Proac Super Tower

Snella ed elegante la nuova ProAc Super To wer si adatta anche ad ambienti ridotti.

Snella ed elegante la nuova ProAc Super Tower si adatta anche ad ambienti ridotti.

Parlare del marchio ProAc in questa rubrica è quantomeno pleonastico. Anche i sassi (quelli che si interessano di alta fedeltà naturalmente) sanno che da tempo ammiro il lavoro di Stewart Tyler e che molti dei suoi diffusori hanno fatto parte e tutt’ora fanno parte, dei miei impianti di riferimento.

L’ultimo diffusore ProAc provato, con eccellenti risultati in AUDIOclub è stato lo Studio 1, esattamente un anno fa, un diffusore che ha rappresentato in un certo senso una piccola rivoluzione per il marchio britannico, discostandosi per alcune soluzioni dalla classica ed azzeccatissima linea Tablette/Studio 3. Lo Studio 1 per la prima volta in casa ProAc rinunciava all’eccellente tweeter Scan Speak, per utilizzare un tweeter con cupola in titanio, che seppur provocando all’inizio qualche sospetto da parte dei fedelissimi «ProAchiani», mecompreso, si è rivelato al dunque un eccellente componente per un eccellente diffusore.

La Super Tower rappresenta rispetto alla Studio 1 ciò che la Ebt ha rappresentato rispetto alla Tablette: una versione «maggiorata» del compatto diffusore, dedicata a chi desideri una maggiore estensione e potenza della gamma bassa ed in genere prestazioni dinamiche e potenza superiori.

Come ebbi già modo di dire a proposito della Ebt, operazioni di questo genere comportano dei rischi e delle difficoltà di non facile superamento. Anche il più inesperto tra gli autocostruttori di diffusori sa che non basta aggiungere un woofer ed aumentare il litraggio della cassa per ottenere un risultato migliore: bisogna studiare attentamente il volume della cassa, la disposizione degli altoparlanti, lavorare accuratamente sul crossover etc. Ciò era già fatto da Tyler con successo sulla Ebt, anche se bisogna riconoscere che non si trattava del suo progetto più riuscito, ottenendo comunque una Tablette «cresciuta» che, se aveva perso quel pizzico di magia che rende tutt’ora il minuscolo diffusore britannico uno degli oggetti più deliziosamente sonori presenti sul mercato, conservava comunque caratteristiche di eccellente qualità timbrica unite ad una risposta sui bassi inusuale per un diffusore così piccolo.

L’operazione compiuta sulla Super Tower è, in sostanza, come già detto, la stessa compiuta con la Ebt. Partendo dal progetto della Studio 1, Tyler ha aggiunto un woofer, ponendolo al di sopra del tweeter allineato con questo e con il woofer inferiore, inoltre la cassa presenta in basso due uscite, due fori, per l’accordo del reflex.

Il litraggio della cassa è stato aumentato notevolmente agendo prevalentemente sulla dimensione verticale, ed il risultato è un diffusore da pavimento di dimensioni discretamente generose ma sufficientemente snello da poter essere inserito anche in ambienti di piccole dimensioni. L’aspetto della Super Tower è elegante e grazie alle numerose finiture ottenibili (quella nera suona sempre meglio delle altre, ma questa è una mia mania, non credetemi) la cassa si presta a far bella figura in qualsiasi arredamento.

La Super Tower viene fornita con spike di generose dimensioni, da inserire negli appositi fori con madrevite posti sul fondo della cassa, e la base (che fa corpo unico con il diffusore), va riempita di sabbia o di altro materiale ugualmente inerte, attraverso uno sportellino di legno posto in basso sul pannello posteriore, facilmente accessibile e tenuto in sede da quattro viti a croce, non c’è che da svitarlo, inclinare la cassa e con un minimo di pazienza compiere l’operazione di riempimento. Il diffusore, già non propriamente leggero, diverrà a questo punto decisamente pesante, è consigliabile dunque riempire la base nella posizione che si riterrà più o meno definitiva prima di inserire gli spike, onde non dover procedere a strazianti (per il pavimento e nel caso questo sia di marmo o ceramica anche per le orecchie) scivolamenti» del diffusore sulle sue punte alfine di posizionarlo correttamente.

Per il suo Super Tower la ProAc indica una potenza accettata tra 40 e 250 watt ed un’impedenza di 8 ohm, in effetti, come vedremo, il nuovo gioiellino di Tyler è in grado di bersi tranquillamente centinaia di watt senza minimamente scomporsi, ma è in grado di funzionare egregiamente anche con amplificatori di potenza non mostruosa purché di eccellente qualità. Come tutti i ProAc la casa consiglia un periodo di rodaggio variabile da una settimana a tre mesi, periodo entro il cui si noteranno variazioni soniche consistenti (in meglio naturalmente).

Il doppio tubo d'accordo reflex della Super Tower.

Il doppio tubo d’accordo reflex della Super Tower.

Non ho potuto procedere al rodaggio «lungo», ma per esperienza so, e qualsiasi possessore di ProAc sa bene, che una coppia di questi diffusori rodati al meglio offre prestazioni musicali sensibilmente superiori a quelle di una coppia nuova ed intonsa, specie in gamma bassa.

