Sunfire XT CRM-2 + HRS10

FDT_5924

Bob Carver, un nome legato all’attività Sunfire e alla filosofia che è a supporto dei prodotti di questa azienda, che propone amplificazioni, processori A/V e diffusori caratterizzati dall’innovazione che contraddistingue lo storico progettista di amplificazioni. Il sistema Tracking Downconverter e le caratteristiche costruttive dell’altoparlante che equipaggia il True Subwoofer, modello di punta della produzione in tale ambito, meritano un cenno perché possa essere ben chiaro quale sia il livello di ricerca e la passione nei confronti dell’alta fedeltà da parte del progettista e della Casa costruttrice. Il Tracking Down­converter nasce in seguito al­l’e­sigenza di poter disporre di potenze elevate, necessarie per seguire le variazioni dinamiche del segnale musicale, con un elevato rendimento che non richieda enormi sistemi di dissipazione e altrettanto e­nor­mi richieste energetiche alla linea di alimentazione. Per ottenere un tale risultato si è fatto ricorso ad un sistema switching di alimentazione che prende energia da un “serbatoio elettronico” il cui “rubinetto” di regolazione viene controllato, o meglio modulato nelle proporzioni pie­no/vuoto della forma d’onda (duty cycle) ad una velocità di 100.000 volte al secondo dal segnale musicale stesso, in modo che la tensione di alimentazione dello stadio finale sia superiore di soli 6 V rispetto a quella d’uscita (segnale musicale amplificato).

Pannello posteriore del subwoofer essenziale, ma le cose importanti ci sono; fase regolabile in maniera continua e filtro passa-alto sulle uscite destinate al finale dei satelliti.

Pannello posteriore del subwoofer essenziale, ma le cose importanti ci sono; fase regolabile in maniera continua e filtro passa-alto sulle uscite destinate al finale dei satelliti.

Questo fa sì che ai capi collettore-emettitore del transistor finale in conduzione sia presente tale tensione fissa, di gran lunga inferiore a quella necessaria nella configurazione classica, con una conseguente drastica riduzione della dissipazione totale. Tanto per fare un esempio dimensionale, gli amplificatori integrati multicanale Sunfire a 7 canali dispongono di una potenza di 200 W rms per canale su 8 ohm in un contenitore di misura standard, quindi alto poco meno di 15 centimetri, in cui trovano posto anche i circuiti di preamplificazione e processamento A/V, laddove gli altri produttori che dispongono di circuiti di alimentazione classici riescono ad arrivare a circa 100 W rms x 7 canali. Ad onor del vero bisogna evidenziare che gli amplificatori BASH hanno un funzionamento similare ma il fatto che siano confinati all’equipaggiamento nei subwoofer fa pensare che non siano sufficientemente veloci nei confronti delle alte frequenze. Forse ancora più interessante è l’aspetto funzionale dei due altoparlanti da 25 centimetri di diametro che equipaggiano il True Subwoofer, una sorta di “mostri a corsa lunga”, vale a dire con un’escursione dell’equipaggio mobile di oltre sei centimetri, una bobina mobile di diametro relativamente piccolo con numerosi strati di avvolgimento e un complesso magnetico enorme per garantire la più alta efficienza possibile che, in unione all’amplificatore da 2700 W con tecnologia Tracking Downconverter, consentono pressioni sonore di 116 dB nella gamma di frequenze comprese tra 16 e 100 Hz, il tutto in un contenitore a forma cubica il cui lato misura 330 millimetri. Nel sito Sunfire, all’interno della pagina riguardante le tecnologie poste alla base dell’azienda, è possibile consultare i documenti che riguardano la filosofia e i criteri di progetto utilizzati.

Deformazione genetica da corsa lunga; una sospensione larga 4 centimetri!!!

Deformazione genetica da corsa lunga; una sospensione larga
4 centimetri!!!

