalla straordinaria resa sonora. Il sampler in formato Blu Ray Audio (ma il box contiene anche la versione in SACD) dal titolo “Diabolo” è stato protagonista di Audiophile Recording nel numero scorso di AudioReview. La naturalezza distingue le incisioni di questa etichetta. I concerti per pianoforte eseguiti da Zacharias nella collana dedicata a Mozart parlano chiaro, con incisioni allo stato dell’arte che vi invito ad ascoltare. Qui vi segnalo almeno il disco dedicato a Respighi che contiene una energica lettura dei celebri “Pini di Roma”. Toni corposi sono riservati alla densa struttura sonora dei “Pini di Roma”, fecondo trattato di orchestrazione cui è offerto uno spessore acustico notevole già nel semplice ascolto in due canali. Densa e struggente l’esecuzione dei “Pini presso una catacomba” e sono ben rese le atmosfere “notturne” dei “Pini del Gianicolo”, in cui la risoluzione ai limiti del silenzio orchestrale ha un respiro notevole che nell’ascolto in SACD 5.0 diventa un pezzo da dimostrazione. Ovvio che l’attenzione di molti audiofili sarà focalizzata sul conclusivo “Pini della Via Appia”. Le sei “buccine”, rese come al solito con tre coppie di flicorni, sono dense ed avvolgenti, possente il pulsare in bassa frequenza della grancassa, mentre il lungo crescendo si evidenzia una costruzione inarrestabile con il respiro mai corto nelle sezioni fiati. Dinamica da brivido per un ascolto in due o a cinque canali da fare a volume disinvolto.

 

Respighi Pini di Roma MDG

Respighi Pini di Roma MDG

I “Quadri di un’esposizione” di Mussorgsky/Ravel restano nell’immaginario audiofilo come una delle pagine più seducenti e l tempo stesso impegnative. Qui la celebre trascrizione di Ravel è presentata da Paavo Jarvi con la Cincinnati Symphony. Nei “Quadri di un’esposizione” la registrazione offre ogni dettaglio del particolare strumentale, ma anche una decisa presenza delle percussioni. Ascoltate questo energico “Baba Yaga”, con timpani e grancassa di inedito realismo, ma ogni parte offre una felice introspezione su ogni sezione strumentale. Attenzione al volume, perché l’attacco timpani-grancassa può davvero creare dei problemi. Si apprezza la pienezza e l’intonazione del gruppo di ottoni nelle “Catacombae” e nella luminosa conclusione della trionfale “Grande porta di Kiev”, il respiro lungo degli ottoni è sorretto anche dal rintocco possente delle campane, che in multicanale riempiono da ogni lato l’ambiente d’ascolto. Il livello d’incisione che appare più basso della media consente lo sviluppo di una notevole dinamica nelle parti più intense. Nell’ascolto 5.0 il senso di realismo della scatola sonora si esalta; anche dinamica e percussioni appaiono più articolate e più naturale. Anche in stereo, con un grande sistema, ci sarà comunque di che far tremare i polsi!

 

Quadri Telarc SACD

Quadri Telarc SACD

Un ascolto che ha impressionato alcuni amici appassionati di passaggio nella mia sala da musica ha coinvolto l’incisione Pentatone con la Quarta Sinfonia di Tchaikovsky. L’orchestra è la Russian National Orchestra, il direttore Pletnev. Repertorio di spessore ma ancora di facile ascolto, proposto da un interprete di calibro internazionale e da un’orchestra che proprio in questo ambito risulta fra le prime della classe. Pletnev coglie bene i toni più esteriori della Quarta, offrendo uno smalto sonoro che trova pochi riscontri in discografia e che ancor più viene esaltato dalla registrazione,. La sezione corni, il tono vellutato dei violoncelli, la lunga frase dell’oboe, questi e altri dettagli sono resi in modo sublime. Le sonorità dell’orchestra russa sono documentate in quest’incisione che per dinamica, timbro e naturalezza complessiva può diventare un riferimento. Impressionante la resa dei piatti (Quarto tempo della sinfonia), che escono fuori con dinamica realistica e dotati di una consistenza metallica inedita. Scena ampia ed ariosa, archi profondi scanditi nei toni fondamentali, fatica d’ascolto inesistente.

 

