Xindak XA3200MKII e XA8800MNu

Cosa succede quando il know-how acquisito nella produzione di apparecchi in conto terzi raggiunge livelli di eccellenza e ci si trova a disporre di esperienza e di un’ingente riserva di capitali? La migliore idea, in questo caso, è quella di mettere in piedi un’attività produttiva che possa opportunamente sfruttare l’una e gli altri per generare profitti: è esattamente il percorso che hanno seguito, che stanno seguendo, numerose aziende domiciliate nell’immensa e sempre meno lontana Cina.

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Il risultato netto di questo sano approccio all’attività imprenditoriale è ottimamente rappresentato dai cataloghi esposti da queste realtà, ricchi di prodotti ben progettati e meglio realizzati, biglietto da visita con cui questi marchi dimostrano di avere tutte le carte in regola per presentarsi come degni concorrenti delle aziende americane ed europee, tradizionalmente più note.

Sembrerebbe tutto perfetto, dunque, una dinamica virtuosa che, nel pieno rispetto delle regole del modello di sviluppo cui (a parole) in molti fanno riferimento, arricchisce l’offerta, rafforza la fiducia dei consumatori e genera ricchezza: ma il condizionale è d’obbligo, perché troppo spesso i prodotti di questi marchi sbarcano negli Stati Uniti ed in Europa (e dunque anche nel nostro paese) confusi tra mille altri, in un oceano di merci di scarso valore nel quale rischiano di “affogare” passando inosservati o, peggio, venendo accomunati ai manufatti di più scarsa qualità in quel trito pregiudizio che si esprime con frasi del tipo “vabbè, sarà il solito cinese”.

Ma, come dovrebbe essere ovvio, i cinesi non sono tutti uguali ed i prodotti che nel corso degli anni sono stati ospitati sulle pagine delle nostre riviste stanno lì a dimostrarlo: apparecchi di rango che ci hanno emozionato e stimolato nel continuare quella ricerca senza fine, che è un po’ il nocciolo della passione per l’audio.

Il nuovo arrivato

Nuovo arrivato per modo di dire, perché il marchio Xindak, anche se non molto noto, è un po’ che viene distribuito nel nostro paese ad opera della Palmtop Italia, giovane e dinamica azienda romana che dal 2003, anno della fondazione, ricopre il ruolo di unico distributore ufficiale dei prodotti cinesi.

Realizzazione curata ed ordinata in cui la sezione di alimentazione è, correttamente, separata dagli stadi di amplificazione; secondo un approccio moderno, i tubi sono montati su circuito stampato.

Realizzazione curata ed ordinata in cui la sezione di alimentazione è, correttamente, separata dagli stadi di amplificazione; secondo un approccio moderno, i tubi sono montati su circuito stampato.

Il marchio Xindak è comunque di proprietà della Chengdu Xindak Electronics Co., nata dalle ceneri della Chengdu Xinda Audio & Lighting Equipment Factory che nel 1988 venne creata per soddisfare la richiesta di componenti elettronici di buona qualità e di accessori per l’audio che il mercato interno, già in pieno sviluppo, poneva: erano gli anni in cui le grandi aziende del comparto informatico, IBM, HP e Compaq, giusto per non fare nomi, trovavano economicamente conveniente produrre in Cina e, di conseguenza, i progettisti ed i tecnici orientali venivano esposti a metodologie progettuali e costruttive per loro inusuali utilizzando, per giunta, componentistica irreperibile nel paese.

Dai condensatori MKP ai cavi di qualità, per passare in breve alle elettroniche, in particolare amplificatori: la giovane azienda impiegherà pochi anni per “farsi un nome”, riuscendo in queste breve lasso di tempo a partire con un programma di esportazioni che inizialmente vedrà come destinazioni Hong Kong, Singapore ed Australia, per arrivare rapidamente ad interessare anche gli Stati Uniti e l’Europa.

Con il prosperare del business il catalogo dei prodotti diviene sempre più ampio e dalle iniziali amplificazioni il campo di intervento si estende a comprendere anche le sorgenti digitali e, successivamente, i sistemi multicanale: attualmente, per quanto ancora dominato dalle amplificazioni, agli apparecchi a stato solido affianca una nutrita serie di sistemi integrati e due telai che utilizzano i tubi. Oltre a lettori CD e convertitori separati.

Sistema a tre telai

Una buona rappresentanza della produzione Xindak è offerta dal sistema in prova, un tre telai ibrido, con preamplificatore valvolare e finali, mono, a stato solido: le sigle che individuano i componenti sono XA3200MKII e, rispettivamente, XA8800MNu. L’appartenenza a due diverse famiglie di prodotti è immediatamente evidente dalla diversa veste esteriore che pre e finali esibiscono: tradizionale châssis a sviluppo orizzontale con frontale in alluminio finemente spazzolato per il primo e contenitori compatti, più sviluppati in profondità che in larghezza, per i secondi.

Per il collegamento ad un preamplificatore sono disponibili sia l’ingresso single-ended che quello bilanciato, la selezione tra i due essendo affidata ad un microinterruttore; la presenza di due coppie di morsetti per diffusori permette di realizzare con facilità configurazioni bi-wired.

Per il collegamento ad un preamplificatore sono disponibili sia l’ingresso single-ended che quello bilanciato, la selezione tra i due essendo affidata ad un microinterruttore; la presenza di due coppie di morsetti per diffusori permette di realizzare con facilità configurazioni bi-wired.

I particolari meccanici, le lavorazioni e le finiture sono di buon livello, sicuramente all’altezza di molte delle realizzazioni dai nomi altisonanti ed in linea con quella che si è rivelata essere una delle peculiarità degli apparecchi cinesi (quelli di buona qualità, ovviamente), che sin dall’inizio si sono presentati con châssis invariabilmente costruiti senza risparmi sulle parti metalliche e sulle loro lavorazioni. A dimostrazione di quanto andiamo affermando, vadano lo spessore e la lavorazione dei pannelli frontali dei due finali, ma anche la precisione dei particolari meccanici del pannello frontale del pre.

Decisamente tradizionale nell’impostazione, il disegno del preamplificatore assume una filosofia minimale, la cui immediata conseguenza è un pannello frontale pulito e popolato da tutti e soli gli elementi indispensabili: i quattro pulsanti per la selezione della sorgente, la manopola per la regolazione del volume e l’interruttore d’accensione.

Il tutto realizzato con stile ed eleganza. Approccio del tutto analogo, anima del resto anche il disegno dei finali (nonostante la diversità delle famiglie di appartenenza), semplice e lineare come potrebbe essere un apparecchio prodotto dal gusto e dall’abilità di un autocostruttore esperto: data la particolare geometria e dato l’ingombro di alcuni elementi peraltro indispensabili, tra i quali il trasformatore di alimentazione, lo sfruttamento dello spazio interno ha richiesto una maggiore attenzione alla disposizione delle parti più “invadenti”, e per questo il massiccio dissipatore è stato posto all’esterno dello châssis, a realizzare uno dei lati del contenitore. E dalla parte opposta, a mo’ di bilanciamento cromatico e stilistico, una copertura metallica che dà accesso alla sezione di alimentazione.

Realizzazione curata ed ordinata in cui la sezione di alimentazione è, correttamente, separata dagli stadi di amplificazione; secondo un approccio moderno, i tubi sono montati su circuito stampato.

Realizzazione curata ed ordinata in cui la sezione di alimentazione è, correttamente, separata dagli stadi di amplificazione; secondo un approccio moderno, i tubi sono montati su circuito stampato.

A corredo del preamplificatore viene fornito un telecomando di ottima fattura, come in giro se ne vedono pochi: il corpo è realizzato in unico blocco di alluminio, fresato quel tanto che basta per ospitare il circuito stampato che alloggia componenti e pulsanti.

La cavità è, poi, chiusa da una lastrina dello stesso metallo. Bello! Il pannello posteriore del pre segue la generale impostazione minimalista dell’apparecchio, tranne che per le uscite, che sono duplicate: a queste quattro prese si affiancano le quattro coppie di jack per gli ingressi.