Descrizione

I prodotti proposti da Sunfire vertono ad una fusione totale delle filosofie poste alla base dell’home theater e dell’alta fedeltà, per cui sia le amplificazioni che i sistemi di diffusori sono di tipo multicanale e dimensionalmente ideati per un facile inserimento in ambiente. In questa sede la verifica riguarderà il sistema XT privato del canale centrale e costituito dai satelliti CRM-2 e dal subwoofer HRS10. Principio fondamentale dei diffusori in questione è la dimensione minimale non disgiunta dalla qualità, che si pone come secondo principio fondamentale della Casa e che appare evidente già ad un’osservazione puramente estetica, caratterizzata da finiture eccellenti e di ottimo effetto come quella in palissandro nero laccato per i satelliti e nero laccato per il subwoofer. Ma è nell’analisi tecnologica che si trovano gli aspetti maggiormente interessanti di questi prodotti, a partire dal caricamento acustico degli altoparlanti in sospensione pneumatica, aspetto decisamente controcorrente che, analizzato insieme alla pressione sonora massima di 115 dB che il costruttore dichiara per questo sistema di altoparlanti, indica l’utilizzo di componenti di qualità molto elevata.  Il satellite CRM-2 si presenta come un parallelepipedo caratterizzato da forme che rifuggono il parallelismo delle pareti, fonte delle onde stazionarie; quelle laterali, uniche ad essere parallele tra loro, ospitano i due midwoofer che interrompono la continuità delle pareti stesse. I due altoparlanti lavorano in emissione bipolare, cioè in fase tra loro, soluzione cara al costruttore che presenta il pregio di compensare le oscillazioni meccaniche del diffusore.

FDT_5927 FDT_5928

I satelliti non hanno superfici parallele, a parte quelle laterali che sono in gran parte occupate dai midwoofer. L’interruttore serve a compensare il livello delle frequenze basse e mediobasse, a seconda se l’installazione avviene a parete o su stand. Il foro posto a metà ospita la madrevite per il fissaggio a parete.

I satelliti non hanno superfici parallele, a parte quelle laterali che sono in gran parte occupate dai midwoofer. L’interruttore serve a compensare il livello delle frequenze basse e mediobasse, a seconda se l’installazione avviene a parete o su stand. Il foro posto a metà ospita la madrevite per il fissaggio a parete.

La realizzazione degli altoparlanti dedicati alla riproduzione delle frequenze mediobasse e medie fino ai 1500 Hz appare di ottimo livello e concentra tutte le soluzioni (visibili) più attuali e funzionali, a partire dal cestello in fusione di alluminio di ottima trasparenza acustica e termica, con le razze piuttosto sottili e la zona sotto il centratore aperta per favorire la dissipazione termica del calore prodotto dalla bobina. Ottimamente dimensionato il magnete, piuttosto alto, il cui diametro è appena inferiore a quello del foro necessario all’alloggiamento dell’altoparlante. Sembra essere un modello custom realizzato da Hi-Vi Research, come testimoniato dal logo raffigurante un cigno su sfondo rosso. Anche il tweeter a nastro presenta lo stesso logo ma la sigla identificante il modello riporta a un componente Dayton abbastanza economico che però, all’ascolto, si è rivelato di buona qualità e ottima trasparenza. Il filtro crossover è montato su una basetta posta sul fondo del diffusore e fa uso di componenti di qualità adeguata alla realizzazione, a parte i cavi di collegamento che sono di sezione minima e giustificabili solo in relazione alle dimensioni ridottissime del diffusore. Un interruttore posto nella vaschetta portamorsetti seleziona il tipo di funzionamento a seconda dell’installazione a parete o su stand e il suo intervento consiste nel cortocircuitare una resistenza da 20 ohm posta in serie al filtro e bypassata da una coppia di condensatori, elettrolitico più polipropilene da 150 + 3 microfarad, che fanno in modo che l’attenuazione intervenga esclusivamente alle basse frequenze onde evitare rinforzi eccessivi in tale gamma a causa del contributo dovuto alle riflessioni da parte della parete su cui sono eventualmente installati i satelliti.

