Klipsch RF 7

apertura-klipsch-rf7Eccoci a provare un altro diffusore Klipsch ad alta sensibilità di ottime caratteristiche audiofile ed eccoci a riproporci la stessa identica domanda di sempre: ma i diffusori ad alta sensibilità convengono davvero o si tratta soltanto di una moda senza alcun vantaggio dinamico effettivo?

Devo ammettere di essere sempre abbastanza curioso durante il test di un diffusore di questo tipo, e devo pur ricordare che molto spesso sono uscito deluso dalla sala d’ascolto per evidente sindrome da affaticamento acustico. Certamente oggi assistiamo ad una specie di rincorsa alla sensibilità elevata con dati dichiarati spesso mendaci o gonfiati ad arte, tanto per attirare sui propri prodotti un certo interesse. Meno male che poi ci sono le riviste a smentire la pubblicità con rilevazioni accurate e veritiere. Beh, non tutte le riviste in verità, dal momento che quelle d’oltreoceano che mi capita di leggere spesso commentano soltanto i dati dichiarati dal costruttore, mentre gli italici profeti della “verità vera” con la fronte alta verso l’onnipotenza informatica non eseguono nemmeno una verifica elementare di questo dato, fidandosi soltanto della rotazione della manopola del volume e delle proprie sensibilissime orecchie.

Ad ognuno ovviamente la propria visione del mondo, a noi rimane l’attenzione alle misure esattamente complementare a quella in sala d’ascolto. Se per un verso è relativamente facile realizzare un tweeter che superi il muro dei 92 decibel, appare molto più complessa e foriera di compromessi la realizzazione di un siste ma per la gamma media e quella bassa.

Tanto che per superare un certo livello di sensibilità senza rinunciare alla gamma profonda si ricorre in genere al collegamento in parallelo di due altoparlanti, col dimezzamento della resistenza, il dimezzarsi della cedevolezza ed il raddoppio di massa mobile e della superficie emissiva. È consuetudine attribuire prestazioni paranormali a due altoparlanti di dimensioni minori rispetto ad un solo trasduttore di diametro maggiore, e con altrettanta decisione ribadiamo spesso che questa è una leggenda metropolitana priva di alcun fondamento se i woofer di dimensioni minori non sono stati pensati per spostare lo stesso volume di aria e di poterlo fare nella massima sicurezza dinamica, termica e meccanica. A ben vede
re i due woofer pur non possedendo una frequenza di risonanza eccessivamente bassa sono dotati di una generosa escursione, e sono realizzati per poter dissipare efficacemente il calore prodotto dalla bobina mobile. La pressione di ogni trasduttore vale circa 93 decibel, con caratteristiche costruttive di ottimo livello tali da poter essere utilizzati nella configurazione in parallelo, che porta la pressione totale emessa a poco più di 98 decibel con 2,83 volt.

Il rovescio della medaglia della configurazione scelta è costituito ovviamente dalla frequenza di taglio superiore, che vede un elemento di criticità in più nella distanza tra il woofer inferiore ed il tweeter, distanza certamente critica in trasduttori di un certo diametro. Teoricamente si dovrebbe creare un avvallamento in gamma di incrocio, ma soltanto se ragioniamo avendo in testa la classica misura eseguita ad un metro. In sede di verifica tecnica mostreremo come nella realtà le cose vadano abbastanza diversamente e come sia necessario tenere nel giusto conto la effettiva distanza di ascolto, per la quale ogni diffusore deve o dovrebbe essere ottimizzato.

La costruzione

II diffusore è stato “ridotto in pezzi” in men che non si dica, grazie alla perfetta tenuta delle viti ed al fissaggio dei cavi agli altoparlanti mediante connettori a pressione. “Che magnete!” ha esclamato il fotografo quando si è trovato tra le mani il tweeter caricato a tromba, e sì che ne ha visti e fotografati tanti. In effetti il grosso driver non fa ricorso al neodimio, e tra magnete, secondo magnete e calotta di copertura viene ad avere dimensioni abbastanza importanti. Rimossa la tromba ci troviamo di fronte ad un driver a compressione, con la cupola in titanio dal grosso diametro di circa 45 millimetri, praticamente un due pollici professionale appena appena ridotto, caricato da una tromba di buona lunghezza e
da una bocca quadrata da circa 20 centimetri di lato. L’inviluppo interno della tromba ovviamente è diverso, per ottenere un rigido controllo della di spersione sia in verticale che in orizzontale. In gergo si suole dire che si tratta di una 90-60, ovvero di una tromba a profilo Tractrix che possiede una dispersione orizzontale di 90° ed una dispersione verticale di 60. Lo sviluppo di questo tipo di tromba non è difficile da ottimizzare quando si è dotati di calcolatore, ma risulta estremamente macchinosa da realizzare col calcolo a mano, data la complessità dell’equazione generatrice che ne definisce la superficie progressiva man mano che ci si allontana dalla gola.

