ESB 7/07 II

ESB 7/07 II

ESB 7/07 II

Come abbiamo già avuto occasione di sottolineare in occasione della prova della 7/05 B pubblicata in anteprima sul numero 53 di AUDIOreview (settembre 1986, p. 104), la serie 7, porta bandiera dal 1981 dell’impegno che la Casa di Aprilia dedica alla ricerca ed allo sviluppo di prodotti di avanguardia, è stata recentemente «ristrutturata».

Una ristrutturazione che, lungi dal rinnegare le scelte filosofiche (leggi DSR) che hanno fatto della serie 7 un prodotto vincente sul mercato dei prodotti di altissimo livello, non solo in Italia ma anche in mercati difficili come quello statunitense, è consistita di base, in una revisione di particolari, come quello del cablaggio, cui negli ultimi anni gli audiofili hanno cominciato a prestare sempre maggior attenzione.

Riassumendo, la nuova serie 7 II è so stanzialmente identica alla precedente a parte il fatto che, per minimizzare l’alea di accoppiamento tra amplificatore e sistema di altoparlanti, sono stati eliminati, dai modelli che ne erano dotati, i controlli di livello (che restano comunque disponibili su richiesta) ed il cablaggio interno è effettuato in cavo di sezione elevata saldato direttamente sui componenti (per eliminare la resistenza di contatto dei tradizionali attacchi fasto a pressione). A questa regola generale, fa eccezione la 7/08 II che è stata completamente rinnovata passando da tre vie a quattro (come le tre sorelle maggiori 7/05, 06 e 07). A questo si aggiunga che i due modelli maggiori della serie vengono realizzati anche in una specialissima versione B nella quale, grazie ad una rete di crossover ed ad un «pannello incroci» che la fanno assomigliare più ad una centrale elettrica che a dei sistemi di altoparlanti, è possibile inserire o disinserire i controlli, mono bi o triamplificare il sistema, minimizzando comunque l’impedenza della rete di interconnessione e mantenendo quindi il massimo controllo possibile dei diversi trasduttori.

Rete di crossover

Rete di crossover

 

La 7/07 II

Penso che i lettori di AUDIOreview, e più in generale gli audiofili italiani, troveranno superfluo anche il solo ricordare il principio di funzionamento del DSR (Distributed Spectrum Radiation, radiazione a spettro distribuito) che grazie alle sue innovative capacità di controllo dell’immagine stereofonica ha decretato il successo delle ESB serie 7 e ne ha fatto uno dei prodotti più imitati, a livello mondiale, non solo nel principio di funzionamento, ma anche, in qualche caso, nella letteratura illustrativa di tale principio. Se ancora ci fosse qualcuno che non conosce il DSR, può trovarne una esauriente descrizione sui numeri 5 e 18 di AUDIOreview (febbraio 1982 pp. 96-99, giugno 1983 pp. 98-107) per mano del suo stesso inventore, quel Re nato Giussani che dal novembre 1984, lasciato il ruolo di responsabile della ricerca e sviluppo ESB, si dedica, come componente a tempo pieno della équipe tecnico-redazionale di AUDIOreview, ad un’opera di grande impegno e, a mio avviso, di grande valore culturale: insegnare al maggior numero possibile di lettori (si intende interessati all’argomento) come si progetta (correttamente) un sistema di altoparlanti.

Nell’ambito della serie 7, la 7/07 II, si pone immediatamente alle spalle della 7/06 e di fatto ne rappresenta una versione ridotta nelle dimensioni e nel costo, ma progettata con l’obiettivo di non accettare, in nome della riduzione di prezzo, compromessi poco onorevoli. Il woofer resta da 30 cm, ma il cestello è in lamiera anziché in pressofusione, con una escursione, e quindi una potenza nominale, leggermente inferiore a quella della 7/06; ma, come si vedrà dall’esame delle misure, la distorsione a bassa frequenza è ancora particolarmente bassa.

Anche il mid-basso è un componente leggermente più economico di quello montato sul modello maggiore, ma sempre di buone prestazioni. Il midrange alto a cupola morbida è da 38 mm con magnete in ferrite (7/05 e 06 montano un 51 mm con magnete in Alnico V) mentre il tweeter è lo stesso componente a cupola morbida da 26 mm con supporto della bobina in alluminio e olio magnetico impiegato su 7/05 e 7/06.

La tentazione di definire la 7/07 II «parente povera» della 7/06 II è forte, ma sarebbe una interpretazione ingiustamente riduttiva: per esempio il midrange da 38 mm della 7/07 è un componente di gran pregio con i due strati dell’avvolgimento ripartiti uno internamente ed uno esternamente al cartoccio: una soluzione già vista per i woofer, ma adottata, a quanto ci risulta, per la prima volta dalla ESB per i mid a cupola morbida della serie 7 e DCM.