Il subwoofer ha un mobile realizzato in MDF di buono spessore rifinito allo steso modo dei satelliti ma di colore nero e risulta ingentilito dalla smussatura a 45 gradi degli angoli superiori. Chiaramente colpisce per le caratteristiche dichiarate e per il woofer utilizzato, la cui sospensione è realizzata in un materiale che appare come un misto di foam e gomma di consistenza molto rigida che conferisce all’equipaggio mobile la cedevolezza di… “un solaio in cemento armato”. Comunque nessuna paura, l’amplificatore da 1000 W rms dovrebbe convincerlo a “cedere” al segnale musicale e posso testimoniare di averlo visto muovere. Scherzi a parte, l’altoparlante di produzione cinese, pur nella sua generale economicità, testimoniata dal cestello in lamiera di ferro senza aperture di raffreddamento al di sotto del centratore, sembra possedere interessanti caratteristiche costruttive e dimensionali, quali il doppio magnete di buon diametro, un centratore di diametro simile a quello del cono e una sospensione esterna (che in redazione generalmente definiamo “copertone di bicicletta”) larga ben 4 centimetri e dispensatrice di escursioni lineari enormi, sicuramente adeguate alle caratteristiche richieste dalla filosofia di Sunfire, che vuole un equipaggio mobile il più possibile in movimento e che viene aiutata in questo proprio dal caricamento in sospensione pneumatica. Completamente assente l’assorbente acustico, a testimonianza che lo smorzamento è affidato alle caratteristiche dell’altoparlante e al corretto interfacciamento di questo con l’elettronica, che dovrà anch’essa presentare alti valori di smorzamento elettrico. La sezione amplificatrice si presenta ben dimensionata, in considerazione della tecnologia Tracking Downconverter che permette di contenere i dimensionamenti delle sezioni di amplificazione e alimentazione in virtù dell’alto rendimento.

FDT_5930

Eccolo il responsabile del suono liquido e trasparente in gamma media. È un componente a nastro di dimensioni abbastanza grandi fornito di guida d’onda per migliorare la dispersione. Il tweeter visto posteriormente evidenzia la presenza di una camera di carico posteriore.

Eccolo il responsabile del suono liquido e trasparente in gamma media. È un componente a nastro di dimensioni abbastanza grandi fornito di guida d’onda per migliorare la dispersione. Il tweeter visto posteriormente evidenzia la presenza di una camera di carico posteriore.

Troviamo quindi un trasformatore di alimentazione che potrebbe apparire sottodimensionato se visto in modo tradizionale, ma se considerato in virtù dell’efficienza e della potenza media necessaria si comprende il relativo dimensionamento. Anche i condensatori di filtro testimoniano la filosofia progettuale con i loro 160 V di lavoro per ramo di alimentazione, valore che pur se inferiore a quello massimo dei condensatori (ipotizzo un 20%) risulta più adatto ad un valvolare che ad uno stato solido. Tre schede ospitano l’elettronica, che si suddivide in alimentatore, amplificatore e stadio preamplificatore; sono tutte a montaggio tradizionale e ben affollate di componenti, e si evidenziano numerose bobine di filtro su nucleo toroidale atte a bloccare le spurie ad alta frequenza di cui un regolatore switching è sempre molto generoso. Il pannello/dissipatore/supporto è realizzato in alluminio di buono spessore ed è fissato con 12 viti a ferro che si serrano in madreviti annegate nella struttura del mobile, cosa che avviene anche per l’altoparlante. I controlli sono completi e considerano anche quello continuo della fase, fondamentale per una regolazione accurata ed acusticamente invisibile nella zona d’incrocio con i satelliti. Le connessioni permettono il collegamento di segnali a bassa e ad alta impedenza, e in questo caso è possibile inserire l’HRS10 tra pre e finale ed utilizzarlo come filtro passa-alto per i diffusori satellite.

