Pioneer PD 95

È una bella storia, di quelle che vale ancora la pena raccontare. Protagonista una delle tante piccole aziende nipponiche che sul finire degli anni ’60 tenta come altre la via dell’export. Nel mercato italiano di quegli anni così gremito di nomi oggi in gran parte dimenticati, le prime rilevazioni non consentono spunti di rilievo.

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Va meglio nel decennio successivo, ma il conforto dei grafici vendite si scontra con una performance discontinua gravata dal dilagante decadentismo audiofilo dei gracchiosi rack e della massificante subcultura del «basta che funzioni». La volontà di discostarsi dal grigiore puntando sulle caratteristiche del prodotto ancorché sui volumi del venduto si può far risalire alla seconda metà degli anni ’80, in piena era digitale. Vengono elaborate nuove soluzioni tecniche, sistematicamente estese ai prodotti in fascia media e bassa. Sono anni difficili, nei quali il mutamento dettato dal nuovo corso fatica a rimuovere convinzioni oramai già radicate. Ma la forte concorrenzialità dei nuovi modelli sorprende diversi mercati, anche quelli particolarmente ostici e refrattari al «made in Japan» come quello in-glese, dove sembra che di alta fedeltà si parli, scriva e produca con piglio notevole quanto notevole è il travaglio con il quale si acquista.

7/ primo giradischi digitale. . . con la pancia, dotato di piedini da 300 gr l'uno.

7/ primo giradischi digitale. . . con la pancia, dotato di piedini da 300 gr l’uno.

Arrivano così i primi riconoscimenti, quindi nuovi e maggiori consensi accompagnati da un pubblico sempre più maturo, per una affermazione internazionale crescente e meritata. Una storia che qui da noi, vi assicuro, a Pioneer invidiano in molti. Un ruolo trainante in questa vicenda spetta sicuramente al comparto delle elettroniche digitali, nel quale sono state massivamente adottate cure ed accortezze esclusive. L’impegno non solo di facciata rivolto verso il continuo miglioramento qualitativo del prodotto, ha così concesso l’apertura di strade più élitarie, impraticabili solo pochi anni prima. Ecco allora la massima espressione di tutto questo processo evolutivo identificarsi oggi con un nuovissimo giradischi digitale, il PD 95, evoluzione dei famosi PD 91 e PD 93, ma al tempo stesso da essi così profondamente diverso ed originale nell’approccio progettuale da essere oggetto di recensione, lo credereste, nelle «technology news» di un blasonatissimo «economist» come il Financial Times.

L'impressione di estrema pulizia e cura che si prova accedendo all'interno dell'apparecchio è realmente notevole. Si nota la bellissima copertura del vano che ospita i tre trasformatori di alimentazione, la foggia costruttiva dell'imponente meccanica e, sul lato opposto, il contenitore con la scheda di trattamento dei segnali audio.

L’impressione di estrema pulizia e cura che si prova accedendo all’interno dell’apparecchio è
realmente notevole. Si nota la bellissima copertura del vano che ospita i tre trasformatori di
alimentazione, la foggia costruttiva dell’imponente meccanica e, sul lato opposto, il contenitore con la scheda di trattamento dei segnali audio.

Progetto

Che il PD 95 vada ad enucleare una filosofia progettuale sensibilmente diversa dalle precedenti probabilmente traspare anche dalla nuova collocazione  merceologica, che non prevede più per il vertice della gamma quella griffe in elegante corsivo inglese della serie Reference che accompagnava gli antesignani PD 91 e PD 93. La nuova livrea dalla satinatura giocata su variazioni color champagne insieme alla notevole discrezione di una vista frontale dalla grafia appena pronunciata, lasciano soltanto presagire le peculiarità di un prodotto così raffinato ed avanzato.

Il caratteristico piatto portaCD, in grado di far fibrillare il cuore dei più incalliti analogisti...

