Il vizio di Marantz

042-046-AR353-Marantz-imp-Machelli-1La stellina blu del marchio nippo-americano continua a splendere. Un lettore digitale quasi universale ed un ampli che riecheggiano, nel fisico e nel suono, l’âge d’or degli esordi, promettono molto di più di quel che costano. Marketing o realtà?

Seguo professionalmente l’hi-fi da circa 37 anni, periodo durante il quale il mercato dell’elettronica di consumo, quello dell’audio hi-fi in particolare, ha attraversato cicliche crisi ed altrettante cicliche rinascite. L’hi-fi, quella che trovate su queste pagine e non al supermercato, è data puntualmente per morta ogni 5-6 anni, e puntualmente rinasce dalle proprie ceneri, seppur in forma diversa o mutevole. L’audio stereo, l’audio digitale, l’audio multicanale, l’audio del video, il computer audio, il personal audio, … Al momento “tira” il computer audiophile (o audiophile computer, se volete). Abbiamo un ingrediente primario, anzi l’ingrediente per eccellenza, lo streaming, attingibile da più fonti ed in diverse forme e quindi una declinazione infinita di modi per riprodurlo. Ciò non toglie che continuino a sopravvivere i vetero-audiofili, i dinosauri dell’audio, i reduci dell’analogico, come il sottoscritto, i quali continuano inopinatamente ad utilizzare principalmente supporti musicali fisici (i “dischi”, in vinile e CD. Qualcuno, ancor più estremista, insiste con il nastro in bobina), pur non disdegnando la praticità e la qualità raggiunta dai media players più trendy (visto che inglese?) come PC, iPod, rete. La mutazione genetica delle apparecchiature hi-fi è sotto gli occhi di tutti: un DAC non si nega più a nessuno, ti danno l’USB come portachiavi, è di serie negli ampli, nei lettori, nei receiver A/V, nei TVC, nel car-stereo. La mondializzazione dei consumi – che ha usato la rivoluzione digitale come esercito di conquista – ha funzionato come un ferro da stiro, spianando gusti e sensibilità particolari, omologando via via i consumi distinti per aree geografiche e culture verso il basso della piramide qualitativa (è più facile e remunerativa la produzione massificata ad alto valore aggiunto). In quest’ottica è nata AMPS & DACS, una ricerca tra combinazioni & suoni che pur sfruttando le tecnologie più diffuse ed avanzate destinate alla riproduzione musicale sappiano rispettare i criteri qualitativi e l’opzione irrinunciabile di lasciare ad ognuno la ricerca e/o la costruzione del proprio “sound” personale.

Gli apparecchi in prova

Il pannello posteriore dell’SA-8005: oltre alle uscite analogiche a sinistra, ben distanziate e con connettori di buona qualità, da osservare la completa dotazione per la conversione in ingresso (USB-B per PC, comprensiva anche di file codificati DSD oltre ai consueti formati 24/192; elettrico coassiale RCA; ottico TosLink) e quella di uscita (ottico ed elettrico coassiale RCA). Il telaio è rinforzato con un fondo a doppio strato.

Il pannello posteriore dell’SA-8005: oltre alle uscite analogiche a sinistra, ben distanziate e con connettori di buona qualità, da osservare la completa dotazione per la conversione in ingresso (USB-B per PC, comprensiva anche di file codificati DSD oltre ai consueti formati 24/192; elettrico coassiale RCA; ottico TosLink) e quella di uscita (ottico ed elettrico coassiale RCA). Il telaio è rinforzato con un fondo a doppio strato.