L’ascolto

Sono condizionato, lo so, ma la vista del tweeter a nastro ha generato un brivido nella mia colonna vertebrale perché ogni ascolto con questa tipologia di altoparlante, anche il peggiore, ha sempre suscitato in me una sorta di emozione magica per l’eccezionale trasparenza e liquidità che questi componenti sono in grado di fornire nelle gamme di lavoro ed in particolare in quella media, là dove la nostra sensibilità ed il contenuto energetico della musica si trovano nella condizione di massima espressione. Quindi ero raggiante quando Roberto mi ha proposto di provarli ed ho approfittato immediatamente della sala d’ascolto della redazione e delle meraviglie che spesso ospita al suo interno. Beh… delusione all’inizio, quando i quattro neuroni che albergano comodamente nella mia scatola cranica stavano facendo la siesta; l’espressione che i quattro sfaccendati mi hanno proposto è stata “che schifo”, ma per fortuna una vocina (forse il quinto neurone nascosto nei meandri più reconditi) mi ha consigliato di cercare di ottimizzare i numerosi parametri disponibili; non bisogna dimenticare che ci si trova un po’ nella condizione dei progettisti che devono armonizzare e bilanciare tutti i parametri dei componenti che stanno utilizzando, e nel caso in questione ce ne sono parecchi di parametri. Innanzitutto bisogna considerare la disposizione laterale dei midwoofer, che rende il campo riverberato prevalente rispetto a quello diretto, cioè l’esatto contrario di quanto accade con i diffusori tradizionali; poi c’è la delicatissima regolazione dei parametri d’incrocio con il subwoofer, che deve essere anch’esso posizionato nel migliore dei modi onde evitare pericolose interazioni con l’ambiente; ultima considerazione va fatta per la dispersione del tweeter a nastro, piuttosto limitata sull’asse orizzontale e decisamente limitata su quello verticale. Tutto ciò se non è attentamente bilanciato può facilmente portare ad un falso giudizio negativo, ma posso assicurare che la pazienza necessaria all’ottimizzazione di tutti questi parametri è ampiamente ripagata dai risultati che un sistema del genere può offrire; infatti, non bisogna dimenticare le sue possibilità intrinseche, con un subwoofer in grado di generare 105 dB di pressione sonora e un tweeter che per caratteristiche naturali può fornire ascolti estremamente naturali a pressioni sonore elevatissime. Una considerazione importante che deve essere necessariamente fatta riguarda poi le dimensioni dei diffusori e lo spazio di cui hanno bisogno per poter suonare. Mi spiego meglio: questo non è un componente da scaffale, e lo spazio di cui necessita è equivalente a quello di un diffusore da pavimento o quantomeno di almeno venti centimetri lateralmente (ma quest’ultima condizione non l’ho provata e in realtà non so come potrebbe suonare).

Ma bando alle ciance e veniamo all’ascolto, che si è svolto in due sessioni, in redazione e a casa, due condizioni che ormai conosco molto bene. Il posizionamento vede i diffusori su stand ben distanziati dalle pareti laterali e posteriore per non sacrificare la scena ed è necessario un certo periodo di rodaggio per assaporare la dolcezza di emissione del tweeter, che altrimenti è un po’ sparato, e ciò, unitamente alla non eccezionale dispersione, provoca “fastidi” all’ascolto. Qualche ora di suono “convince” il tweeter a comportamenti più equilibrati e posso iniziare l’ascolto vero e proprio con il “Tristano e Isotta” in un’esecuzione della Filarmonica di Berlino diretta da Karajan per la DG datata 1984. Già si può apprezzare appieno il lavoro svolto dal tweeter, che regala un ascolto intelligibile ed emozionante anche nei pieni orchestrali, nel pieno rispetto timbrico e scenico senza apparenti cenni di compressione, e tale è la bontà del risultato da parte di questo componente da far dimenticare il lavoro fondamentale dei midwoofer e del sub, che in verità supportano molto bene l’unità medioalti. Decido quindi di passare all’ascolto del CD “L’Orchestra del XX secolo” (AudioRecords), e “Fanfare for the Common Man” di Copland rende merito al lavoro del sub, che completa il messaggio musicale con bordate adeguate e soprattutto ben smorzate. L’ascolto di “Time Out “ di Brubeck è notevole, da diffusore grande sia nella scena che nella potenza emissiva, anche se la parte migliore tocca sempre al nastro, che restituisce i piatti della batteria e il sax con una naturalezza ed un equilibrio armonico semplicemente disarmanti. In “Take Five” il duetto tra pianoforte e batteria è riprodotto in maniera emozionante, e posso distinguere chiaramente il suono della cordiera del rullante esattamente come se il tamburo stesse suonando davanti a me. Passo quindi ai Dead Can Dance, con i quali è possibile apprezzare la generale pienezza di emissione e le voci di Lisa Gerrard e Brendan Perry, di cui si colgono le più intime intonazioni, esattamente come accade per i “vocalismi” di Keith Jarrett nell’immancabile “Köln Concert”. Eccellente anche l’ascolto di “Masada” di John Zorn, dove è possibile ascoltare in maniera eccezionalmente intelligibile gli intricati e velocissimi fraseggi di sax e tromba, che rimangono ariosi e reali, senza cedimenti e con una quantità d’informazioni impressionante. Chiudo l’ascolto con i Ramones (sì, avete capito bene, un po’ di punk americano anni ’70) perché vedo molto bene quest’impianto in senso assoluto, senza restrizioni o timidezze nei confronti dei vari generi musicali, quindi regolo il sub in maniera più cattiva aumentando livello e frequenza d’incrocio e mi godo la voce di Joey Ramone ben stagliata al centro dei diffusori, mentre il sub si “diverte a disegnare” la base ritmica composta dal basso elettrico potente, ben modulato e dalla batteria in 4/4 che non concede soste (neanche allo stomaco).

