AR Spirit 162

AR-spirit-162-AR88-124Giusto un mese fa, nella presentazione di un sistema di altoparlanti della Boston Acoustic, si è parlato della produzione audio East Coast (la costa orientale degli Stati Uniti, a nord di New York) e del coinvolgimento in essa di alcuni ricercatori in acustica della prestigiosa università «Massachusetts Institute of Technology» (MIT).

Tra questi personaggi si è ricordato il nome di Edgar Villchur ma tralasciando il suo ruolo di fondatore, oltre 35 anni or sono, della Acoustic Research e con essa dell’industria audio East Coast. Basti dire che, prima che Villchur costruisse le sue AR 1 W, semplicemente non esistevano woofer adatti al funzionamento in sospensione pneumatica. Questa, fino a quel momento, era considerata solo una stranezza accademica appartenente alla collezione di brevetti del pluridecorato prof. H.F. Olson (collezione che penso inferiore solo a quelle di T.A. Edison e di Archimede Pitagorico).

Villchur considerò che il ricorso alle recenti speciali leghe ferromagnetiche, potenti quanto costose, valesse bene la possibilità di impiegare membrane molto pesanti e bobine mobili lunghe senza perdere terreno in smorzamento ed in efficienza. Aggiungendo inedite sospensioni semicircolari in tela trattata nacque il padre di tutti i moderni woofer hi-fi ed il sistema di carico acustico in assoluto più diffuso.
Ulteriore primato spetta alla AR nell’impiego di midrange e tweeter a cupola ed in una serie di proposte che hanno vertice nel Magie Speaker (sistema attivo con ricostruzione del campo riverberato), così ben descritto dall’inventore Kennet L. Kantor nel n. 52 di AUDIOreview.

Per soddisfare il grosso pubblico europeo, già da diversi anni, la AR dispone di uno stabilimento in Inghilterra in cui costruire sistemi di altoparlanti a costi resi più competitivi dalla vicinanza al mercato.

Il modello in prova rappresenta l’ammiraglia della serie Spirit (articolata su sei modelli, siglati dal 112 al 162 a passi di dieci) e
dell’intero catalogo be distribuito in Italia dalla Arcona.

Costruzione e caratteristiche

Appena sballato, il mobile si presenta con un frontale molto snello e con la pianta sviluppata in profondità.

L’appellativo «sistema da pavimento» può preoccupare chi soffre di problemi di spazio ma l’altezza e l’ingombro della 162 sono gli stessi di un analogo sistema da libreria, correttamente posizionato su degli stand di altezza adeguata.

Le soluzioni tecniche adottate prevedono due woofer accoppiati che condividono il volume di carico (a beneficio di chi è interessato a queste tecniche, ricordo l’articolo «Woofer complicati», nel n. 78 di AUDIOreview). In tal modo la superficie vibrante è quasi pari a quella di un grosso woofer da 12″, ma le membrane più piccole risultano solitamente più rigide e, se allineate in verticale, godono di una maggiore dispersione orizzontale. In particolare tutti i coni degli altoparlanti della 162 sono di polipropilene caricato con carbone. Nei polimeri le sostanze di caricamento hanno la stessa funzione della ghiaia nel cemento: danno corpo alla massa e rinforza no la struttura.

// filtro delle Spirit prevede incroci tutti del 2° ordine. Sfruttando il taglio meccanico del l'altoparlante la cella del midrange impiega solo il possa-alto.

Il filtro delle Spirit prevede incroci tutti del 2° ordine. Sfruttando il taglio meccanico del l’altoparlante la cella del midrange impiega solo il passa-alto.

Il mobile è rifinito interamente in vinile: il pannello posteriore è nero, quello fronale è antracite crespato, quelle laterali sono in una imitazione noce (che risulta un po’ approssimativa rispetto ad alcune stupefacenti realizzazioni giapponesi). Per motivi a noi sconosciuti la finitura in vero legno di noce è riservata al solo modello inferiore: il 152, un compatto due vie facilmente mimetizzabile in una libreria.

I morsetti d’ingresso sono molto versatili ma anche loro hanno un’aria un po’ dimessa, trattandosi di un’ammiraglia; inoltre il largo foro passante permette cavi spellati di sezione maxi, ma rende fragile la filettatura.

Un particolare originale è fornito dalla griglia antipolvere: non ha un telaio proprio, possibile fonte di vibrazioni inquinanti per il suono, ma la tela elastica ha un orlo di gomma che alloggia direttamente in una scanalatura lungo il perimetro del pannello anteriore. Se la «denudazione» risulta rapida, il «vestimento» richiede una piccola dose di pazienza e destrezza. Se non ne siete dotati non c’è da preoccuparsi: tutti gli altoparlanti sono montati con le flange incassate e ricoperte da guarnizioni in gomma che donano all’insieme un aspetto estremamente pulito, anche in assenza della tela.

Scollando queste guarnizioni si possono allentare le viti ed estrarre gli altoparlanti. Dei begli altoparlanti: anche il medio-basso è in realtà un piccolo woofer, dotato di buone capacità di escursione, ed il tweeter (a cupola di tessuto trattato) è raffreddato e smorzato con fluido ferromagnetico. Tutti i componenti a cono hanno sospensione in foam e cestello in lamiera anodizzata.

Estraendo gli altoparlanti diviene visibile il pannello frontale: è composto da un foglio di rigida medite sovrapposto al normale truciolare delle altre pareti; lo spessore complessivo risulta di ben 36 mm. Con questo sistema si intende contrastare la trasmissione alla struttura delle vibrazioni eccitate dagli alto parlanti. Con lo stesso scopo l’interno del mobile possiede in tre punti rinforzi perimetrali, più il timpano di separazione tra i due volumi chiusi che funge da ulteriore puntello.

/ quattro altoparlanti sono tutti di fabbricazione AR. I woofer hanno ilfondello sagomato per consentire un ampio movimento alle bobine mobili. Il tweeter ha la bobina mobile raffreddata e smorzata con fluido ferromagnetico.

I quattro altoparlanti sono tutti di fabbricazione AR. I woofer hanno il fondello sagomato per consentire un ampio movimento alle bobine mobili. Il tweeter ha la bobina mobile raffreddata e smorzata con fluido ferromagnetico.

L’osservatore può ricavare qualche perplessità dalla divisione scelta per il volume interno: ben 19 litri a caricare il piccolo medio-basso da 15 cm e circa il doppio per due woofer da 20 cm di indiscutibili qualità costruttive ma dall’apparenza tutto sommato terrena. Alle spese di una risposta in frequenza poco estesa e meno smorzata si ricava il vantaggio di contenere maggiormente l’escursione dei woofer alle frequenze più basse. Occorre anche notare che, con tutto il candido acrilico impiegato come coibente, si sarebbero potute confezionare un paio di calde trapunte: l’assorbente acustico è in abbondanza tale da risultare praticamente compresso entro tutte le cavità. Il cablaggio interno è un po’ disordinato mentre il filtro di crossover è su una basetta di circuito stampato. I condensatori impiegati sono tutti elettrolitici non polarizzati e gli induttori sono avvolti su nucleo ferro magnetico. Il due maggiori si distinguono per la lunghezza del solenoide e per il nucleo in lamierini, entrambi indici di elevata qualità.

// montaggio del filtro è «all'inglese»: su una basetta di circuito stampato fissata ad un pannellino di masonite. Il tocco «all'americana» è dato dalle abbondanti colature di colla termo fusibile che aiuta le fascette plastiche nel tener fisse le induttanze maggiori.

Il montaggio del filtro è «all’inglese»: su una basetta di circuito stampato fissata ad un pannellino di masonite. Il tocco «all’americana» è dato dalle abbondanti colature di colla termo fusibile che aiuta le fascette plastiche nel tener
fisse le induttanze maggiori.

Lo schema è stato volutamente semplificato sfruttando sapientemente le proprietà degli altoparlanti. Il midrange ha il solo filtro passa-alto del 2° ordine, pari a quello del tweeter e del passa-basso che precede i due woofer in parallelo.