I woofer della RF7 sono due da dieci pollici, con la membrana in Cerametallic, un particolare materiale a base di alluminio e ceramica messo a punto dalla stessa Klipsch.

I woofer della RF7 sono due da dieci pollici, con la membrana in Cerametallic, un particolare materiale a base di alluminio e ceramica messo a punto dalla stessa Klipsch.

La notevole massa d’aria che staziona in prossimità della gola è uno dei fattori che limitano l’emissione della gamma altissima e che determina la ricerca e lo sviluppo del driver a monte prima ancora di essere accoppiato alla tromba stessa. I woofer sono due grossi trasduttori da dieci pollici, con un diametro efficace della membrana di 210 millimetri, la sospensione in gomma ed il cestello pressofuso in alluminio. La membrana è realizzata in Cerametallic, un materiale così chiamato dallo stesso costruttore. Si tratta di alluminio anodizzato trattato con un processo elettrochimico che ne rende la superficie simile alla ceramica, e riuscendo a conciliare leggerezza, rigidità e smorzamento, con una resa acustica che non dovrebbe essere caratterizzata dalle risonanze tipiche dell’alluminio semplicemente anodizzato.

II crossover è realizzato su due supporti fissati alla vaschetta portacontatti.

II crossover è realizzato su due supporti fissati alla vaschetta portacontatti.

Il complesso magnetico anche in questo caso è schermato e di notevoli dimensioni, con tutto il trasduttore che esteticamente sembra emanare forza da tutti i pori… del cestello. L’interno del diffusore è ben costruito ed irrigidito grazie a due rinforzi anulari che riducono il pericolo di onde stazionarie interne in unione alla coibentazione attuata con assorbente a media densità.

I condotti di accordo sono due, posizionati sul retro in basso e dotati di un diametro di ben 110 millimetri l’uno per ridurre l’innesco di turbolenze a bassa frequenza, turbolenze ulteriormente tenute sotto controllo dalla bordatura fortemente svasata sia sul pannello che all’interno. Va notata e
ribadita l’importanza della svasatura interna che costituisce una sorta di invito per il siluro d’aria spostato dal trasduttore, minimizzando l’impatto di una superficie minore di uscita.

Conclusioni

La sensibilità elevata rimane ancora uno dei punti forti di questo marchio, che riesce lì dove altri, abbagliati dal dio della pressione notevole con basse potenze di ingresso, dimenticano di mettere in bilancio anche una sufficiente tenuta ed una buona riproduzione della scena.

In Klipsch conoscono bene il loro mestiere ed hanno realizzato un diffusore che concilia il conciliabile, con pressioni notevoli anche senza strafare in tal senso e con un buon equilibrio di tutte quelle prestazioni richieste ad un buon diffusore.

Gian Piero Matarazzo


Le Misure

misure-klipsch-rf7

La risposta in frequenza è spostata completamente verso l’alto, a cavallo dei notevoli 98 decibel di sensibilità media, comunque ancora lontani
dall’efficienza di 102 dB dichiarati su una impedenza nominale di 8 ohm. Notiamo comunque la buona regolarità della gamma media a dispetto
della connessione in parallelo degli altoparlanti, per il solito motivo, facile da intuire e relativamente difficile da contrastare, quello dell’altezza del
diffusore e dell’angolazione relativa tra altoparlanti e microfono. Ad un metro di distanza infatti avremmo trovato un discreto buco in gamma media, ottenuto alla frequenza la cui mezza lunghezza d’onda coincìde con la differenza di percorso tra i diversi altoparlanti ed il microfono. A due metri tutto ciò non succede, ovviamente, a dimostrazione che il progettista non ha dato peso al mero dato strumentale ma a quello reale del non piccolo diffusore posto ad una distanza giusta in sala d’ascolto.