Secondo la tradizione ESB, il circuito stampato del crossover è assicurato ad un pannello in truciolare montato sul fondo della cassa.

Secondo la tradizione ESB, il circuito stampato del crossover è assicurato ad un pannello in truciolare montato sul fondo della cassa.

Il crossover ha la stessa struttura di base di quello della 7/06 II anche se ovviamente i valori dei componenti sono diversi per la necessità di adattare le frequenze di incrocio non solo alle caratteristiche dei componenti, ma anche alla diversa geometria del mobile.

La costruzione e la finitura di quest’ultimo sono, come per tutta la serie 7, del massimo livello: la cassa esterna è rivestita in noce naturale con finitura opaca a cera, mentre quella interna è verniciata in nero antigraffio. L’unico appunto che, sotto questo punto di vista è ragionevole sollevare, va ai morsetti di collegamento a vite: evviva, sono morsetti a vite che accettano indifferentemente banane, terminali a punta o terminali a forcella (come del resto è ovvio attendersi su un prodotto di questo prezzo e livello), ma non sarebbe stato possibile scegliere dei morsetti con dei buchini di diametro un po’ maggiore in grado di accettare cavi di grossa sezione anche non terminati?

// woofer ha il cestello in lamiera stampata; il tweeter è lo stesso montato sulla 7/06.

Il woofer ha il cestello in lamiera stampata; il tweeter è lo stesso montato sulla 7/06.

Le misure 

La risposta in ambiente (grafico 1) mostra una gamma bassa piuttosto in evidenza ed una leggera attenuazione a 500 Hz che riporta in leggera evidenza la gamma tra gli 800 e i 1600 Hz. Di conseguenza dobbiamo attenderci, all’ascolto, un suono pieno, caldo, ma con una certa dose di presenza. Gli alti sono molto estesi e molto regolari, il che dovrebbe contribuire ad una sensazione di notevole pulizia. L’andamento regolarmente decrescente richiede per apprezzare appieno il suono di questa cassa una certa abitudine al suo ascolto. In questo senso la 7/07 II potrebbe essere considerata un prodotto «poco commerciale». E questo è un complimento perché significa che non cede alla tentazione di strizzare l’occhio all’utente al primo ascolto. Del resto, il successo commerciale della 7/07 prima serie conferma che gli audiofili che non si lasciano abbindolare da una facile strizzata d’occhio (leggi grande dettaglio apparente) sono più di quanti qualcuno non voglia ammettere.

Parlare di dispersione (grafico 2) per un prodotto la cui filosofia di progetto si basa proprio sul fatto che l’emissione fuori asse varia secondo una legge ben definita, può sembrare un controsenso; ma non lo è perché ciò che chiediamo al sistema (e dovremmo chiederlo a tutti) è di mantenere, fuori asse, la sua regolarità di risposta. E, come abbiamo potuto verificare ruotando le casse rispetto alla loro posizione base, la risposta delle 7/07 II resta molto regolare anche a 30 gradi.

Le frequenze di incrocio acustico in ambiente (che alla fine è quello che più conta all’ascolto) cadono a 500 Hz, 1600 e 4000 Hz.

La sensibilità misurata in camera anecoica con rumore rosa risulta pari a 88,7 dB (a lm, 1 W), mentre quella rilevata in ambiente con due sistemi contemporaneamente in funzione risulta pari a 88.9 dB, cioè piuttosta alta.

La distorsione per differenza di frequenze non supera mai, nelle condizioni di prova, lo 0.5% ed è pertanto classificabile come molto bassa. Anche quella armonica risulta molto contenuta: si noti che a 40 Hz supera di poco l’1.5 % e si mantiene nell’intorno dell’1% anche in corrispondenza dei due picchi dovuti al mid basso.

Per quanto riguarda l’impedenza, notiamo innanzitutto che le rotazioni di fase (argomento) non superano mai i 36 gradi, il che, in congiunzione col fatto che il modulo si mantiene sempre sopra i 4 ohm, consente di classificare la 7/07 II come un carico mediamente facile.

Per quanto riguarda il massimo livello di ingresso (MIL), notiamo che il sistema accetta a 50 Hz la bellezza di 15 watt e mezzo e che a 63 Hz la cassa è già in grado di superare i 100 dB di MOL (per l’esattezza 101 dB) ed i 110 dB a 100 Hz. Siamo quindi di fronte ad un sistema con una dinamica della gamma bassa particolarmente buona.

Per quanto riguarda l’energia in funzione del tempo, la diminuzione non è rapidissima, ma questo è praticamente inevitabile con un sistema singolare come questo nel quale si sono voluti ottenere particolari risultati in termini di dispersione.