Nome scritto a lettere d’oro negli annali della letteratura audio, il marchio Marantz discende da uno dei padri storici dell’hi-fi, Saul Marantz. I suoi prodotti, sempre di altissima qualità, un tempo erano percepiti come beni di lusso esclusivi, ma dopo ripetuti cambi societari l’orientamento del marchio si voltò verso un più ampio e non meno impegnativo orizzonte: quello del “best-buy”. Obiettivo perseguito con determinazione giapponese da Ken Ishiwata, diventato uomo simbolo di Marantz dopo la morte del fondatore Saul. Una sera, a cena, parlando delle differenze tra costruttori orientali e occidentali (americani in particolar modo), Ken Ishiwata definì questi ultimi degli “sprinters” (veloci sulla corta distanza), e se stesso ed i suoi compaesani “maratoneti” (arrivare dopo, ma superare e proseguire…). Ed è così che a partire dagli anni ’90 abbiamo visto i prodotti Marantz crescere progressivamente nella considerazione dei consumatori e dei critici di settore, arrivando ad insidiare seriamente le leadership di marchi che da sempre regnavano sui primi posti del podio (Rotel, NAD, Cambridge Audio, Harman-Kardon), proponendo a cadenze puntuali componenti pensati all’occidentale (“sound” compreso), ma costruiti nel Far-East, da Taiwan a Pechino, via Tokyo. Negli ultimi cinque anni, sfogliando le pagine delle riviste di settore internazionali dedicate al mercato o alla guida all’acquisto, troviamo prodotti Marantz entro i primi tre “recommended” in sempre più categorie. Specialità della Casa, oggi, i lettori digitali, anche se non ha dimenticato le origini, l’Amplificazione, con la A maiuscola, come si conviene ad un marchio che, seppur con una parentesi progettuale un po’ anonima tra i ’70 e gli ’80, è tornato – più di prima – a rivestire un ruolo da protagonista tra i protagonisti.

Marantz Serie 8005

Il pannello posteriore dell’amplificatore integrato PM-8005 è assolutamente ortodosso per dotazione, mentre spiccano i morsetti per le acustiche (sistema A e B), di ottima qualità.

Il pannello posteriore dell’amplificatore integrato PM-8005 è assolutamente ortodosso per dotazione, mentre spiccano i morsetti per le acustiche (sistema A e B), di ottima qualità.

I modelli 8000 sono i top di gamma della serie 1000, arrivata oggi alla 5a revisione, ogni volta migliorando la precedente e incorporando soluzioni tecniche più recenti e/o ereditate dalle serie superiori nel momento in cui queste – a loro volta – fanno un upgrade nel loro iter migliorativo. Ogni serie comprende, di norma, un lettore digitale, uno di rete, un ampli integrato e, talvolta, un giradischi. Nello specifico abbiamo il lettore di SuperAudioCD e CD e unità di conversione D/A SA-8005 (1.190,00 euro). Questa macchina, che si presenta subito come audiophile-friendly in virtù del formato SACD, ha, come altre in catalogo, la preziosa opportunità di poter essere utilizzata anche come unità di conversione ad alta risoluzione (DSD) e se poi, invertendo i fattori, si vuol vedere come un DAC di alto livello con il “plus” di poter leggere SACD e CD, poco cambia…
Partner dedicato, l’amplificatore integrato PM-8005 (1.190,00 euro anch’esso), un bel pezzo di tecnologia da 12 chili e 70 watt (8 ohm/RMS), con tanto di stadio Phono MM, controlli di tono in triplice opzione (ben calibrate le frequenze e le entità di intervento per evitare di stravolgere l’emissione), e connettori extralusso. Nota a margine: gli apparecchi sono entrambi “made in Japan”, nella fabbrica Marantz più importante del Paese. Forse non è poi tanto marginale.
Leitmotiv della coppia 8005 è l’adozione di molte soluzioni tecniche e costruttive provenienti dalle serie superiori (Premium Line), ma con in più la sfida di contenere i costi al pubblico senza penalizzare (troppo) le prestazioni.

L’interno dell’SA-8005, con le sezioni circuitali ben distinte. Da notare la meccanica SACD Hyron, di gran qualità, allestita per essere scevra quanto possibile da vibrazioni esterne. Bello il trasformatore di alimentazione, schermato, che non sfigurerebbe in un integratino da 30 watt…

L’interno dell’SA-8005, con le sezioni circuitali ben distinte. Da notare la meccanica SACD Hyron, di gran qualità, allestita per essere scevra quanto possibile da vibrazioni esterne. Bello il trasformatore di alimentazione, schermato, che non sfigurerebbe in un integratino da 30 watt…