Ciascuno dei finali, invece, mostra una dotazione di prese più ricca del solito, perché a disposizione ci sono due possibilità di collegamento per il segnale d’ingresso, che può essere bilanciato o single-ended: la selezione tra le due modalità si effettua tramite un apposito micro-switch collocato tra le due prese. Per una maggiore flessibilità d’impiego, ad esempio per un’installazione bi-wired, sono presenti due coppie di binding post (robusti e maneggevoli) per i diffusori.

I buoni progetti

Se c’è una cosa che appare immediatamente evidente dall’ispezione visiva di questi apparecchi, è la qualità della componentistica utilizzata: tutti i componenti passivi, infatti, sono prodotti da marchi rinomati, parliamo ad esempio del potenziometro Alps motorizzato utilizzato per la regolazione del volume, ma anche dei condensatori WIMA, Rubycon (elettrolitici che compaiono nel finale) ed Aerovox. Questi ultimi realizzati su specifica Xindak con una tolleranza del 5%.

Ridotto all’essenziale, come del resto anche il pannello frontale, il retro del preamplificatore offre le prese per quattro sorgenti assieme a due coppie di jack per le uscite.

Ridotto all’essenziale, come del resto anche il pannello frontale, il retro del preamplificatore offre le prese per quattro sorgenti assieme a due coppie di jack per le uscite.

Sul versante semiconduttori, invece, troviamo la coppia 2SC3264/2SA1295, che con i suoi 17 A di collettore garantisce le doti di erogazione che l’amplificatore mostra al banco di misura e nelle prove d’ascolto. Anche perché di queste coppie ce ne sono ben tre per ciascun canale. Nel circuito d’ingresso compare invece un classico operazionale OPA604 di Burr-Brown, decisamente versato per le applicazioni audio a causa della sua bassa distorsione e dell’alta impedenza garantita dallo stadio di ingresso a FET.

I trasformatori sono toroidali sia per il preamplificatore che per il finale, e in questo secondo caso il componente si caratterizza per una potenza di targa di ben 350 W, più del doppio della potenza dichiarata dall’amplificatore, ed abbondanti sono anche gli stadi di filtraggio che con i loro 30 mF per canale garantiscono una cospicua riserva di energie. I tubi, le 12AX7 e 12AT7, utilizzati nel preamplificatore sono invece di produzione locale, ovviamente selezionati tra quelli di migliore qualità, il che è un requisito fondamentale imposto dalla qualità complessiva dell’apparecchio. L’XA3200, insomma, rappresenta un’ottima porta d’ingresso nel mondo valvolare ad un prezzo contenuto.

L’ascolto

Quando le cose sono fatte come devono essere fatte, è giusto e doveroso che vengano messe in risalto nella maniera migliore: così, nel caso di questo sistema di amplificazione Xindak non si può non riconoscere la correttezza dell’approccio seguito dall’azienda, tanto nei suoi aspetti progettuali quanto nella realizzazione.

È soltanto così che si può cercare di capire l’origine delle buone prestazioni, al di là di quanto l’ispezione visiva e l’analisi circuitale lasciano presagire: perché di buone prestazioni sono capaci queste elettroniche cinesi, sia per quanto riguarda la correttezza timbrica, che per l’equilibrio tonale e per la capacità di dettagliare le nuances del tessuto sonoro. Si sente, insomma, la partecipazione di entrambe le tipologie di componenti utilizzati nella catena: la rotondità e la pienezza dei tubi, ma anche l’energia e la “tensione” di cui sono responsabili i componenti a semiconduttore; potremmo dire che il trittico realizza un ottimo compromesso tra le specificità dei due mondi, valvolare e a stato solido.

Dai molti e diversificati ascolti, infatti, si impara ad apprezzare la pienezza delle voci, correttamente rappresentate con quel po’ di focalizzazione in più che serve per distinguerle dallo sfondo degli strumenti, evidenti e dettagliati nelle specificità delle rispettive voci: si realizza, insomma, una buona rappresentazione dell’evento dal vivo, in cui il cantante è in effetti geometricamente più avanzato rispetto agli strumenti. Piena e vibrante, come deve essere, la voce maschile, mentre con i registri più alti della voce femminile si perde qualche sottigliezza: peccato veniale, però, anche in relazione all’impegno economico richiesto dal sistema.