La gamma bassa oltre ad essere sufficientemente estesa appare anche ben smorzata, in un accordo relativamente facile da ottenere con due trasduttori da ben dieci pollici. Come possiamo vedere dal modulo dell’impedenza, la frequenza di accordo è di poco superiore ai 42 Hz, con
due picchi enormi che lasciano intuire un fattore di merito meccanico elevato, tenendo anche nel conto la connessione in parallelo dei due altoparlanti. Va notata una leggera esitazione del modulo a circa 260 Hz, dovuta con tutta probabilità ai rinforzi interni che si accordano col volume a di sposizione proprio come un condotto di accordo dalla lunghezza molto contenuta. La gamma media cede qualcosa al filtro crossover, con una probabile attenuazione attuata per contenere l’esuberanza del trasduttore a tromba o per diminuire lo smorzamento della cella passa-basso dei woofer.

La risposta temporale mostra una partenza abbastanza lenta, a dimostrazione del centro di emissione dei woofer più avanzato rispetto a quello del tweeter, spostato più indietro dalla presenza della tromba. La risposta in ambiente appare eccezionalmente regolare, a dimostrazione che la somma del segnale diretto e di quello riverberato, restituito quindi dalle pareti passando per i coefficienti di assorbimento dei vari materiali che la costituiscono e la caratterizzano, consente di pervenire ad un buon equilibrio timbrico globale. Attenzione a prendere con le molle questa misura, che non va confusa con la resa timbrica in TUTTI gli ambienti possibili. Passando all’impegnativo banco delle misure dinamiche, possiamo vedere che nella misura dell’intermodulazione nonostante il basso segnale di ingresso per ottenere i 100 decibel qualche residuo delle varie componenti è visibile, specie in gamma media, pur se contenuti ad un livello estremamente basso. I due grafici di distorsione armonica lasciano leggermente perplessi per la differenza visibile delle armoniche superiori, certamente più elevata nella rilevazione a 90 decibel.

In perfetta sintonia con le rilevazioni eseguite negli ultimi anni notiamo infatti che per movimenti con tenuti dell’equipaggio mobile le armoniche superiori sono di livello maggiore. La differenza nei diffusori ad alta sensibilità è che a pressioni già elevate questa “alterazione armonica da bassi livelli” identificata da AUDIOreview è visibile con pressioni elevate, ottenute con piccoli segnali in ingresso. Alla pressione media maggiore le armoniche di ordine elevato si abbassano di livello, fino a sparire alla base del grafico, mentre la seconda e la terza armonica aumentano.

Va notato che l’aumento delle due prime armoniche è abbastanza localizzato a 1000 ed a 10.000 Hz, con un’azione notevole anche sulla  compressione dinamica. Il grafico della MIL parte da potenze abbastanza elevate e già a 300 Hz raggiunge il massimo disponibile, con un solo calo vistoso in gamma alta, con “l’epicentro” proprio a 10 kHz. Ovviamente, in questo intervallo la MOL sì abbassa notevolmente, con un minimo a “soli” 116 decibel. In gamma media e medio-alta, invece, il livello massimo in distorto si attesta alla stratosferica pressione media di 125 dB medi. Scusate se è poco!
G.P. Matarazzo

da AUDIOreview n. 237 luglio-agosto 2003


L’ascolto

Anche questa Klipsch è stata testata in due ambienti diversi, utilizzando sia la sala d’ascolto della redazione che quella più raccolta di un negoziante, una saletta che conosco bene per una serie ripetuta di ascolti effettuata con attenzione e coinvolgimento nell’intervallo di un intero anno. Il posizionamento in ambiente, che segue immediatamente la prima operazione da fare, quella del rodaggio ad impulsi di rumore rosa, non deve essere effettuato con leggerezza, pena un netto peggioramento sia della timbrica che della scena.

Va infatti ricordato che un tweeter dotato di ottima dispersione coinvolge pesantemente il campo riverberato, che non può prescindere da una buona simmetria acustica dei quadranti anteriori ed una scorretta e casuale diffusione dei quadranti posteriori. Una mancanza di precisione, fuoco e grana rischierebbe così di essere attribuita al diffusore e secondo il mio parere sarebbe un grosso peccato, perché l’americana ha molti assi nella manica per sedurvi.

II trasduttore a tromba utilizza un driver dotato di cupola di titanio da 44,5 millimetri e caricato con una tromba a profilo Tractrix.

II trasduttore a tromba utilizza un driver dotato di cupola di titanio da 44,5 millimetri e caricato con una
tromba a profilo Tractrix.

Le elettroniche di pilotaggio sono state ben tre, con un amplificatore ibrido a valvole e mosfet, un amplificatore tutto al vetro ed un “bieco amplificatore transistorizzato” che però a me continua a piacere. Trovata la posizione ideale a circa un metro e venti dalla parete posteriore ed a circa un metro da quella laterale, eccomi pronto alla seduta “seria” non senza aver prima ruotato decisamente i diffusori verso il centro, puntandoli leggermente più avanti del punto prescelto per l’ascolto, posto a circa due metri e trenta dai diffusori. Come ampiamente anticipato dalle misure l’equilibrio timbrico è notevole, con la gamma media che non manca in nessuna delle porzioni di frequenze che riesco mentalmente ad analizzare. La gamma alta ed altissima sono direttamente dipendenti dalle elettroniche a monte, pur esprimendosi in maniera globalmente corretta praticamente in tutte le configurazioni. Devo ammettere in vero di aver gradito maggiormente la prestazione dell’amplificatore completamente valvolare, che è riuscito ad interfacciarsi alla perfezione alla RF 7.

La scena ricreata è effettivamente di buon livello, con un buon disegno dello stage solo a tratti modulato dal livello istantaneo del segnale. La gamma bassa, manco a dirlo, è possente, piena e rotonda, con l’impressione netta di poter digerire una potenza enorme con poca variazione dello smorzamento e del contenuto armonico. La gamma media, che mi aspettavo essere quella caratteristica di un monitor, è in effetti compassata, chiara e poco incline al mettersi in evidenza. Soltanto alzando il volume a livelli poco leciti viene fuori leggermente più dura, vagamente pungente, con qualche leggera alterazione dimensionale dello stage. Va notato però che il livello della pressione è appena lecito per una sala di ascolto ben racchiusa al centro di una grande redazione e certamente proibitivo per un ascolto casalingo che non sia tra le mura di una villa ben distante dalle altre civili abitazioni. Ritornando con i piedi per terra, e con un livello di pressione regolare, posso ammettere di poter apprezzare una buona resa globale sulla grande orchestra, mentre il microcontrasto viene reso con maggior chiarezza soltanto quando il livello medio sale a pressioni medio-alte. La gamma bassa, pur non facendo sfoggio di estensioni “corporee”, da l’impressione di poter digerire con una certa indifferenza anche le note tenute dell’organo. Grancassa della batteria a suo totale agio tra i due woofer da dieci pollici, con un transiente iniziale fulminante ed una resa sul rilascio che scende bene in frequenza. Anche la legatura col medio-basso è praticamente perfetta, a patto che l’ambiente non ci metta nulla del suo, con code che potrebbero facilmente ed erroneamente essere attribuite al diffusore in prova. Meno male che non capita a noi!

G.P.  Matarazzo


 

  • Costruttore: Klipsch Audio Technologies, P.O. Box 688, Hope, Arcansas, Stati Uniti D’America
  • Distributore: MPI Electronics srl.- Via De Amicis 10/12- 20010 Cornaredo (Mi)-Tel. 02/9361101
  • Prezzo: Euro 1970,00

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Risposta in frequenza: 32 Hz-20 kHz ±3 dB.
  • Sensibilità: 102 dB @ 1 W/1 m.
  • Potenza: 250 watt continui (1000 watt picco).
  • Impedenza: 8 ohm.
  • Tipo: bass reflex con due condotti posteriori.
  • Numero vie: due. Tweeter: 1.75″ (4.45 cm) driver a compressione, cupola in titanio, tromba 90°x60° Tractrix.
  • Frequenza di incrocio: 2200 Hz.
  • Woofer: due da 10″ (25,4 cm) cono in Cerametallic, cestello in alluminio.
  • Dimensioni (L x A x P): 29,7 x 115 x 41 cm.
  • Peso: 40,8 kg

Author: Redazione

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2 Comments

  1. Straordinario……non ho parole e non ho mai trovato una recensione così bella affascinante e fatta bene…….mi è venuta voglia di klipsc.

  2. Ciao quando incontri le klipsch ti accorgi che ti migliori la vita

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