Tchaikovsky Quarta Pletnev

Tchaikovsky Quarta Pletnev

Mi piace segnalare qui in versione multicanale alcune di quelle pagine musicali che gli audiofili ben conoscono. Tra queste la Sinfonia Fantastica” di Berlioz che qui segnalo nella trasparente edizione curata dalla Linn con la direzione di Ticciati. Nel quarto tempo giocano le grandi percussioni orchestrali; ecco quindi la famosa “Marche au supplice”, nella quale si apprezzano gli enormi intervalli dinamici come nell’esplosione di suono che segue l’acuto del clarinetto, un gioco che metterà a dura prova il vostro impianto. Non mancano ricercatezze timbriche come l’impiego della sordina sui corni, il suonare “col legno” dei violini, il fremere vigoroso della sezione contrabbassi a rafforzare il ruggito della grancassa. Gli audiofili conoscono il finale soprattutto per le due pesanti campane. Il colpo di teatro è l’entrata in scena del tema del “Dies Irae”. Il tema è reso ancor più cupo nell’essere enunciato da basso tuba e fagotti; a seguire il rullante drammatico della grancassa. L’attenzione per i formati “liquidi” da parte di Linn è ben nota, tanto che molte incisioni (questa compresa) sono disponibili direttamente dal sito in formato “risoluto” (anche 192 kHz) per chi ama smanettare col proprio PC. La “Fantastica” è un affresco sonoro ancora oggi moderno ed emozionante, che in questa incisione ascoltiamo con uno smalto nuovo quanto mai seducente. Robin Ticciati è qui all’esordio come direttore alla testa della Scottish Chamber Orchestra. Siamo di fronte ad una lettura di scuola filologica, attenta agli accenti e alle frasi, ma soprattutto alle sonorità “autentiche” degli archi (poco o nulla vibrato), alla limpidezza della gamma centrale che arricchisce il pathos sonoro di questa pagina. Voglio mettere in evidenza la trasparenza delle linee sonore, per un senso inedito di penetrazione all’interno della trama musicale.

 

Berlioz Fantastique Linn

Berlioz Fantastique Linn

Altro “pezzo forte” del mondo sonoro orchestrale si conferma “The Planets” di Holst. In questa edizione Chandos l’orchestra è quella della BBC Philharmonic con sede a Manchester e registrata nel nuovo auditorium Bridgewater Hall; questa sala è dotata di un eccellente organo che nei “Pianeti” viene utilizzato in modo suggestivo. L’incisione ricostruisce dinamiche e prospettive sonore che avvicinano l’ascoltatore alle sensazioni di un ascolto dal vivo. L’orchestrazione di Holst è ricca e sgargiante, a tratti sa essere assolutamente dirompente, i toni ottimistici; si sente che deriva da un’epoca in cui sull’impero britannico “non tramontava mail il sole”. La formazione di Manchester con Andrew Davis esibisce colori sgargianti e notevole dinamica. “Urano” vale tutto il disco, con il suo attacco su ottoni e timpani che utilizzo nelle mie dimostrazioni musical-discografiche, l’incedere ritmico punteggiato dai timpani, il minaccioso “glissando” sull’organo, la potenza degli ottoni. Persino la tuba, voce profonda dell’orchestra, si distingue in un contesto sonoro complesso che viene documentato in ogni dettaglio.

 

Holst Chandos

Holst Chandos

Per concludere questa breve selezione discografica (chi sarà a Milano a settembre potrà ascoltarla con me) ecco un grande classico pop come “Beatles Love”, un DVD Audio che a suo tempo avevamo acquistato a Las Vegas ma che potrete comprare anche senza farvi un lungo viaggio. La geniale idea dei produttori del “Cirque” è appunto questo “The Beatles – Love” dedicato evidentemente ai fabulous four. Più di un musical e certamente ben più di un nostalgico omaggio musicale, realizza un grande spettacolo in cui la musica avvolge totalmente l’ascoltatore, inserito in un caleidoscopio sonoro proveniente da una molteplicità di sorgenti, con speciali altoparlanti collocati persino dei sedili. Questo cofanetto è di fatto la “colonna sonora” dell’evento del Mirage. Le 26 tracce combinano 37 canzoni, ma aspettatevi sorprese. Le armonie di “Because” sono di una chiarezza straordinaria, la base ritmica acquista solidità e pulizia pur preservando il tipico “sapore antico”, dinamica e trasparenza delle linee vocali e strumentali esibiscono lo smalto di un affresco dopo un restauro. Il CD è davvero bello e sorprende per l’efficacia della resa sonora, ma è l’ascolto del DVD-A a raccontare a chiare lettere quanto questo formato avrebbe potuto offrire agli audiofili. Un’occasione mancata per gli amanti della musica, ma intanto possiamo goderci quest’album nello splendore del multicanale.

 

Beatles Love DVD Audio

Beatles Love DVD Audio

La valutazione dell’Oppo 103 in senso più strettamente musicale è avvenuta con l’inserimento in una catena ampiamente sperimentata. L’ambiente, innanzitutto, è quello ormai perfettamente conosciuto della mia sala da musica. L’impianto si è articolato in due catene distinte e parzialmente complementari, con pre e finale multicanale AM Audio (P4 / M6) e amplificatore integrato Krell. Come diffusori le nuove Next Tower di AM Audio (un diffusore dinamico equipaggiato da driver Morel di grande precisione) e le Martin Logan Montis, elettrostatiche ibride capaci di notevole risoluzione in gamma media ma anche di una buona risposta in basso grazie all’unità bassi amplificata. Entrambi i sistemi sono stati utilizzati sia in configurazione stereo che come elementi frontali in un sistema 5.0. Ovviamente con l’ascolto di materiale musicale il contributo del centrale e più ancora dei canali posteriori resta (e deve essere così) piuttosto contenuto, limitandosi il centrale a supportare la porzione interna della scena sonora, mentre i posteriori sono chiamati a raffigurare l’ambienza della sala da concerto originale, contribuendo al realismo dimensionale della raffigurazione sonora.

Marco Cicogna

Author: Redazione

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