Potenza e capacità di erogazione non mancano, ai due finali, che in forza di un circuito attentamente progettato riescono a seguire senza sforzo alcuno i passaggi energeticamente più impegnativi: i pieni orchestrali ad esempio, ma anche gli eventi di breve durata quali i colpi delle grandi percussioni, che richiedono velocità e generosità allo stadio di alimentazione e a quello di uscita.

Che dal canto loro, reagiscono nella maniera più adeguata, rispettando i tempi di salita e discesa dei transienti, che così rimangono ben delimitati sull’asse temporale, perfettamente discernibili. Nonostante appartengano a due famiglie distinte, dunque, il preamplificatore e i due finali mono raggiungono un punto di equilibrio decisamente soddisfacente per quanto riguarda la resa sonica, tanto in termini di dettaglio, pienezza, ed equilibrio, quanto per profondità e naturalezza delle basse frequenze ottimamente supportate da picchi energetici di tutto rispetto; e se si vanno ad analizzare le particolarità geometriche della scena sonora, si scopre una grande orchestra sviluppata su un ampio fronte e con le percussioni collocate con precisione al fondo della massa orchestrale.

Nella situazione opposta, quando il quartetto jazz si dispone nel poco spazio che compete al palco, di dimensioni generalmente limitate, del Jazz Club, l’evento musicale assume una dimensione più intima, come ci si aspetta che sia. E, sempre, tutto intorno agli strumenti, la giusta quantità di aria. Decisamente soddisfacente, dunque, questa amplificazione Xindak sul piano delle prestazioni, ma anche per l’estetica e, non ultimo, per il prezzo di acquisto.

Conclusioni

Non sono molti i preamplificatori valvolari di buona qualità che non richiedono l’accensione di un mutuo. E questo di per sé è un particolare di fondamentale importanza che si affianca alle positive impressioni ricavate guardando ed ascoltando (soprattutto ascoltando) l’XA3200 MKII. Analogamente, anche se un ordine di grandezza più alto, possiamo valutare come favorevole il rapporto qualità/
prezzo della coppia di finali, che suonano intrinsecamente bene, ma che trovano nel pre uno dei possibili complementi ottimali (di certo non ho provato tutte le possibili accoppiate).
Conclusione: da ascoltare e tenere nella debita considerazione.

Giancarlo Corsi


Le misure

Amplificatore finale XINDAK XA8800MNu.

CARATTERISTICHE RILEVATE

Misure relative agli ingressi bilanciati se non diversamente specificato

INGRESSO
Impedenza: 20 kohm (ing. bilanciato), 35,5 kohm/230 pF (ing. sbilanciato). Sensibilità: 1,73 V (sbil.), 1,74 V (bil.)
(rif. 160 watt su 8 ohm)
Tensione di rumore pesata “A” riportata all’ingresso: 4.09 μV
(ingresso sbilanciato terminato su 600 ohm)
Rapporto segnale/rumore pesato “A”: 112.6 dB
(ingresso terminato su 600 ohm, rif. uscita nominale)

USCITA DI POTENZA

Caratteristica di carico limite

FINA_CCL

Risposta in frequenza (a 2.83 V su 8 ohm)

FINARISP

Fattore di smorzamento su 8 ohm: 207 a 100 Hz; 202 a 1 kHz; 168 a 10 kHz

Slew rate su 8 ohm: salita 32 V/μs, discesa 40 V/μs

Tritim in regime continuo:
Carico resistivo 4 Ω

FINA_4RS

 

Carico induttivo 8 Ω/+60˚

FINA_8IS

Carico capacitivo 8 Ω/–60˚

FINA_8CS

 

Tritim in regime impulsivo:
Carico resistivo 4 Ω

FINA_4RI

 

Carico induttivo 8 Ω/+60˚

FINA_8II

 

Carico capacitivo 8 Ω/–60˚

ar299mac-70

Preamplificatore XINDAK XA3200MKII.
Caratteristiche rilevate

INGRESSO S1
Impedenza: 46,5 kohm / 140 pF. Sensibilità: 114 mV per 1 V out.
Tensione di rumore pesata “A” riportata all’ingresso: terminato su 600 ohm, 1 μV. Rapporto segnale/rumore pesato “A”: terminato su 600 ohm, 95,3 dB

Impedenza di uscita
Linea: 229 ohm

Risposta in frequenza (tensione di uscita 1 volt)

PRE_RISP

 

Sbilanciamento dei canali (in funzione dell’attenuazione di volume, da 0 a -80 dB)

PRE_TRAK

Andamento potenza/distorsione su carico di 8 ohm, 0 dB pari a 160 watt su 8 ohm. A differenza dei tipici finali sensibilmente reazionati (cui anche questo appartiene, data la saturazione quasi verticale) in questo la distorsione sale blandamente dai livelli bassi a quelli elevati.