Conclusioni

Un sistema estremamente gradevole che trova i suoi punti di forza nella trasparenza e nella liquidità della gamma media, con una sonorità che solo i componenti isodinamici possono ricreare, e a questo prezzo mi sembra un risultato importante. Inoltre la disposizione laterale dei midwoofer crea una notevole scena sonora, a patto di avere la pazienza di regolare disposizione e livelli nel modo ottimale. E che dire a proposito della pressione sonora che questo sistema riesce a fornire praticamente in tutta la banda audio, e che generalmente è appannaggio di sistemi più performanti e costosi? Insomma, un ottimo prodotto, che presenta solo tre “ma”: il primo in relazione all’efficienza bassina, che porta con sé la necessità d’investire una certa somma per un amplificatore di potenza e qualità adeguate; il secondo è la necessità di poter disporre necessariamente di un certo spazio intorno ai satelliti; il terzo riguarda la caratteristica intrinseca ai componenti isodinamici, che non concedono nulla all’effetto, e se per qualcuno (compreso il sottoscritto) ciò è da considerarsi come uno dei pregi maggiori di un diffusore, per qualcun altro potrebbe rappresentare un difetto inaccettabile, quindi consiglio un ascolto attento da un rivenditore paziente che dia la possibilità di ottimizzare al meglio questo sistema che può far inorridire quanto estasiare.

Fabio Mingolla


Il filtro crossover

Durante le fasi della rilevazione della risposta ho potuto notare quanto fosse estesa quella dei due woofer laterali, che come possiamo vedere dallo schema di Figura 1 sono connessi in fase tra di loro, con un’emissione quindi bipolare. Per questo tipo di emissione appare problematica una rilevazione canonica, col microfono puntato ad un metro dal nastro, ma per fortuna MLSSA offre una miriade di operazioni possibili nel dominio complesso della parte reale e immaginaria dell’acquisizione, ed anche se in modo abbastanza macchinoso è possibile venirne a capo, a patto di sapere come operare. Si potrebbe a questo punto aprire una discussione infinita e fortemente polemica con quelli che “io ho un programma e basta che schiaccio un pulsante sul computer e mi fa tutte le misure che voglio”, ma non è questa né la sede né l’occasione per spiegare come si esegue una misura così complessa disponendo di una strumentazione adeguata.

Il crossover usa componenti di qualità adeguata al prodotto, peccato che i cavi di collegamento degli altoparlanti siano di sezione minimale.

Il crossover usa componenti di qualità adeguata al prodotto, peccato che i cavi di collegamento degli altoparlanti siano di sezione minimale.

