AudioReview, 389 luglio 2017

Il 12 luglio 2017  è iniziata la distribuzione di AudioReview n.389. Un numero ricco di contenuti che abbracciano come sempre ogni aspetto dell’audio: dalle novità di settore ai prodotti vintage, dagli apparecchi per l’ascolto mobile, in cuffia o in auto, a quelli per impiego stanziale, domestico. Anche sotto l’aspetto economico, si esaminano prodotti di ogni fascia di prezzo, ma con particolare attenzione a quelli di costo più abbordabile e alla portata dei più, anche se non mancano prodotti esclusivi e dal prezzo inarrivabile, che pure costituiscono una parte non indifferente del mercato. Entrando nel tema della copertina, il titolo “Soluzioni non convenzionali” si riferisce a una serie di prodotti particolarmente originali nella loro impostazione progettuale e che abbiamo esaminato in profondità.

Iniziamo dal Pro-Ject Pre Box S2 Digital, un piccolo apparecchio (103x37x122 mm) straordinariamente versatile, in grado di convertire il segnale digitale in analogico, fino alle più alte risoluzioni (PCM 768kHz/32bit, DSD512), inclusi i file codificati MQA, e di operare da centrale di controllo di un impianto stereo (all’occorrenza con telecomando opzionale da €29,90) oltre che da amplificatore per cuffia. Ma ciò che più sorprende è il livello delle prestazioni offerte da questo prodigioso gioiellino, degne di apparecchi dal prezzo 10 volte superiore ai suoi 349€ di listino.

Non meno originale è l’amplificatore integrato Element EA 101EQ-G prodotto della tedesca Elac. Un apparecchio di nuova concezione, dotato di correttore di acustica ambientale e di una buona sezione di potenza in classe AB ma con il rendimento della classe D. Una soluzione circuitale tipologicamente molto rara cui abbiamo dedicato un adeguato approfondimento. L’ampli Elac è caratterizzato anche da un’estetica molto attuale, così come la gestione tramite app. Il prezzo, 790€, può considerarsi del tutto ragionevole.

Un’altra soluzione decisamente non convenzionale è quella utilizzata dal fonorivelatore DS Audio DS-W1, che sfrutta le proprietà di un sensore ottico per trasformare in segnale elettrico le ondulazioni del solco presente nei classici dischi in vinile. L’idea non è nuova, poiché già Philco e Toshiba negli anni ’40 e ’60 del secolo scorso avevano realizzato dei fonorivelatori con fotosensori, ma oggi l’evoluzione tecnologica consente di raggiungere prestazioni ben superiori rispetto ad allora e competitive con le testine a trasduzione elettromagnetica.

Soluzioni non convenzionali le troviamo anche nel maestoso sistema di altoparlanti Malibran della trevigiana Unison Research, basti dire che utilizza 3 woofer laterali e 4 tweeter posteriori oltre ai componenti frontali per un totale di 12 altoparlanti.

Completa infine la parata dei prodotti in copertina il sistema di altoparlanti Delta 4 R9 della laziale Giussani Research. Progetto del grande Renato Giussani, consta di due driver planari, un woofer da 31 cm e un tweeter a cupola morbida, il tutto montato in un mobile dalla linea slanciata.

A parte gli apparecchi in copertina, la rivista offre molti altri articoli e recensioni. Per una panoramica completa si rimanda al consueto sommario.

 

Author: Mauro Neri

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2 Comments

  1. Da felice possessore delle delta 4R9 mi permetto di osservare la non correttezza della misura del woofer. Non è da 25 cm ma da 30,5 cm (12 pollici).
    Saluti

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    • Assolutamente vero, mi correggo, 26 cm è il diametro utile di emissione del cono, l’altoparlante è da 31 cm. Grazie della segnalazione

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