Andamento potenza/distorsione su carico di 8 ohm, 0 dB pari a 160 watt su 8 ohm. A differenza dei tipici finali sensibilmente reazionati (cui anche questo appartiene, data la saturazione quasi verticale) in questo la distorsione sale blandamente dai livelli bassi a quelli elevati.

Andamenti frequenza/distorsione su carico di 8 ohm per potenze di prova di 1, 10, 100 e 128 watt. La distorsione del finale Xindak rimane positivamente bassa anche all’estremo acuto: insolitamente, agli alti livelli tende a salire all’estremo basso, pur rimanendo comunque entro limiti ben accettabili (0.21%).

Andamenti frequenza/distorsione su carico di 8 ohm per potenze di prova di 1, 10, 100 e 128 watt. La distorsione del finale Xindak rimane positivamente bassa anche all’estremo acuto: insolitamente, agli alti livelli tende a salire all’estremo basso, pur rimanendo comunque entro limiti ben accettabili (0,21%).

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, le curve di carico limite del finale Xindak preannunciano una giornata certamente positiva. Di rado abbiamo riscontrato segmenti più verticaleggianti della CCL impulsiva di questo finale, basti pensare che l’incremento di potenza vale 1,96 nel passaggio da 8 a 4 ohm e 1,83 nel passaggio da 4 a 2 ohm. Anche con segnale continuo l’esito è ampiamente soddisfacente, ma l’impedenza interna dell’alimentatore fa sì che la curva pieghi moderatamente al di sotto di 4 ohm, raggiungendo peraltro la ragguardevole erogazione di 380+380 watt al clipping su 2 ohm. Dato che non esistono limitatori particolarmente restrittivi, i test di tritim sono coerenti con il carico limite e vedono quindi erogazioni indistorte molto elevate soprattutto in regime impulsivo, pur con minimi cenni di “affanno” indotti dagli altissimi picchi di corrente del capacitivo. Anche nei rimanenti parametri di base (rumore, interfacciamento, slew rate ed impedenza interna) non si presentano lacune.
Il preamplificatore ha un comportamento generale altrettanto corretto. In particolare spicca il bilanciamento dei canali, che è ottimo per un regolatore potenziometrico (il decibel di sbilanciamento viene superato solo oltre i 64 dB di attenuazione), ma anche la risposta risente molto poco della posizione del volume.
F. Montanucci


  • Costruttore: Chengdu Xindak Electronics Co.
  • Distributore per l’Italia: Palmtop Italia Srl, Via Piero Carnabuci 29, 00100 Roma. Tel. 06 8816219 – www.xindakitalia.com
  • Prezzo: XA3200MKII Euro 612,00; XA8800MNu 1318,00 cp

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

Pre XA3200MKII

  • Risposta in frequenza: 10÷100.000 Hz ±1 dB.
  • Distorsione armonica totale: <0,1%.
  • Rapporto S/N: >87 dB.
  • Ampiezza d’uscita: 8,5 V RMS.
  • Dimensioni (LxHxP): 430x104x312 mm.
  • Peso: 7 kg

Finale XA8800MNu

  • Potenza d’uscita: 160 W @ 8 ohm.
  • Risposta in frequenza: 10÷100.000 Hz.
  • Distorsione: <0,03%.
  • Rapporto S/N: 100 dB (pesato A).
  • Dimensioni (LxHxP): 240x148x430 mm.
  • Peso: 13 kg

 

da AUDIOREVIEW n. 299 marzo 2009

Author: Redazione

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1 Comment

  1. ottimo articolo, esaustivo e,inoltre, ho acquistato il preamplificatore, grande Montanucci.

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