Il mobile è costruito con la solita cura che contraddistingue la casa inglese, in truciolare ad altissima densità di ottima sezione, finito eccellentemente in legno naturale, e si presenta assolutamente sordo a qualsiasi sollecitazione (vedi «noccamento selvaggio»).

La vaschetta che accoglie i connettori è ampia e comoda, i connettori accettano cavo spellato di grande sezione, terminato a forcella o a banana. Avevo già ascoltato le Super Tower in America e mi avevano favorevolmente impressionato, sebbene per il volume esasperato a cui venivano fatte suonare nella saletta dell’importatore statunitense al C.E.S. di Chicago, saletta peraltro, secondo l’abitudine più classica degli hotel americani, interamente rivestita in legno e moquette e perciò estremamente assorbente, avevano destato in me qualche perplessità per quanto concerneva l’equilibrio tonale generale, così come era avvenuto per le Ebt. Invece alla resa dei conti, ascoltandole in un ambiente decisamente più adatto, pilotate a volumi anche molto alti, ma che non sfioravano la soglia del dolore, le Super Tower hanno dimostrato di essere tra le casse più equilibrate attualmente in commercio, una sorpresa per molti versi e per molti altri una conferma dell’eccezionale talento di Tyler.

La prima cosa che noto, inserendo nel CD Player Marantz CD 94 un disco non molto impegnativo dal punto di vista del contenuto musicale, ma indubbiamente inciso con grande cura e sapienza, è la dinamica che queste casse sono in grado di esprimere, a livello di diffusori molto più grandi e molto più costosi, con attacchi di timpano potenti, una batteria veramente impressiva, prontissima, secca, insomma un’impressione di potenza e di capacità di esprimere volumi sonori indistorti veramente entusiasmante.

Il tutto, e questa è la cosa più importante, accompagnato da un contrasto ed un microcontrasto di livello assoluto. La gamma media e quella alta, da questo punto di vista, per velocità e pulizia dei transienti, fanno pensare a quelle, da me considerate eccezionali, delle Martin Logan CLS. Molte volte si ha l’impressione di trovarsi alle prese con un elettrostatico di ottimo livello, per la trasparenza e la precisione delle gamme superiori, accompagnate dall’inconfondibile punch di un diffusore dinamico ad alta efficienza.

Un cocktail veramente gustoso, a cui si va ad aggiungere una gamma bassa profonda, molto più di quanto potrebbe far supporre l’aspetto del diffusore, e decisamente chiara.

Smontando questo sportellino si può riempire di sabbia la base della Super Tower.

Smontando questo sportellino si può riempire di sabbia la base della Super Tower.

Estremamente articolate le note di contrabbasso così come quelle di basso elettrico, ottima la capacità di discernimento, anche ad alto livello dei differenti strumenti anche a frequenze molto basse, dove la granparte degli altri diffusori tende ad impastare, a confondere, a monotonizzare il contenuto musicale.

Eccellente la resa con i generi più impegnativi. Un coro misto di voci maschili, femminili e bianche come quello di For unto a Child is Born dal Messiah di Haendel (edizione Hogwood/Oyseau Lyre, naturalmente), rappresenta una prova proibitiva anche per diffusori di notevole qualità, ma non per le Super Tower che ci restituiscono delle voci chiare, argentine, limpidissime e dei testi decisamente intelligibili.

Eccellenti gli archi barocchi, ma eccellente anche la resa dell’orchestra romantica (Schubert/Sinfonia N. 9 «La Grande»/Sir George Solti/Decca), con la massa degli archi che assume in alcuni momenti toni di straordinaria dolcezza. Un appunto posso muoverlo alla gamma mediobassa, tra i 100 e i 150 Hz all’incirca, che soffre di un lieve ma avvertibile accento di gommosità, benché ciò possa esser frutto del non completato rodaggio.

Immagine molto, molto buona, saldissima, lievemente verticalizzata, ma comunque rispettosa delle posizioni originali degli strumentisti ed estremamente ariosa.

Insomma decisamente un altro centro della ProAc, con un diffusore di rara musicalità, venduto ad un prezzo competitivo e che può essere inserito senza tema alcuna anche in impianti di notevole impegno. Nella gamma degli eccellenti diffusori della casa britannica il Super Tower va, a mio parere, a porsi direttamente alle spalle dello Studio 3, e chi legge i miei articoli sa quanto questo complimento significhi per me.

Bebo Moroni


ProAc Super Tower
Distributore per l’Italia:
Audio Reference, viale Piave 13.
20129 Milano. Tel. (02) 707567
Prezzo: L. 3.900.000 la coppia

da AUDIOreview n. 65 ottobre 1987

Author: Redazione

Share This Post On

1 Comment

  1. Complimenti, sono un proachiano convinto e mi fa sempre piacere leggere le prove dei vecchi modelli. Io sono stato lontano dal marchio per qualche anno, ma dopo aver trovato e provato un paio di Studio 200 ,non ho avuto dubbi. Le ho scambiate con quelle che avevo anche se commercialmente ci ho perso qualcosa, ed ora sono nel mio salotto e penso che ci resteranno per molto tempo ! Ascoltare la musica con questi strumenti dà un piacere infinito. Saluti. Mauro.

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *