Halcro DM38

IMG_8139halcroLa comparsa di un nuovo marchio nel variegato panorama dell’alta fedeltà costituisce un evento alquanto ordinario che, molte volte, non porta con sé elementi di novità tali da polarizzare l’interesse di critica e pubblico.

Nel caso della Halcro, invece, si è certamente trattato di un ingresso sul mercato che non può passare assolutamente inosservato. Come vedremo molti sono infatti gli elementi che caratterizzano dal punto di vista tecnico i prodotti di questa giovane ditta australiana.

Anche sotto il profilo estetico, inoltre, non si può fare a meno di notare il design estremamente originale che contraddistingue l’apparecchio oggetto di questa prova, il finale stereofonico dm38. Tale apparecchio, peraltro, appare esteticamente pressoché identico al finale monofonico dm68 provato quasi un anno fa su AUDIOreview (n. 237, luglio-agosto 2003).

Sicuramente si tratta di oggetti che possono facilmente essere scambiati per elementi di un arredamento moderno e un po’ futurista, piuttosto che essere ricondotti alla loro effettiva funzione di amplificatori audio. Esternamente, infatti, nulla lascia sospettare la loro natura di apparecchiature elettroniche, oltre che per le loro del tutto inusuali forme (peraltro alquanto piacevoli, a giudizio di chi scrive), anche per l’apparente completa assenza di controlli quali manopole e pulsanti.

Quest’ultima caratteristica non vale anche per il pre della stessa linea (l’ottimo dm10 provato insieme al già citato dm68 ed utilizzato anche per la sessione d’ascolto relativa a questa prova), che conserva comunque l’impostazione stilistica del tutto personale dei finali. Per quanto riguarda poi i prezzi, non si può negare che costituiscano un altro elemento che colpisce particolarmente. Siamo infatti nell’ambito delle apparecchiature di fascia molto elevata, per le quali non vengono posti rilevanti limiti dal punto di vista dei costi, con il risultato di arrivare sui modelli top a cifre vertiginose (per acquistare il pre dm10 e due finali monofonici dm68 occorrono infatti oltre ottantamila euro…). Ma passiamo ora ad analizzare il dm38 sotto gli aspetti che maggiormente possono interessare un appassionato di alta fedeltà.

Progetto e costruzione

Anche nel campo della filosofia di progetto, come già anticipato, questo finale, così come i modelli già provati, si distingue nettamente dalla normalità. Chi ha conferito un’impronta estremamente personale sotto il profilo strettamente tecnico alla attuale produzione Halcro è Bruce Candy, un personaggio alquanto atipico nel panorama dei progettisti hi-fi. Si tratta infatti di un fisico di origini sudafricane che, pur avendo sempre avuto la passione per la riproduzione sonora di elevata qualità, prima di approdare come progettista al settore audio ha maturato notevoli esperienze in campi alquanto diversi, ideando peraltro numerose soluzioni tecniche innovative che sono state oggetto di brevetti.

Quando finalmente Candy ha deciso di misurarsi nel campo hi-fi, uno dei suoi obiettivi principali è stato quello di tentare di eliminare le asprezze sonore che a suo giudizio contraddistinguono normalmente gli amplificatori a transistor. A tal fine, la principale strada che ha ritenuto necessario seguire è stata quella del contenimento della distorsione a livelli talmente bassi da raggiungere prestazioni che arrivano a mettere in crisi gli strumenti di misura. Ma ciò che è particolarmente importante evidenziare è l’aver raggiunto livelli di distorsione da primato su tutta la gamma audio.

Nel caso dei finali dm68, ad esempio, il dato nominale di distorsione armonica (risultato peraltro confermato alle misure) è pari ad un impressionante -120 dB fino a 20 kHz alla massima potenza di uscita. Tale prestazione, che ha fissato un nuovo riferimento, ha portato a dedicare al sistema dm10+dm68 la copertina del già citato n. 237 di AUDIOreview e ad utilizzare per la presentazione degli apparecchi l’espressione ‘L’amplificazione “a distorsione zero”’. Com’è noto, in linea di principio adottando tassi di controreazione molto elevati il livello della distorsione può raggiungere valori estremamente bassi. Tuttavia, come già evidenziato dal nostro direttore tecnico Fabrizio Montanucci, non si possono applicare controreazioni particolarmente elevate, pena la compromissione della stabilità dell’amplificatore, a meno di non ridurre la banda passante ad anello aperto.

Così facendo, però, la controreazione diminuisce sensibilmente all’aumentare della frequenza e conseguentemente aumenta la distorsione. In altri termini, è estremamente difficile realizzare un amplificatore che sia sufficientemente stabile almeno su carichi non particolarmente impegnativi e che riesca ad esibire valori molto contenuti di distorsione anche alle alte frequenze. Il fatto che gli amplificatori Halcro riescano a raggiungere questo risultato così impegnativo sta ad indicare la capacità di tali apparecchi di esibire prestazioni eccellenti (in termini di distorsione intrinseca e di larghezza di banda) già ad anello aperto. In particolare si è mirato a minimizzare la distorsione d’incrocio negli stadi di uscita utilizzando dei mosfet con polarizzazione alquanto elevata.