Prestazioni

La risposta in ambiente è stata eseguita con i mobili appoggiati alla parete di fondo ma a differente distanza dalle pareti laterali: 50 cm ed 1 m. In entrambi i casi il sistema denuncia, per il nostro ambiente di prova, una idiosincrasia che si manifesta con un avvallamento alle frequenze medio-basse e che diviene più evidente con l’avvicinamento alle pareti laterali. Il minimo terzo di ottava utilmente riprodotto è quello centrato a 50 Hz mentre la risposta appare complessivamente decrescente verso le alte frequenze ed eccellentemente dispersa sul piano fino a 10 kHz: potremmo attenderci un classico suono AR, composto e riposante.

// mobile è diviso in due scomparti: il terzo superiore del volume è riservato al medio-basso, i rimanenti due terzi ai due woofer. L'assorbente acustico è acrilico in quantità tale da stipare interamente lo spazio. Sono presenti tre rinforzi perimetrali che, insieme al pannello frontale a doppia densità (e doppio spessore), assicurano la rigidità del mobile. Originale la griglia di protezione, in tela elastica, da tirare direttamente lungo i bordi del pannello.

Il mobile è diviso in due scomparti: il terzo superiore del volume è riservato al medio-basso, i rimanenti due terzi ai due woofer. L’assorbente acustico è acrilico in quantità tale da stipare interamente lo spazio. Sono presenti tre rinforzi perimetrali che, insieme al pannello frontale a doppia densità (e doppio spessore), assicurano la rigidità del mobile. Originale la griglia di protezione, in tela elastica, da tirare direttamente lungo i bordi del pannello.

La frequenza dell’incrocio basso, a 300 Hz, fa apparire un po’ sciupati i venti litri di mobile dedicati al midrange. Questo, pur con effetto del solo taglio meccanico s’incrocia col tweeter a 4300 Hz e con pendenza ripida. Peccato che in tutta la sua vasta zona di funzionamento le distorsioni, armoniche e per differenza di frequenze, non risultino contenute a livelli d’eccezione. Comunque siamo sempre sotto lo 0,5% per le prime e sotto l’l% per la seconda. Alle basse frequenze trovano con ferma alcune considerazioni fatte a proposito del piccolo volume riservato ai woofer: la risposta all’estremo inferiore non è profondissima e presenta una piccola gobbetta che renderà più evidenti quelli che il grosso pubblico definisce «i bassi». In compenso l’escursione è ben contenuta: la distorsione di 3a armonica, che ne è la principale conseguenza, resta inferiore all’I % fin sotto i 40 Hz, ovviamente grazie anche alle qualità dei due woofer. Più convenzionale la prestazione della 2a armonica che supera l’l% sotto i 90 Hz per restare però arginata sempre entro il 5%. In poche parole le 162 non asseconderanno le manie dinamitarde degli ascoltatori di cannonate e forse lasceranno un po’ in ombra anche le pedaliere degli organi, in compenso faranno il possibile per assorbire indenni queste sollecitazioni che, in sistemi meno frenati, possono produrre effetti devastanti sul suono.

La curva d’impedenza indica un carico di un certo impegno nel modulo, attestato intorno 4 ohm fino ad 1 kHz. Provvidenzialmente l’elevato smorzamento meccanico (aiutato anche dalla quantità di assorbente acustico) procura sfasamenti contenuti entro i 20° nella zona più critica, quella inferiore a 700 Hz.

Quindi un amplificatore moderno di categoria adeguata alle 162 non dovrebbe scomporsi.

La MIL alle frequenze più basse è penalizzata dalla 2a armonica che viceversa premia la zona intorno i 200 Hz. I 100 W (che su 4 ohm valgono il doppio) sono già applicabili poco oltre i 100 Hz. La curva di MOL segue lo stesso trattamento: bassissime frequenze modeste, 100 dB SPL superati a 80 Hz e 110 dB sempre disponibili oltre i 125 Hz. Come evidente dal grafico tempo-energia, la rigidità del mobile, a dispetto delle dimensioni non miniaturizzate, consente un buon smorzamento dell’emissione impulsiva.
Franco Sorino

 

Le misure dei diffusori AR Spirit 162 effettuate nel laboratorio di AUDIOreview

Le misure dei diffusori AR Spirit 162 effettuate nel laboratorio di AUDIOreview


L’ascolto

Nella sala di AUDIOreview l’installazione è avvenuta in free standing, con i mobili ben allontanati dalle pareti, in maniera tale da privilegiare il suono diretto e ridurre l’influenza dell’ambiente. Inizio con i miei brani preferiti di «Mud Slide Slim…» (James Taylor), un CD che ha finalmente sostituito il mio vinile, dalla stampa pessima e logorato dai molti ascolti: è divertente pensare come la voce un po’ nasale e la chitarra acustica, tipicamente West Coast, siano cosi ben tollerate da un prodotto East Coast; si può solo appuntare che appaiono in primo piano rispetto ad una orchestra ben distribuita sul piano. La cassa della batteria è un po’ gonfia ed imprecisa, come se avesse la pelle un po’ lenta. Passo a «Small Change» di Tom Waits, registrato in presa diretta: le 162 riescono a ben ricostruire la carta vetrata con cui il singolare cantante deve aver foderato la propria ugola; contrabbasso in
evidenza e ben localizzato.

Con la perfetta registrazione di «Amandla» (Miles Davis) esce fuori il vero spirito di queste Spirit: dinamico, grintoso, senza mai diventare uno spirito dispettoso, generoso nella capacità di suonare forte; unico difetto è che, come si addice ad uno spirito, è un po’ evanescente e ci richiede un maggiore sforzo di ricostruzione.

Nel «Tuba Mirum» dal «Requiem» di Mozart (ed. Schreier-Philips) le quattro voci non hanno inconvenienti timbrici, sono solo un po’ compresse in verticale, impressione che sembra contraddirsi ripetendo l’ascolto a volume un po’ maggiore. Misteri della psicoacustica…

Come spesso accade concludo con «Pini di Roma» di Respighi (ed. Dutoìt-Decca). L’ascolto della sommessa «I pini del Gianicolo» procede un po’ distaccato, in attesa de «I pini della via Appia»: la prova del fuoco. Le Spirit 162 sentono l’impegno, i 30 Hz che dominano il tappeto sonoro evocante l’incedere impietoso delle milizie imperiali sono arretrati come livello, ma, apprezzabilmente, non procurano rumori molesti e la stessa distorsione rimane inawertibile. La complessa trama orchestrale del fragoroso finale viene invece «districata» con qualche difficoltà vuoi per la notevole richiesta di risoluzione all’estremo alto o per il superlavoro che appare poco gradito al midrange.
Franco Sorino


/ morsetti, sebbene economici, rendono possi bili terminazioni di ogni tipo: cavi sguainati, anche di notevole sezione, terminazioni a ba nana, a forcella ed a spillo.

I morsetti, sebbene economici, rendono possibili terminazioni di ogni tipo: cavi sguainati,
anche di notevole sezione, terminazioni a banana, a forcella ed a spillo.

Costruttore: Teledyne Acoustic Research; 330 Turnpike St., Canton MA 02021 USA; High St., Houghton Regis, Dunstable,
Bedfordshire, LU5 5OJ, England.
Distributore per l’Italia: Arcona s.r.l. Via Filippino Lippi, 19 – 20131 Milano.
Prezzo: L. 2.000.000.

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Tipo: sistema di altoparlanti da pavimento, a tre vie, in sospensione pneumatica
  • Risposta in frequenza: 45-22.000 Hz a -3 dB
  • Potenza consigliata per l’amplificatore: 10-175 W RMS
  • Impedenza nominale: 4 ohm
  • Sensibilità: 91 dB/1 m/1 W
  • Altoparlanti: 2 woofer da 200 mm; midrange a cono-tweeter a cupola da 25 mm, al ferrofluido
  • Finitura: vinile color noce o nero
  • Dimensioni e peso: (AxLxP) 930x232x347 mm; 19,7 kg.

Pubblicato su AUDIOreview n. 88 novembre 1989

Author: Redazione

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2 Comments

  1. Buongiorno, ho trovato due casse AR 162 Walnut che sembrano identiche dalla foto alle 162 Spirit. Mi sapreste dire per cosa si differenziano? Grazie

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  2. Salve, ho le Spirit 162 dell’ AR prese nei lontani anni 80/90 ferme ormai da molti anni causa spazio (appartamento piccolo) e purtroppo le membrane dei coni sono malridotte
    volevo chiedere cosa mi consigliate se rimetterle in sesto oppure non ne vale la candela
    grazie mille

    Post a Reply

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