Quello che mi interessa mostrarvi riguarda le modalità di incrocio adottate dal progettista per ottenere in ambiente una risposta che sappiamo essere ben piana e regolare. Il tweeter a nastro è un componente dotato di una sensibilità molto elevata, certamente molto di più della somma delle emissioni dei due midwoofer, e possiede come tutti i trasduttori di questo tipo un modulo costante al variare della frequenza, per di più di valore abbastanza elevato. In queste condizioni è quasi un gioco da ragazzi poterne modulare la risposta filtrata a nostro piacimento, in modo da adattarla alle esigenze specifiche in relazione all’emissione della via bassa. Come possiamo vedere dal disegno, il costruttore ha serializzato due resistenze di valore molto elevato e ha sistemato un condensatore di 1,5 microfarad in parallelo a una di esse per ottenere un’attenuazione che si riduce man mano che la frequenza aumenta. Il basso valore del condensatore, per una frequenza di intervento posta tra i 5000 e i 6000 Hz, dove l’andamento in salita del tweeter si rende ben visibile, porta a stimare in circa 20 ohm l’impedenza del nastro, tanto che con la resistenza “fissa” di 20 ohm posta in serie si possono ipotizzare ben 6 decibel di attenuazione prima della variazione imposta dalla cella RC.

schemafiltroS

Bastano allora due conti per stimare in ben 100 decibel la sensibilità del nastro senza alcun tipo di crossover. Ovviamente il filtro vero e proprio è costituito dal condensatore da sei microfarad posto dopo le due resistenze, un’operazione fattibile senza remore quando il modulo del driver è simile a quello di una resistenza. Per quanto riguarda la filtratura dei due midwoofer possiamo notare come sia affidata al solo condensatore da 150 microfarad posto a monte della cella RLC. Questo peraltro è bypassabile quando i diffusori sono lontani dalle pareti. La cella seguente funge da blando passa-basso a cavallo dei 4500 Hz. Potreste a questo punto obiettare che con una cella RLC si realizza un attenua-banda e non un passa-basso, ma a questa cella va sommata l’emissione dei due midwoofer che, poco oltre questa frequenza, iniziano ad attenuare il proprio apporto di gamma medioalta.

 G.P. Matarazzo


Le Misure

Il piccolo satellite Sunfire è stato sistemato sul trespolo di misura ed è stato acquisito con un’azione complessa, necessaria per poter catturare l’emissione anecoica sia di almeno uno dei due midwoofer che del nastro frontale. Ovviamente nel grafico della risposta anecoica occorre tenere nel conto la somma di un altro woofer a quella rilevata per ottenere un computo veritiero. Si giustifica così l’apparente esuberanza del tweeter rispetto alla generosa gamma di frequenze affidata ai due midwoofer. In effetti sommando altri sei decibel all’emissione della gamma bassa e di quella media otteniamo una sensibilità poco superiore agli 89 decibel. È fuorviante, in questo caso molto particolare, il dato di sensibilità media calcolato “in automatico” dal software di link tra campo vicino e campo lontano, visto che viene calcolata la media delle tensioni equivalenti da 200 a 10.000 Hz, quindi in piena esaltazione del tweeter. In effetti il computo preciso, necessario per il calcolo delle tensioni di ingresso a 90 e 100 decibel di pressione media, è stato molto più complesso ed articolato. La prova di quanto vado affermando è visibile nel grafico della risposta a terzi di ottava eseguita in ambiente su un solo diffusore. Come possiamo notare l’andamento è perfettamente piano in gamma medioalta, a conferma delle ipotesi fatte. Va notata anche la dolce ma notevole pendenza in gamma bassa e la buona tenuta in quella altissima anche nella rilevazione angolata. L’andamento nel dominio del tempo vede prevalere ovviamente l’emissione del tweeter, che mostra l’andamento tipico di un’emissione ben estesa ad alta frequenza senza particolari diffrazioni del minuscolo baffle frontale.