Il lettore/DAC-8005 è una macchina concepita in modo assai equilibrato, puntando senza esitazioni – e con generosità – al massimo risultato in quanto a prestazioni e flessibilità operativa. Per le prime abbiamo l’adozione di una meccanica di lettura SACD racchiusa in un contenitore che ne protegge il funzionamento da polvere ed interferenze. Questa è montata su un castelletto che poggia su un fondo costituito da un triplo strato di lamiera (tre fogli…) allo scopo di smorzare le risonanze insorgenti da sollecitazioni esterne o provenienti dalla meccanica stessa. Inoltre, costituiscono una base molto solida e stabile che permette di ridurre, potenzialmente, al minimo l’insorgere del jitter, il “virus” del suono digitale (la “jitterizia”?). A questa è associata una sezione di conversione molto evoluta e sofisticata, che comprende il DAC costituito dal chip Cyrrus Logic CS4398, 24 bit/192 kHz. A questi si può attingere tramite una porta USB frontale (USB-A, per iPod, con software da installare per i sistemi Windows, automatico con Apple, controllabile sia da telecomando Marantz, come da iPod stesso, con opzione di leggibilità dei metadata); un ingresso S/PDIF RCA, un ottico TosLnk ed un USB-B (per PC) con porta asincrona, in grado di trattare anche flusso dati DSD a 2,6 e 5,8 MHz. Tutto questo ben di dio è circondato da diverse accuratezze circuitali e meccaniche per consentire sempre il raggiungimento del miglior risultato. Come tradizione (e tecnologia) Marantz, anche l’SA-8005 (come il PM-8005) impiega per gli stadi di uscita gli HDAM (Hyper Dynamic Amplifier Module, questa versione è presente nei modelli SA-14S1 e PM-14S1), specialità della Casa dal 1992 (fu adottata per la prima volta nel CD-15) e continuamente aggiornata. Gli HDAM sono un virtuosismo tecnico che Marantz applica sistematicamente sia nei lettori, sia nelle amplificazioni. Gli HDAM sono preferiti da Marantz ai più diffusi e scontati op-amps (amplificatori operazionali, di tipo integrato) in virtù della loro superiore qualità musicale. Racchiusi in piccoli contenitori di rame con funzione di schermo, adottano per grande parte componentistica discreta ed un assemblaggio particolarmente curato ed affidabile. Altra menzione speciale va fatta alla sezione di alimentazione che – oltre ad essere molto curata, come è lecito aspettarsi in questa classe di manufatti – è anche generosa nel dimensionamento e nella qualità (non scordiamoci il prezzo e dove son fatti). Ci sono ancora molti appassionati che pensano sia superfluo, anzi, ridondante, utilizzare sezioni di alimentazione così poderose visto il consumo risibile di un “lettore digitale”. Provare per credere, non dico altro.

Profumo di Marantz d’annata… Zeppo di buona e bella componentistica, lascia ben trasparire la sua cifra tecnica dal peso  che si sopporta nel trasportarlo.

Profumo di Marantz d’annata… Zeppo di buona e bella componentistica, lascia ben trasparire la sua cifra tecnica dal peso
che si sopporta nel trasportarlo.

Circa l’amplificatore integrato PM-8005, è inevitabile un sussulto di nostalgia canaglia per il fascino e l’evocatività che questo nome porta con sé quando si parla di watt. Nonostante l’attuale ufficio marketing Marantz faccia il massimo per oscurare i fasti del passato proponendoci look poco sapidi, con troppi spigoli e levigatezze, il logo, la stellina accesa, ci ricordano (quasi) sempre lo spirito di Saul (Marantz, the Soul of Saul…?). Però, se il buon Ishiwata suggerisse ai suoi designer di “rispettare” un po’ di più il “Marantz’s flavour”, tornando all’oro ed alla rassicurante autorevolezza di quei pannelli frontali d’annata, secondo il mio personalissimo parere potrebbe raccogliere qualche cliente in più e recuperarne di dispersi. Una storica ditta nipponica di fotocamere ha avuto l’idea di mettere in catalogo una compatta con ottica intercambiabile (tipo Leica a telemetro; se siete “under 50” ho sentore di essere incompreso) con il design anni ’70 (l’âge d’or della fotografia meccanica), ma con tecnologia digitale odierna, con tanto di schermo accanto al mirino ottico sul pannello posteriore, memoria SD e programmini vari. Very cool!
Sul fronte tecnico, il PM-8005 condivide alcuni connotati “genetici” della propria specie, quali i dispositivi d’uscita ad alta dinamica HDAM (SA3 e SA2 nello specifico) ed il telaio rinforzato. La tipologia circuitale è quella tradizionale implementata nel tempo da Marantz (Current Feedback) che consente allo stadio finale, grazie ad un’alimentazione molto ben dimensionata, di erogare la potenza necessaria a condurre per mano le casse acustiche elettricamente più ostiche anche nelle escursioni dinamiche energeticamente più scabrose. Lo stadio di preamplificazione si avvale di 6 ingressi (1 Phono MM, 6 linea), più le funzioni Pre-Out e Power-Amp Direct-In, quest’ultima ne consente l’impiego ausiliario in applicazioni multicanale per l’audio/video. Peculiarità di questa generazione, che riecheggia in parte i modelli anni ’70, è la suddivisione del controllo dei toni in tre gamme di frequenza (bassi, medi, alti), comunque bypassabili via Source Direct, complessivamente ben progettati per frequenza di intervento (50, 900, e 15.000 Hz) ed entità dello stesso (±10, 6, 10 dB). Molto belli, quasi fuori contesto, i morsetti per le acustiche, sontuosi fino all’opulenza, dalla praticità un po’ inferiore alle aspettative però (poco agevole l’inserzione di cavi di un certo diametro; difficoltà con lo spessore di talune “bananine” e forcelle).
Entrambi gli apparecchi son costruiti con la consueta perizia che si addice ad un’azienda dalla produzione hi-tech industrializzata. Vista la sostanza dei prodotti, il prezzo richiesto per l’acquisto ed il fatto di non essere China Made già di per sé è un richiamo invitante. Vediamo quindi cosa succede in sala d’ascolto.