Per quanto riguarda poi la controreazione, il costruttore dichiara che non è stato necessario utilizzarla in quantità eccessiva e, comunque, il suo impiego è stato limitato ai singoli stadi (assenza di controreazione globale multistadio). Lo schema circuitale adottato, contrariamente al solito, non è completamente simmetrico dato che il costruttore non ritiene utile eliminare le sole armoniche pari di distorsione e non anche quelle dispari che risultano più nocive all’ascolto. Un’altra scelta progettuale che si discosta dalla norma è l’adozione di un’alimentazione di tipo switching a 115 kHz, in grado di garantire il normale funzionamento per un intervallo di tensioni di ingresso particolarmente ampio (da 90 a 240 V).

Gli inconvenienti di tale tecnica, rappresentati dalla difficoltà di evitare che i residui di commutazione possano raggiungere gli stadi di amplificazione lungo il normale percorso circuitale o come interferenze elettromagnetiche, vengono praticamente eliminati utilizzando un filtro estremamente potente e schermando completamente la sezione di alimentazione e quella di amplificazione.

Queste ultime sono infatti ospitate nei due vani metallici chiusi completamente separati che sono contenuti tra i due fianchi dell’apparecchio. Una ulteriore scelta progettuale è stata quella di limitare in modo netto la corrente di uscita a 12,7 ampère di picco. Per quanto riguarda tale scelta non è stato possibile ricevere in tempo un chiarimento dalla Halcro relativamente all’apparente contrasto rispetto a quanto il costruttore dichiarò in occasione della prova del dm68. Fu infatti affermato che la limitazione in corrente, attuata sul finale monofonico in corrispondenza dei 17 ampère di picco, non era stata realizzata per soddisfare esigenze di protezione dell’amplificatore, bensì per evitare possibili incendi in caso di cortocircuito sui collegamenti con i diffusori.

All'interno del dmò8 è possibile individuare nella parte bassa i componenti della sezione di alimentazione a commutazione ed in quella alta i componenti della sezione di amplificazione. Si osservino anche le alettature presenti all'interno dei fianchi dell'apparecchio che fungono da grandi dissipatori dì calore.

All’interno del dm38 è possibile individuare nella parte bassa i componenti della sezione di alimentazione a commutazione ed in quella alta i componenti della sezione di amplificazione. Si osservino anche le alettature presenti all’interno dei fianchi dell’apparecchio che fungono da grandi dissipatori di calore.

Adottando lo stesso criterio ci si aspetterebbe quindi che, se 17 ampère di picco non sono stati considerati pericolosi per il dm68, lo stesso valga per il dm38, che invece, come detto, è stato limitato su un valore inferiore. Riguardo alle protezioni si può aggiungere che sono alquanto sofisticate e prevedono l’uso di comparatori, invece che di transistor, al fine di rendere più netto il loro intervento (essendo così sicuri che a volume sostenuto se l’amplificatore funziona lo fa al meglio delle sue capacità, senza deterioramenti dovuti ad un inizio di intervento delle protezioni).

Dal punto di vista costruttivo siamo su livelli molto alti, come dimostra anche l’adozione generalizzata di componentistica di tipo adatto a sopportare temperature superiori alla norma. Ad esempio gli elettrolitici sono garantiti fino a 105° C (in luogo degli usuali 85° C) il che comporta, secondo Halcro, una vita media di tali componenti superiore di tre-quattro volte (a parità di temperatura d’impiego) rispetto a quelli normali.

Discorso analogo vale per i circuiti integrati che, invece di essere del comune tipo “commercial grade”, sono almeno del tipo “industrial grade” ed offrono quindi, oltre a garanzie di maggior durata, anche prestazioni superiori. Questa accurata selezione della componentistica consente al costruttore di garantire l’apparecchio per ben cinque anni (sul modello superiore dm68 il periodo di garanzia è ancora più lungo, essendo pari a sette anni). Come già verificatosi in occasione della precedente prova di apparecchi Halcro, non si è proceduto al consueto smontaggio finalizzato all’ispezione interna in quanto il costruttore ha dichiarato di non vedere con favore tale operazione.

Le motivazioni addotte nel fare tale dichiarazione consistono nella possibilità che possano essere rivelati particolari del progetto riservati o coperti da brevetto ed il rischio che nella fase di smontaggio possano verificarsi danni all’apparecchio. L’interno è stato quindi ispezionabile solo attraverso le foto che sono state fornite dal costruttore e che vengono pubblicate all’interno di questa prova.

Le misure

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Funzionalità

Poco da dire per quanto riguarda la funzionalità, trattandosi di un finale. Tuttavia una peculiarità si può segnalare in quanto, oltre agli ingressi coassiali e bilanciati che prevedono il tradizionale pilotaggio in tensione (nel senso che presentano un’impedenza d’ingresso dell’ordine delle decine di kohm e sono collegabili ad una sorgente con bassa impedenza interna), è anche presente un ingresso coassiale che prevede il pilotaggio in corrente (impedenza di ingresso dell’ordine delle decine di ohm e impedenza della sorgente elevata). I vantaggi che il costruttore evidenzia per questo tipo di pilotaggio consistono nella minimizzazione del rumore (hum e ripple) che può essere generato dagli anelli di terra e nella minore sensibilità ad eventuali imperfezioni di contatto nelle connessioni (eventualmente provocate anche dalle vibrazioni che si generano nell’ambiente di ascolto).

Sul pannello posteriore, oltre alle uscite per due coppie di diffusori (molto belli e di agevole impiego i morsetti), sono disponibili un morsetto per il collegamento di una massa esterna ed i connettori relativi agli ingressi in tensione e in corrente, che possono essere attivati con l'apposito selettore.

Sul pannello posteriore, oltre alle uscite per due coppie di diffusori (molto belli e di agevole impiego i morsetti), sono disponibili un morsetto per il collegamento di una massa esterna ed i connettori relativi agli ingressi in tensione e in corrente, che possono essere attivati con l’apposito selettore.

Conclusioni

Anche questo finale stereofonico conferma la validità della filosofia di progetto Halcro che consente prestazioni strumentali da primato per alcuni parametri quali la distorsione e nel contempo assicura una eccellente riproduzione sonora (a dimostrazione del fatto che l’accordo tra le misure e l’ascolto è tutt’altro che episodico).

A tali pregi si può aggiungere il livello costruttivo particolarmente elevato che caratterizza l’apparecchio e che consente di riporre una motivata fiducia nella sua capacità di operare a lungo senza incorrere in guasti. Il difetto principale è invece rappresentato purtroppo dal prezzo, che non è certo alla portata di tutte le tasche.

Franco Guida


L’ascolto

I cinquantacinque chili di cui il dm38 è accreditato hanno rapidamente fatto accantonare qualsiasi velleità di trasporto in ambiente domestico per cui l’ascolto si è svolto nell’apposita sala TechniPress utilizzando vari diffusori e sorgenti. In queste varie situazioni d’ascolto alcune caratteristiche della riproduzione sonora sono rimaste alquanto invariate e, come tali, rappresentano verosimilmente caratteristiche riconducibili al contributo del dm38. Su tutta la banda audio si percepisce infatti una musicalità alquanto spiccata, che conferisce un apporto determinante alla naturalezza della riproduzione.

Tuttavia la gamma che maggiormente colpisce è quella alta in quanto, diversamente da quanto avviene spesso anche con elettroniche di pregio, non produce segni nemmeno lievi di affaticamento quando è riprodotta a livelli particolarmente sostenuti. Inoltre si apprezza particolarmente la capacità del dm38 di rendere tale gamma con grande precisione, ma senza far perdere alle sonorità, quando è il caso, la morbidezza e la rotondità che le caratterizza. A dimostrazione del fatto che non si deve necessariamente accettare una gamma alta molto definita, ma un po’ aspra e tagliente, oppure, all’estremo apposto, una gamma alta piacevolmente morbida ma poco precisa.

Altro elemento positivo è sicuramente rappresentato dalla ricostruzione spaziale della scena acustica, che risulta particolarmente convincente dal punto di vista della focalizzazione, oltre che estremamente stabile. Colpisce anche l’ottima resa dei transienti, che vengono restituiti con notevole impatto ed efficacia. La gamma media appare molto trasparente e contribuisce in modo molto soddisfacente alla riproduzione delle voci sia maschili che femminili. Per quanto riguarda invece la gamma bassa si apprezza notevolmente la sua profondità ed il suo grado di articolazione.

L’ultima annotazione è relativa infine alle doti dinamiche, che non hanno evidenziato problemi nelle varie situazioni di ascolto sperimentate. In particolare, la limitazione in corrente non ha mai provocato l’intervento delle protezioni ascoltando a volumi pienamente adeguati alla restituzione di intervalli dinamici realistici.
F.Guida


  • Costruttore: Halcro, 118 Hayward Avenue, Torrensville, South Australia 5031
  • Distributore per l’Italia: Enmatrix, Via L. Settala 20, 20124 Milano. Tel. 02 29516669
  • Prezzo: euro 26940,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Tipo: amplificatore finale stereofonico.
  • Potenza massima: 180 W su 8 ohm resistivi, 350 W su 4 ohm resistivi.
  • Distorsione armonica totale: -110 dB (4 ohm, 350 W, fino a 20 kHz).
  • Distorsione d’intermodulazione: -110 dB.
  • Rumore: 5 nV/sqrt (Hz) (voltage mode), 6 pA/sqrt (Hz) (current mode).
  • Slew rate: 100 V/microsecondo.
  • Impedenza ingressi: 10 kohm (voltage mode), 60 ohm (current mode).
  • Slew rate: 100 V/microsecondo
  • Dimensioni: 400x790x400 mm (LxAxP).
  • Peso: 55 kg.

da AUDIOreview n. 246 maggio 2004

Author: Redazione

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