Il caratteristico piatto portaCD, in grado di far fibrillare il cuore dei più incalliti analogisti…

Tra le innovazioni introdotte troviamo infatti una particolarissima meccanica di lettura (caratterizzata dall’adozione dello Stable Platter Mechanism), un sistema di conversione D/A monobit di nuova concezione denominato PulseFlow Conversion, una costruzione meccanica ed elettrica resa ancora più evoluta dall’adozione di una struttura antirisonanza chiamata Acoustic Shell, ma soprattutto un raffinato sistema di elaborazione digitale (il «Legato Link») di cui diremo tra pochissimo, con il quale viene drasticamente recisa l’immaginaria linea di continuità con le serie precedenti.

L’idea che ha mosso verso l’implementazione del sistema Legato Link nasce quale significativa risposta sia all’inattitudine dei tradizionali filtri digitali al corretto trattamento dei segnali transitori, che ad una serie di studi tesi a sottolineare l’utilità del contenuto armonico dei segnali oltre i canonici 20 kHz per una più eufonica ricostruzione dell’evento musicale. Le riproduzioni digitali, secondo Pioneer, risentono dell’adozione di frequenze di campionamento non sufficientemente elevate da potere trattare tali componenti. Il lavoro svolto dalla casa naturalmente non poteva travalicare le limitazioni fisiologiche imposte a tutti i costruttori dagli standard adottati. È evidente allora che occorreva studiare una strada diversa per rimettere insieme delle informazioni comunque perse ex-ante, durante il processo di conversione analogico digitale in sede di registrazione, ed alle quali la moderna psico-acustica sembra attribuire importanza crescente.

Per tali motivi il funzionamento del sistema Legato Link è essenzialmente basato su una tecnica di digitai processing diversa da quella impiegata per i tradizionali interpolatori di tipo F.I.R., caratterizzati da ripple contenuto in banda passante e soppressa, filtraggio ripido con ridottissima banda di transizione e notevole attenuazione in banda soppressa. Anche la tecnica di elaborazione Legato Link effettua l’inserimento di un certo numero di «zeri» (nel nostro caso sette) per ogni
campione originale e la successiva interpolazione a mezzo F.I.R., ma prevede una banda di transizione ben più larga.

La «dolcezza» del filtraggio è in realtà conseguenza della scelta dei progettisti giapponesi di ottenere una risposta all’impulso caratterizzata da una sola coppia di «ringing»: secondo molti addetti ai lavori, infatti, le sovraelongazioni generate dal filtro digitale interpolatore in presenza di segnali transienti possono influenzare negativamente le prestazioni sonore di un sistema di conversione D/A.

Sezione trasversale del Meccanismo a base stabilizzata

Sezione trasversale del Meccanismo a base stabilizzata

A livello hardware l’intero sistema impiega un moltiplicatore, una ROM per algoritmo e coefficienti, una RAM per i campioni in transito oltre ad un circuito di sincronismo R/L ed è stato integrato in un nuovo ed unico chip prodotto dalla stessa Pioneer.

Ad esso fa seguito il sistema di conversione D/A PulseFlow Pioneer, qui implementato con i nuovi PD 2028B, caratterizzato dall’adozione di modellatori del II ordine, convertitori PDM in configurazione differenziale ed un fattore di oversampling pari a 384. Insolitamente bassa la scelta della frequenza di clock con cui viene fatto lavorare il sistema: i 16,93 MHz costituiscono infatti il valore limite più basso adottabile, a detta della casa scelto per minimizzare l’insorgenza di fenomeni di rientro in AF e la sensibilità al jitter. La sezione analogica utilizza componentistica selezionata ed è realizzata, sia per le uscite bilanciate che sbilanciate, con operazionali veloci e stadi buffer in classe A realizzati con transistor ad effetto di campo.

Una trattazione a parte meriterebbe infine l’eccellente meccanica di lettura, caratterizzata dalla presenza di un piatto antirisonante, sul quale il CD deve essere posizionato capovolto. Il considerevole aumento delle masse conseguente alla rotazione del piatto portaCD rende meno significative le conseguenze di alcuni possibili difetti di fabbricazione eventualmente presenti nei dischi. Il sistema, richiede il posizionamento sottosopra anche dell’unità laser, sviluppata su una velocissima unità a motore lineare. Con questo espediente vengono ancor più che in passato inibite le micro vibrazioni del supporto durante la rotazione, ad ulteriore dimostrazione della sensibilità con la quale viene affrontato il problema della riduzione degli interventi dei circuiti di servoassistenza.

Costruzione

Non paga dei perfezionamenti tecnici introdotti a piene mani, con il PD 95 la casa ha desiderato offrire una ulteriore conferma delle sue capacità costruttive. Rispetto al livello già notevolmente alto delle precedenti realizzazioni, viene per la prima volta introdotta la progettazione Acoustic Shell che sostituisce quella a «nido d’ape» che aveva caratterizzato le serie precedenti. Tutta la struttura esterna della macchina, e quindi i pannelli laterali, le coperture superiori e la base, sono interessate da una particolare conformazione curvilinea che oltre a fornire maggiori garanzie di rigidità consente una drastica diminuzione dei punti contatto, offrendo superfici parallele di grandezza notevolmente ridotta tra le pareti di rivestimento. Impressionante la struttura inferiore del telaio: tra lo chassis ed il pannello in ferro della base sono presenti degli inserti in alluminio profilati ad H di notevole spessore, ed un parallelepipedo di neoprene nella parte centrale
della struttura combaciante con il centro della conchiglia, al quale spetta il compito di sopire le ultimissime vibrazioni. In questo contenuto devono anche essere menzionati i quattro piedi in metallo pieno dal peso di ben 300 grammi l’uno.

L’esame interno mette in risalto molte delle cure rivolte contro le distorsioni elettromagnetiche. In quest’ottica rientrano la totale ramatura di tutte le superfici metalliche, l’adozione di particolari schermi divisori e la cura posta nella disposizione e nella fattura dei cablaggi. Molto curate le linee di alimentazione, che registrano l’impiego di ben tre trasformatori ed un notevolissimo numero di regolatori integrati.

In particolare vanno menzionati i due circuiti che alimentanola sezione di lettura e processamento e quella inerente la gestione operativa, per le quali sono stati impiegati tra l’altro quattro condensatori da 3300 HF/50 V e ponti diodi a componenti discreti con scambiatori di calore. Le sezioni di digital processing, di conversione D/A e quella analogica dispongono invece di celle di raddrizzamento, filtraggio e regolazione autonome, implementate sulla stessa scheda che ospita le suddette sezioni.

Con una costruzione così accurata anche l’aspetto operativo della macchina non da adito a sorprese. Da segnalare la possibilità sul pannello frontale di sconnettere l’alimentazione delle uscite digitali e, incredibile, analogiche non utilizzate, l’ottima fattura dei connettori relativi alle uscite ed il completo telecomando.

Sm! pannello posteriore sono presenti le uscite audio sbilanciate e bilanciate, impieganti connettori di eccellente fattura, e quelle relative al formato digitale.

Sm! pannello posteriore sono presenti le uscite audio sbilanciate e bilanciate, impieganti connettori di eccellente fattura, e quelle relative al formato digitale.

Le misure

In laboratorio il PD 95 ha subito messo in evidenza il peculiare comportamento del sistema Legato Link, ricordando in parte il comportamento di prodotti come i celebri e titolati Wadia o Krell. Di particolare interesse sono i grafici dei residui in banda soppressa, nel quale emerge la particolare caratteristica di trasferimento del sistema Legato Link, della risposta indiciale e della risposta impulsiva, rispettivamente caratterizzati dall’assenza pressoché totale dei classici fenomeni di overshoot e ringing.

L’esame del grafico della risposta in frequenza, nel quale si evidenzia una attenuazione di circa 1 dB a 16 kHz e di 2,5 dB a 20 kHz, denota l’utilizzo di un algoritmo di elaborazione ottimizzato prevalentemente nel dominio del tempo.

Per le altre rilevazioni, va sottolineata la ottima linearità di conversione, tra le migliori mai misurate, ed il comportamento da manuale nel test di monotonicità. Nella norma per questo tipo di sorgenti il rapporto S/R, la separazione tra i canali, ed i valori di interfaccia. Eccellenti gli andamenti delle distorsioni, sia per differenza di frequenze che ad 1 kHz, ed ancora ottimo il grafico delle spurie.

misure-pioneer

Conclusioni

Proprio una bella storia questa di Pioneer. Una di quelle che premiano l’impegno e la dedizione nel lavoro, nella continua ricerca di strade sempre nuove, per migliorare e perfezionare prodotti spesso già molto buoni, in un continuo rinnovarsi perché questa è la strada di chi guarda lontano.