Marantz Style colpisce ancora

Peculiarità della nuova generazione di ampli Marantz è la presenza, nella  possibilità di agire con i controlli di tono anche sulla gamma media, rendendo la regolazione della risposta percepita dall’ascoltatore più discrezionale.

Peculiarità della nuova generazione di ampli Marantz è la presenza, nella possibilità di agire con i controlli di tono anche sulla gamma media, rendendo la regolazione della risposta percepita dall’ascoltatore più discrezionale.

La puntata d’esordio ha visto come protagonista la coppia DAC + AMP Exposure 2010S2, di costo correlabile ai Marantz serie 8005. La differenza più netta, oltre al fatto che qui abbiamo un lettore SACD compreso nel prezzo, sta nella filosofia progettuale. La britannica Exposure (per progetto e costruzione) appartiene alla linea minimalista più “francescana” che esiste e resiste nel tempo alle mode tecnologiche e di costume: pochissimi controlli, quelli indispensabili e via diretti alle casse acustiche. Marantz, che dell’hi-fi è stato uno dei padri fondatori, crede che si possa consentire all’appassionato di scegliere quando e come essere “purista” (i controlli di tono e bilanciamento possono essere esclusi). Oppure aver la chance di poter in qualche modo (ri)mediare a quell’incisione non proprio perfetta e/o all’interfaccia casse acustiche-ambiente non totalmente felice. Fatto il distinguo, rimangono identiche le altre condizioni di confronto, a partire dalle casse acustiche, le Harbeth P-3ESR, modello che quasi non avrebbe necessità di presentazione essendo ormai circondato da un’aura di santità audiophile conferita loro da stampa ed appassionati in tutto il mondo sonorizzato. Per quelli appena scesi sul pianeta AUDIOreview, ricordo in sintesi che le P-3ESR sono delle acustiche grandi quanto una scatola per scarpe n.45 (ovviamente da uomo), inevitabilmente due vie in sospensione acustica con un altoparlante per i medio-bassi da 13 centimetri di diametro. Sono considerate un riferimento assoluto per la categoria (e non solo…) per timbrica, soundstage, naturalezza della gamma media. E soprattutto, funzionano in modo ottimale negli appartamenti condominiali metropolitani. Gli altri elementi di verifica sono: player Apple iPod Nano 3a generazione; notebook Packard-Bell/Apple iTunes; lettore DVD-Audio Rotel RDV-1093; giradischi Technics SL-1200 MkV modificato, con testina Shure M-95HE; amplificatori Unison Research Unico (ibrido valvole/ MosFet da 80 W), Sugden A25b (30 W, MosFet), NAD 3020B (25 W, bipolari); casse acustiche Linn Tukan MkII e AudioSpace ML3 MkII (GINI LS3/5a).

Pratico ed efficace il collegamento USB per l’iPod, che può scegliere di essere comandato via remote (sullo schermo del player appare il logo Marantz), oppure direttamente dal suo pannello.

Pratico ed efficace il collegamento USB per l’iPod, che può scegliere di essere comandato via remote (sullo schermo del player appare il logo Marantz), oppure direttamente dal suo pannello.

Vado subito al sodo: il lettore Marantz SA-8005 è una macchina che fa veramente la differenza, innalzando sensibilmente le prestazioni dell’intero sistema o di qualsiasi altro partner lo accompagni. E questo sia come lettore in sé per sé, sia come DAC puro. O soprattutto come DAC. In ogni caso, la qualità della conversione è talmente efficace che si può valutare la non accidentale presenza di una meccanica di lettura SACD come un “plus” tutt’altro che disprezzabile. Anche con registrazioni d’annata un po’ carenti o sgraziate, la musicalità intrinseca dei brani viene recuperata appieno e valorizzata fino a farne dimenticare i limiti. Questo è fondamentale, perché avvicina alla fruizione della musica dal vivo, dove si ascolta la musica suonata ancor prima dei limiti dell’acustica ambientale o dei rumori di fondo. Il suono dell’SA-8005 è armonicamente ricco e vibrante, talvolta “appassionato” se lo si sostiene con i partner giusti, a partire dal cavo digitale con il quale può essere utilizzato come DAC stand-alone. È vitale, lo si può stravolgere o esaltare. Non chiedetemi lumi in tal senso: procedo per tentativi e con limitatissimi mezzi. Sarebbe utile dedicare una puntata di questa rubrica a ricercare il cavo digitale ideale, ma non credo si arriverebbe comunque a risultati realmente conclusivi. Grande rifinitura e saldezza, matericità e precisione, anche agli estremi; trasparenza associata alla sostanza e non fantasmatica luminosità attorno agli strumenti come fanno talune macchine “eso”. Anzi… l’SA-8005 ha valorizzato, estraendone la personalità più identitaria, tutti gli ampli che avevo a disposizione: un leone sornione l’Unison, raffinato ed autorevole; un formidabile rocker il Sugden (mai sentito andare così bene!), agile ed incisivo; gigantesco il NAD 3020B, che sembrava suo nipote l’M3. Stesso dicasi per le casse. Essendo tutte minicasse, si sono giovate della calibratissima gamma bassa prodotta, ricca di armoniche e tensione ritmica, come pure di quella più elevata, estesa certo, ma mai affilata o anodina. Ben da dire anche del registro medio, presente e circoscritto nel suo fuoco ben lontano dal punto di emissione, saldo al centro della scena nelle voci, vitali e credibili. Il colore tonale del Marantz è piuttosto saturo, anche denso talvolta, comunque articolato in sfumature via via più tenui, tendenti all’ocra e all’ambra a seconda del modello di cassa impiegato. Grande!

Un momento della prova d’ascolto che ha visto entrare in scena il PC ed i Linn Tukan MkII. Le Harbeth P-3ESR sono installate in ambiente utilizzando uno stand open-frame condiviso con gli altri minimonitor impiegati per le prove, il Linn Tukan MkII ed il GINI LS3/5a.

Un momento della prova d’ascolto che ha visto entrare in scena il PC ed i Linn Tukan MkII. Le Harbeth P-3ESR sono installate in ambiente utilizzando uno stand open-frame condiviso con gli altri minimonitor impiegati per le prove, il Linn Tukan MkII ed il GINI LS3/5a.

Associato al suo partner PM-8005 il risultato non dà adito a rivendicazione alcuna. L’abbinamento è differente da tutti gli altri possibili nella circostanza. Forse l’unico con il quale il Marantz condivide il calore tonale ed il passo musicale (ma non il contrasto dinamico) è il NAD. Il PM-8005 è quel che gli inglesi definiscono sensatamente un “all-rounder”; o se volete, un”plug’n’play”. Dotato di quella trasparenza naturale, mai spinta, che si fa notare quando il segnale lo richieda e non oltre, il PM-8005 è un amplificatore per ogni stagione, ogni genere musicale, ogni sorgente, ogni cassa acustica, fa suonare tutto al suo meglio e al meglio risponde quando gli si fornisce una sorgente sopra le righe, come appunto è il suo compagno di strada SA-8005. Non propriamente neutro, vira verso tonalità relativamente calde, da fine estate, con un appeal prospettico in parte legato alla classe della sorgente (inevitabile…), in parte alla sua attitudine di porre in relativo primo piano gli attori musicali che passano sul palcoscenico della riproduzione audio. Ha un buon peso armonico e dinamico, pur senza strafare, è in grado, però, di tirar fuori le unghie quando le condizioni lo richiedano, esibendo nerbo e grinta nel registro medio-basso, ma mantenendosi disciplinato e preciso nelle gamme superiori. Ecco, controllo e disciplina, in modo non esasperato, guidano l’andamento dinamico del PM-8500, peculiarità che unite ad un colore tonale ragionevolmente caldo rendono l’apparecchio particolarmente versatile ed efficace nel pilotaggio dei minimonitor, dove le coordinate di potenza e naturalezza di emissione sono strategiche per un buon ascolto a lungo termine. Per alcuni tratti, ma ciò non deve sorprendere vista la categoria degli attori in scena, l’abbinata Marantz-Harbeth appare più “ecumenica” di quella con Exposure, più vivace e coinvolgente, come è tradizione del marchio britannico, che esige un ascoltatore più preparato, o “iniziato” a quella filosofia sonora. Forse, ma non ho la possibilità di svolgere una controprova, un sistema di grande appeal potrebbe essere quello composto dall’SA-8005 associato all’ampli Exposure 2010S2. Da questa operazione di genetica sonica dovremmo ottenere da Harbeth passione e stile in egual misura. E perché no? Può essere una strada percorribile dai rivenditori HiFi United, che trattano entrambi i marchi, proponendo un ascolto conoscitivo proprio ai nostri lettori.
A chiudere, il tandem Marantz, seppur in questo ambito di impiego ristretto, ma significativo perché selettivo come pochi altri, ha dimostrato di aver le carte in regola per diventare l’ennesimo “best-buy” della Casa. L’ampli è un generoso erogatore di watt “acculturati”, buoni per ogni stagione musicale e quasi per ogni acustica. Bello da vedersi ed usarsi, non ha praticamente rivali per rapporto bontà vs euro. Circa il lettore/DAC siamo all’entusiasmo. Solo qualche anno fa per avere questa classe di prestazioni (e da sognarsi la flessibilità d’uso poi) si doveva sborsare una cifra quasi tripla rispetto all’attuale, a poco più di un millanta euro e rotti. Creerà qualche scompiglio nella concorrenza, soprattutto quella più pretenziosa, e molti turbamenti in quella anglo-americana, sempre buona da ascoltare, ma costosa. Insomma, la strada è tracciata, ai lettori la scelta.
Gianfranco Machelli

da AUDIOreview 353


Marantz PM-8005
Amplificatore Integrato Stereo
Distributore per l’Italia: Marantz Italy S.r.l., Via Manfredi 98, 29100 Piacenza. Tel. 0523 716899 – www.marantzitaly.com
Prezzo: euro 1.190,00

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Note generali: potenza d’uscita 2×70 W/8 ohm RMS; 100 W/4 ohm RMS, circuito di amplificazione Current Feedback, circuito buffer di ingresso a componenti discreti, trasformatore toroidale, diodi Shottky di elevate prestazioni, circuitazione proprietaria Marantz HDMA-SA3.
  • Connettori: placcati oro; selezione diffusori acustici A/B.
  • Ingressi: 1 Phono MM; 5 ingressi Linea.
  • Uscite: 2 uscite Linea, modalità Power-In Direct e Pre-Out.
  • Cavo di alimentazione: IEC separabile.
  • Terminali: remote In/Out Marantz.
  • Controllo di toni: a tre gamme di frequenza (bassi, medi, alti).
  • Finiture: nero e argento.
  • Consumo: 220 W e autospegnimento.
  • Dimensioni (LxHxP): 440x379x128 mm.
  • Peso: 12 kg

 

Marantz SA-8005
Lettore SACD/DAC
Prezzo: euro 1.190,00

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Note generali: compatibilità con SACD, CD, CD-R/RW, circuitazione HDAM-SA2, convertitore D/A Cyrrus Logic CS4398.
  • Modalità DAC: ingressi digitali, coassiale, ottico, USB-B asincrono compatibile PCM fino a 192 kHz/24 bit e DSD2,8 & 5,6 MHz.
  • Componenti audio personalizzati: clock di sistema di alta precisione, fondo del telaio con piastra a doppio strato per una maggiore stabilità meccanica.
  • Uscite: analogiche L/R e coassiale digitale placcate oro.
  • Ingressi: USB-A certificato per iPhone/iPod, supporta ricarica di iPad (5 V/1 A), riproduzione di file WAV da ingresso USB-A.
  • Uscite digitali: ottica e coassiale.
  • Terminali: remote In/Out Marantz.
  • Visualizzazione: CD-TEXT/metadati.
  • Finitura: nera o argento.
  • Consumo: 29 W e autospegnimento.
  • Dimensioni (LxHxP): 440x341x 105 mm.
  • Peso: 8,0 kg

Author: Redazione

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2 Comments

  1. Non ho capito quali formati si possono leggere tramite l’ingresso usb, come FLAC 24/192

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  2. bella la descrizione dell’SA8005 che mi interessa un po’. Infatti sarebbe utile capire la qualità del suo dac interno messo a confronto con quello del HD DAC1. Qualche info? grazie.

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