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Conclusioni

A parte i buchi dei morsetti troppo piccoli, e so che qualcuno sorriderà su questo rilievo, tutto lascia credere che la nuova versione II della 7/07 abbia le carte in regola per rinnovare il successo già arriso alla 7/07 prima serie: più tempo passa, più il DSR diventa attuale.

 

A sinistra: la quan tità di lana di vetro inserita all'interno delle 7/07 II è par ticolarmente eleva ta il che contribui sce ad aumentare il volume equivalente del mobile. A destra: le connes sioni degli altopar lanti ai reofori (di sezione elevata) so no saldate. Sotto: i fori dei morsetti a vite (che accettano banane, terminali a forcella e puntalini o fili non terminati) sono di diametro piutto sto ridotto e per uti lizzare cavi dì sezio ne elevata è indi spensabile munirli di terminazione.

La quantità di lana di vetro inserita all’interno delle 7/07 II è particolarmente elevata il che contribuisce ad aumentare il volume equivalente del mobile.

A destra: le connes sioni degli altopar lanti ai reofori (di sezione elevata) so no saldate.

Le connessioni degli altoparlanti ai reofori (di sezione elevata) sono saldate.

Sotto: i fori dei morsetti a vite (che accettano banane, terminali a forcella e puntalini o fili non terminati) sono di diametro piutto sto ridotto e per uti lizzare cavi dì sezio ne elevata è indi spensabile munirli di terminazione.

I fori dei morsetti a vite (che accettano banane, terminali a forcella e puntalini o fili non terminati) sono di diametro piuttosto ridotto e per utilizzare cavi dì sezione elevata è indispensabile munirli di terminazione.

L’ASCOLTO

Abbiamo ascoltato la 7/07 con un impianto composto da un giradischi digitale Stax CDP quattro, un finale Denon POA-2000 ed il pre passivo presentato sul numero 42 di AUDIOREVIEW. La prima osservazione, che nella sua ovvietà riportiamo per dovere di cronaca, è che l’estensione dell’immagine verticale è un po’ minore di quella delle 7/06, ma molto maggiore della maggior parte delle casse in commercio, anche in questa fascia di prezzo. Il DSR verticale ha dei vantaggi, in termini di risoluzione di alcuni particolari della scena acustica come il posizionamento degli strumenti che si apprezzano pienamente anche con la 7/07, nonostante le dimensioni e la distanza tra gli altoparlanti relativamente ridotte rispetto a quelle della 7/06.

La gamma bassa è estesa, pur senza raggiungere la profondità della 7/06, anche se ad un ascolto superficiale la modesta esuberanza cui abbiamo accennato in sede di analisi delle misure, può trarre in inganno l’ascoltatore meno esperto facendogli credere il contrario. La forte sensazione di potenza sulle basse, potrà essere, a seconda della situazione ambientale, corretta scegliendo una opportuna distanza dalle pareti e dagli angoli.

Si tenga presente che l’ascolto conferma che le ampie dimensioni del pannello frontale del sistema rende la timbrica piuttosto indipendente dal suo posizionamento nella stanza e dalla distanza dalla parete di fondo. La evidenza della gamma bassa e media rispetto alla medio bassa da corpo agli strumenti più grandi ed alle voci maschili, ma, con strumenti solisti (vedi piano) causa talora una delocalizzazione del suono che è forse l’unico elemento criticabile dopo un lungo ascolto. Al contrario la gamma alta, estesa e pulita affascinerà i puristi proprio dopo che si saranno abituati al suono «da purista di una volta» che caratterizza, a mio avviso, le 7/07 II.

 

 

 

Costruttore: ESB SpA, Via della Meccanica 14, Aprilia (Latina).

Distributore per l’Italia: ESB SpA.

Prezzo: L. 3.040.000 la coppia

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Tipo di emissione: DSR.
  • Sistema basse frequenze: sospensione pneumatica.
  • Numero vie: 4.
  • Woofer: 320 mm.
  • Mid basso: 200 mm.
  • Mid. alto: 38 mm cupola morbida.
  • Tweeter: 26 mm cupola morbida.
  • Frequenze d’incrocio: 550-2.200-6.000 Hz.
  • Amplificatore consigliato: 50-220 W RMS per canale su 8 ohm.
  • Impedenza: 6 ohm.
  • Sensibilità: 88 dB con 2,83 V/l m.
  • Risposta in frequenza: 30-20.000 Hz; -3 dB = 40 Hz.
  • Dimensioni: 119x42x30 cm (AxLxP).

(da AUDIOreview n. 58 febbraio 1987)

 

Author: Redazione

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