Lo conferma anche questo apparecchio: date infatti uno sguardo più attento ai particolari nelle fotografie, raffrontate i risultati plottati in laboratorio ed i commenti in sala d’ascolto. Sicuramente converrete con noi che il PD 95 è un bell’apparecchio, dal design accattivante, moderno e di gran classe. Allora probabilmente concorderete che per un simile livello costruttivo, una meccanica di lettura così evoluta ed un innovativo digitai processing il prezzo richiesto è più che giustificato. Chi oggi cerca un apparecchio di riferimento e di prestigio, può tranquillamente puntare su questo PD 95. Bella storia, non c’è che dire.
Fabrizio Dell’Orso


Legato link dopo 10 anni di digitai processing

L’introduzione del sistema Legato Link apre nuove prospettive alla elaborazione digitale dei segnali, perché propone di fatto un approccio alla problematica del sovracampionamento chiaramente diverso, evidentemente mutuato da una visione d’insieme priva di pregiudizi progettuali.

Entrato a far parte del lessico dell’audio digitale sin dagli albori, il sovracampionamento dei segnali digitali prima del processo di conversione in analogico ha costruito la metodologia vincente per spostare la prima immagine della banda audio centrata nell’intorno della frequenza di campionamento fc verso una frequenza multipla della stesa fc, consentendo l’impiego di filtrature analogiche molto più blande.

7/ sistema Legato Link Conversion... messo a nudo.

Il sistema Legato Link Conversion… messo a nudo.

Come si ricorderà, oltre al miglioramento del rapporto segnale/rumore, uno dei benefici dell’abbattimento digitale della prima immagine naturale della banda audio riguarda il miglioramento della caratteristica di fase dell’intero sistema, non più gravato da filtrature analogiche del tipo induttanza-capacità di ordine elevato.

Protagonisti di questo exploit prestazionale sono stati ovviamente i filtri di tipo F.I.R., per la loro proprietà di poter garantire una risposta in fase esattamente lineare.

In tutti questi anni si è così assistito ad un repentino progresso delle caratteristiche fisiologiche di questi filtri, mirato a offrire dispositivi sempre più caratterizzati da ripple contenuto in banda passante, elevata pendenza per una ridottissima banda ai transizione e notevole attenuazione in banda oscura. Parimenti si è assistito ad un aumento del fattore di interpolazione.

Nel sistema Legato Link, il sovracampionamento viene effettuato da un filtro digitale F.I.R. con fattore 8 caratterizzato da una pendenza decisamente meno ripida che nell’approccio tradizionale. Tale scelta ovviamente comporta almeno due conseguenze dirette: la prima, come è ovvio, riguarda la comparsa di una porzione di immagini della banda audio relativa all’intorno della frequenza di campionamento
naturale, mentre la seconda si riferisce, nel dominio del tempo, al migliorato comportamento del sistema in presenza di segnali transienti.

Il sensibile contenimento delle sovraelongazioni nella risposta impulsiva è indubbiamente una prerogativa di vitale importanza
considerate la natura e la complessità dei segnali musicali. Rivela, come si è detto, una attenzione alle problematiche di linearità nel dominio del tempo sino ad oggi inusitata, accompagnata da una nuova visione d’insieme che accoglie di buon grado il conseguente caratteristico andamento della risposta nel dominio della frequenza.

Schema a blocchi del sistema Legato Link.

Schema a blocchi del sistema Legato Link.

La comparsa di un primo lobo inferiore dell’intorno centrato sulla frequenza di campionamento, conseguenza come si è detto di un filtraggio digitale morbido, viene così utilizzata dal sistema per realizzare un piccolo gioco di riflessioni nel tentativo di completare l’informazione musicale anche in quella gamma di frequenze di poco superiore al tradizionale limite dei 20 kHz.

L’attività in questa regione è ovviamente maggiormente significativa per immagini relative a segnali audio di frequenza non molto più bassa dei 20 kHz, secondo la relazione
f(r) = f(c) – f(x),
dove f(r) è la frequenza riflessa, f(c) la frequenza di campionamento ed f(x) la frequenza del segnale audio originale che genera l’effetto
di riflessione.
Il contenuto energetico dei segnali interessati è comunque chiaramente minimo e tale da non dover preoccupare per l’incolumità della restante catena anche perché le componenti di frequenza via via più basse, dal contenuto energetico statisticamente crescente, generano immagini che sempre più risentono dell’azione di filtraggio digitale del sistema Legato Linfe, alla quale si somma l’effetto di un filtraggio
generato dall’holding nel processo di conversione in analogico.
F.D.O.


L’ascolto

Le prime impressioni relative al portamento sonico del PD 95 sono state ricavate nella nuova sala d’ascolto di AUDIOreview. Il PD 95 era già stato inserito (fortunatamente, considerati i venti chili di stazza) in una catena composta da pre e finale Fase Controlsource 1.0 e Powersource 1.0, e sistema di altoparlanti Carnica.

La seduta, proseguita per una buona mezz’ora, evidenziava oltre ad un notevole equilibrio tonale una maggiore sensazione di ambienza del Pioneer, rispetto al sistema di riferimento con conseguenti benefici nella collocazione dei piani sonori, della ariosità e nitidezza della riproduzione. Poi, probabilmente anche perché oramai prossime all’orario di cena, persone fino a quel momento insospettabili iniziavano una disquisizione, inerente ad altre delizie della vita, meno aleatorie come la buona tavola il buon vino… ed il resto.

Le successive prove si sono svolte in ambiente casalingo, ambiente sicuramente conosciuto e a prova di gourmet. Il maggior tempo a disposizione ha permesso una migliore confidenza con la macchina, che ha comunque ribadito la sua propensione ad una ricostruzione tridimensionale più intensa. Difficile dire se tutto ciò possa essere imputato al sistema Legato Link, ma sicuramente alcuni dischi propongono una realtà scenica prima sinceramente non così chiaramente percepita. È il caso, ad esempio, del disco «Parallel Realities» di J. DeJohnette (MCA), del J. Patitucci di «Sketchbook» (GRP) o del raro «101 North» della G. Duke Enterprises. Tutti dischi che credevo di conoscere bene…

Con la musica classica si apprezza chiaramente un’espansione verticale dello stage, con una spaziatura maggiore che in parte ricorda, pur con tutte le limitazioni dei confronti a distanza, precedenti esperienze vissute con elettroniche Wadia. C’è in effetti una percezione viscerale dei singoli strumenti nella sala che lascia realmente affascinati, soprattutto considerando il prezzo di acquisto di questo PD 95.

Ottima la riproduzione delle voci nel «Messiah» di Hàndel, eseguito dalla Academy of Ancient Music (Christopher Hogwood – Oiseau Lyre), ove spiccano le masse corali nelle dovute proporzioni, sin all’apoteosi del grandioso Alleluiah.

Notevole anche la capacità di introspezione del messaggio sonoro, che a tutta prima può indurre una sensazione di una gamma medio-alfa dal sapore vagamente acerbo. Con i ripetuti ascolti si intuisce che deve essere proprio la resa estremamente realistica nei microcontrasti ed alla quale non si è normalmente abituati la responsabile di tale impressione.

In definitiva, un prodotto facilmente desiderabile, e sicuramente in grado di far salire qualche altro gradino ad un marchio già molto vicino ad una maturità sempre più diffusamente conclamata.
F.D.O.


Costruttore: Pioneer Electronic Corp, 4-1, Meguro 1-Chome, Meguruku, Tokyo 153, Giappone
Distributore per l’Italia: Pioneer Electronics, Via G. Fantoli 17, 20138 (MI). Tei. 02/50741
Prezzo: L. 4.000.000.

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Risposta in frequenza: 2 Hz-20 kHz.
  • Rapporto segnale/rumore: oltre 112 dB.
  • Gamma dinamica: oltre 98 dB.
  • Separazione: oltre 108 dB.
  • Distorsione armonica: 0,0018%.
  • Voltaggio di uscita: 2,0 V
  • Dimensioni: 440x433x151 mm.
  • Peso: 20 kg.

da AUDIOreview n. 121 novembre 1992

Author: Redazione

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