Il modulo dell’impedenza mostra un minimo in banda appena superiore ai 5 ohm nonostante il parallelo dei due midwoofer, con la risonanza posta a circa 140 Hz e un rigonfiamento in gamma di incrocio che lascia presagire le originali modalità operative del crossover. Elevata e poco interessante la massima condizione di carico prossima ai 5 ohm a bassissima frequenza. Al banco delle misure dinamiche notiamo una MIL da brivido, con la potenza massima indistorta che sale velocemente verso il più elevato segnale disponibile appena superati i 125 Hz. Una prestazione notevole per due trasduttori dal diametro così contenuto. Senza storia ovviamente il tweeter, capace di digerire tensioni impulsive elevatissime. La massima pressione di uscita indistorta (MOL) è di conseguenza estremamente elevata. Vediamo infatti dal grafico come i 160 Hz siano a 112 decibel e come il successivo andamento appaia ben lineare a cavallo dei 115 decibel di pressione media: non male per un nanerottolo! La misura della distorsione armonica in regime impulsivo parte a bassa frequenza da valori estremamente contenuti, con la seconda e la terza armonica al di sotto dell’uno per cento e le armoniche superiori estremamente contenute. Va notato l’abbassamento della terza armonica man mano che la frequenza aumenta, fino alla gamma alta, ove la linea rossa che indica tale componente non lineare sparisce completamente dal grafico. La seconda armonica sale oltre l’uno per cento soltanto a cavallo dei 700 Hz, probabilmente condizionata anche da una leggera flessione della compressione dinamica, che mostra un leggero scollamento dalla linea dello zero.

Anche le misure del poderoso subwoofer HRS10 non sono state tutte rose e fiori. L’amplificatore di potenza è provvisto di un veloce compressore che limita la pressione massima con una costante di tempo ragionevole ma inferiore alla durata dei burst necessari alla misura della MOL. Quella che viene fuori è una visione molto limitata della massima pressione indistorta, o meglio rappresenta la massima pressione per un segnale stazionario maggiore o uguale a 360 millisecondi, quanto è la durata del doppio tono impiegato per questo test. Come possiamo vedere non si superano di molto i 100 decibel, mentre con burst più corti, attorno ai 150 millisecondi, la pressione emessa, misurabile con poca precisione dalla strumentazione, è risultata comunque molto più elevata. Possiamo verificare l’azione del compressore nella misura della distorsione armonica eseguita a 100 decibel di pressione media. In gamma bassissima la compressione arriva a sfiorare i sette decibel e diminuisce man mano che la frequenza aumenta. Con un tasso di compressione così elevato le varie componenti non lineari schizzano a valori molto alti e comunque sensibilmente lontani dall’andamento rilevato ad una pressione media appena inferiore alla soglia di azione del dispositivo dinamico di limitazione. La risposta in frequenza è molto ben estesa in gamma bassa pur senza mostrare un andamento rettilineo al diminuire della frequenza. Va notata l’emissione alla minima frequenza di taglio, che dovrebbe essere in teoria di appena 30 Hz ma che nella pratica risulta essere più che doppia, a causa, probabilmente, dell’andamento in netta salita della risposta senza alcun tipo di passa-basso.

G.P. Matarazzo

088-92---Sunfire-3 088-92---Sunfire-4

 

da AUDIOREVIEW n. 285 dicembre 2007

  • Costruttore: Sunfire, 1920 Bickford Avenue, Snohomish, WA 98290, USA. Tel. 425-335-4748 – Fax 425-335-4746 – www.sunfire.com/index.html
  • Distributore per l’Italia: Adeo Group Spa, Via Filos 35/31, Lavis, 38015 Trento. Tel. 0461.248211 – Fax 0461.245038 – www.adeoht.it – info@adeoht.it
  • Prezzo: Euro 1776,00 cp (XT CRM-2); Euro 1074,00 (HRS10)

CARATTERISTICHE  DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • CRM-2
    Tipo: 2 vie alta pressione. Altoparlanti: woofer 2 da 11,5 cm ad alta forza controelettromotrice, tweeter a nastro con magneti in neodimio e guida d’onda. Risposta in frequenza: 95 Hz-40 kHz. Frequenza di crossover: 1500 Hz. Potenza ammissibile: min 25, max 400 W. Sensibilità: 90 dB (2,83 V/1 m). Max pressione sonora SPL: 115 dB. Impedenza: 8 ohm. Dimensioni (LxHxP): 140x210x152 mm. Peso: 4 kg
  • HRS10
    Altoparlante: 10”. Potenza amplificatore: 1000 W. Risposta in frequenza: 20-100 Hz. Max pressione sonora SPL: 105 dB. Frequency Filtration Design (FFD™): sì. Dimensioni (LxHxP): 292x292x292 mm. Peso: 15,4 kg

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *