WaveLab Pro 9

Nuova release e nuova veste grafica per uno dei più diffusi software per l’elaborazione audio e il mastering professionale.

apertura-wavelab-pro-9_rgbWaveLab è un applicativo dedicato all’elaborazione dell’audio in tutti gli ambiti produttivi che lavora con segnali audio digitali PCM con un sample rate massimo di 384 kHz e un processo interno a 32 bit floating point.

Come abbiamo già avuto modo di evidenziare nei precedenti articoli permette accurati interventi di audio editing, analisi e restauro del segnale. In fase di montaggio registra e quindi opera con un massimo di 1.000 tracce audio, producendo master CD e DVD-Audio (in quest’ultimo caso anche multicanale) inserendo anche tracce di immagini. Gestisce formati di metadati RIFF, ID3, BWAF, CART, iXML, AXML mentre le estensioni dei file audio compatibili prevedono la quasi totalità dei formati escluso il DSD; per un riferimento analitico suggeriamo la rilettura del precedente articolo sul WaveLab 8.5 (AUDIOreview n. 357).

Novità

La finestra di avvio visualizzabile al lancio di WaveLab.

La finestra di avvio visualizzabile al lancio di WaveLab.

Al lancio di WaveLab Pro siamo accolti dalla nuova finestra di dialogo Avvio da dove possiamo impostare il nostro lavoro creando una sessione vuota, un modello definito, oppure aprire un progetto scegliendo tra l’ultimo aperto, uno recente o uno contenuto nella memoria di massa. La scelta effettuata può essere resa di default all’apertura del programma, bypassando di conseguenza tale finestra.

Nuova veste grafica

La nuova veste grafica e la conseguente riorganizzazione (dovuta probabilmente ad un consistente intervento di riscrittura del software) sono sicuramente le novità più evidenti in WaveLab Pro 9; viene dunque abbandonata la configurazione a quattro pagine di editing che ha sempre contraddistinto questo applicativo e che ne ha determinato in parte la sua complessità.

Nelle versioni precedenti infatti il sistema si articolava in quattro blocchi principali corrispondenti alle diverse fasi di produzione audio (editing della forma d’onda, montaggio audio CD-DVD, processi batch e podcast) che come quattro distinti applicativi disponevano di diversi menu specifici.

Adesso il programma si svolge intorno ad una singola schermata che racchiude tutte le opzioni grazie a una struttura più razionale. Le varie finestre che la costituiscono si articolano con i soliti menu a “linguetta” mentre quella principale, dove si visualizzano i diversi progetti, è organizzata con una nuova struttura definita a “nastro”, ossia con delle strisce di menu ampliate e arricchite di icone di riferimento.

Il “centro di controllo” del programma si può individuare nella finestra File che ora raggruppa una serie di funzioni in modo efficiente e logico. Da qui possiamo muoverci tra le principali impostazioni del software, creare o aprire i progetti prescindendo dalla tipologia a cui stiamo lavorando (file audio, montaggi CD-DVD, operazioni batch) con l’ausilio di un pannello di controllo della gestione dei file a icone (Sfoglia) e con le opzioni riguardanti la gestione dei file recenti e preferiti.

La pagina principale di Editor Audio con la visualizzazione della forma d’onda in modalità Mid-Side (colore senape e giallo)  e stereo (in azzurro).

La pagina principale di Editor Audio con la visualizzazione della forma d’onda in modalità Mid-Side (colore senape e giallo) e stereo (in azzurro).

Alla voce Importa possiamo caricare varie tipologie di progetti per il mastering: DDP (Disc Description Protocol), formato standard per la stampa digitale professionale; CD Cue, file di metadati per la masterizzazione (formato testo) che indica i riferimenti dei brani (titolo, durata etc.) relativi ad un file audio che compone il CD; AES-31, standard sviluppato dalla Audio Engineering Society per l’interscambio di progetti audio digitali tra sistemi diversi e XML. Possiamo altresì importare file audio da un CD e file audio di formato sconosciuto, specificando i parametri per l’interpretazione.

Dalla stessa finestra File possiamo gestire parametri diversi come tutte le preferenze del sistema ossia le connessioni audio, la gestione dei plug-in, i dispositivi di controllo remoto, la gestione delle cartelle di sistema e i dati relativi ai progetti audio e il montaggio. Insomma, uno sforzo di riorganizzazione e razionalizzazione notevole, un singolo riquadro per richiamare voci che prima trovavamo sparse in diversi menu a tendina e in varie pagine del programma.

In basso trova posto la voce Strumenti di utilità, dove sono state convogliate altre voci disposte ora in modo più logico: la masterizzazione su CD di file DDP, la masterizzazione di file di dati (utile ad esempio per il backup), la divisione di file audio in parti più piccole, la generazione di segnali audio per la realizzazione ad esempio di segnali test, la conversione in modalità batch rapida di formati audio o di rinomina di file.

Infine, tramite la voce Info in alto a sinistra (sempre nella finestra File), è possibile ricavare informazioni sul file attivo visualizzandone il nome, l’estensione, le proprietà generiche (la dimensione, la data e il formato), le proprietà audio come la risoluzione in bit, i canali e la frequenza di campionamento (per i file audio), la modalità, i canali e la frequenza di campionamento (per i montaggi audio). Queste proprietà sono modificabili direttamente nei relativi campi.

La finestra File alla voce Info: le proprietà audio possono essere modificate direttamente dai campi di questa finestra.

La finestra File alla voce Info: le proprietà audio possono essere modificate direttamente dai campi di questa finestra.

Sezione master

Coerentemente alle modifiche della veste grafica è stata riorganizzata anche la sezione Master; non è cambiato molto dal punto di vista operativo ma il nuovo look, la nuova disposizione dei comandi e qualche funzionalità in più ha reso questa sezione sicuramente molto più user-friendly.

Il modulo di Master nella nuova veste grafica. I fader e i meter ora sono disposti in modo più efficace.

Il modulo di Master nella nuova veste grafica. I fader e i meter ora sono disposti in modo più efficace.

I plug-in sono suddivisi come al solito rispetto alla loro funzione e con questa logica disposti nel pannello di controllo; ne troviamo infatti una prima parte sopra i fader-meter ovvero tutti gli slot (ora per un massimo di 12) dedicati agli elaboratori del segnale (compressori-expander della dinamica, equalizzatori, riverberi etc.) e separatamente uno nuovo destinato esclusivamente al ricampionamento in tempo reale del segnale, scheda madre permettendo. Sotto troviamo quelli che ospitano gli elaboratori dedicati alla finalizzazione e al dithering (massimo due slot) e quelli dedicati alla modifica solo del segnale in ascolto (sempre massimo due slot), dove per esempio inserire degli elaboratori di correzione acustica.

Dal punto di vista strutturale tutto il programma, e quindi anche la sezione master, è ora compatibile con un flusso del segnale in modalità Mid-Side particolarmente usata nel processo di mastering.

La finestra di Montaggio Audio.

La finestra di Montaggio Audio.

L’Editor Audio per questo si avvale di una nuova visualizzazione della forma d’onda che descrive gli elementi di questa tecnica stereofonica. In basso a sinistra sul bordo della finestra troviamo un piccolo riquadro indicato appunto come MS; cliccandoci sopra si attiverà la nuova visualizzazione dove le due forme d’onda di colore diverso (giallo in basso e senape in alto) corrisponderanno ai due segnali: di ambiente e diretto della codifica M-S. Agendo sulle tracce possiamo quindi aumentare o diminuire l’ampiezza della scena sonora. Per gli appassionati di questa tecnica stereofonica di masterizzazione si tratta di un bel passo avanti verso una reale semplificazione del setup.

La finestra File alla voce Preferenze: una singola finestra per operare su voci che prima trovavamo sparse in diversi menu a tendina e in varie pagine del programma.

La finestra File alla voce Preferenze: una singola finestra per operare su voci che prima trovavamo sparse in diversi menu a tendina e in varie pagine del programma.

Altra importante novità è l’integrazione con gli altri programmi di casa Steinberg come il Cubase attraverso la funzione WaveLab Exchange. Forse la novità meno appariscente ma a nostro avviso più importante in quanto permette di utilizzare la potenza elaborativa di WaveLab per l’editing e la correzione del segnale audio in Cubase. Per utilizzarla bisogna possedere almeno la versione 8.5.10 di questo applicativo mentre per il Nuendo tale funzionalità sarà attiva nelle prossime release: per ora (Nuendo 7.1), non è ancora disponibile.

Il plug-in MasterRig con il modulo Limiter. La striscia in alto permette di attivare  fino a otto elaboratori del segnale contemporaneamente. Dalla colonna a sinistra  si attivano fino a quattro scene.

Il plug-in MasterRig con il modulo Limiter. La striscia in alto permette di attivare
fino a otto elaboratori del segnale contemporaneamente. Dalla colonna a sinistra
si attivano fino a quattro scene.

Plug-in

Per quanto riguarda questa sezione la novità più significativa è sicuramente il MasterRig, un plug-in sviluppato appositamente per il mastering audio. Si tratta di un elaboratore modulare che si compone di una serie di effetti liberamente assemblabili con un limite massimo di otto per “Scene”. In questo modo possiamo realizzare una catena anche molto complessa di processori audio, scegliendo tra varie tipologie disponibili: due compressori multibanda, due equalizzatori parametrici, due equalizzatori dinamici, due saturator, un imaging processor e un limiter.

Il plug-in MasterRig con il modulo Limiter. La striscia in alto permette di attivare  fino a otto elaboratori del segnale contemporaneamente. Dalla colonna a sinistra  si attivano fino a quattro scene.

Il plug-in MasterRig con il modulo Dynamic EQ.

Il numero massimo di scene memorizzabili è quattro, questo ci permette di creare diversi setup di mastering con il vantaggio non indifferente di poterli confrontare in tempo reale. Per quanto riguarda i singoli moduli indichiamo di seguito rapidamente le specifiche di base: in generale è da sottolineare la qualità dell’elaborazione di ognuno di loro; l’equalizzatore parametrico dispone di un totale di otto filtri con le opzioni passa-alto e passa-basso sugli estremi delle bande (con pendenze di 12, 24 e 48 dB), high shelf, low shelf e notch; quest’ultimo permette di fare interventi “chirurgici” su singole frequenze in quanto è caratterizzato da una “campanatura” strettissima.

L’equalizzatore dinamico invece conta quattro bande, dispone di filtri parametrici che si attivano solo al superamento di una soglia di intervento come accade per i compressori e come questi possiede controlli di attacco, rilascio e ratio oltre ai caratteristici controlli di filtro parametrico (frequenza di intervento, fattore di merito e gain). Anche per gli altri processori, il compressore, il saturator e l’imager, la struttura è a quattro bande di intervento.

Il saturator agisce sugli armonici ricreando due tipi di saturazione per ogni singola banda, una simile a quella del nastro magnetico e una a quella valvolare. L’imager invece lavora sulla fase del segnale; il fatto che possiamo intervenire in modo diverso su porzioni di banda audio permette di fare interventi più efficaci e meno distruttivi sull’apertura dell’immagine stereofonica. Il limiter in particolare ci ha positivamente impressionato per l’efficacia dell’elaborazione; agisce su tre bande ed è possibile lavorare sui transienti e sulla seconda e terza armonica del segnale.

Inoltre si può controllare il segnale Mid-Side attraverso due semplici potenziometri dedicati. Con pochi interventi possiamo migliorare drasticamente la qualità del segnale stereo a patto che il materiale di base sia di buona qualità, intendendo per questo registrazioni reali con ambienti naturali e microfonazioni corrette.

Una considerazione nasce spontanea riguardo alla configurazione dei plug-in di elaborazione del segnale audio (ma questo riguarda la quasi totalità degli elaboratori in commercio), in particolare per gli equalizzatori: se si ha la possibilità di lavorare con segnali audio digitali con sample-rate fino 384 kHz (il che significa avere a disposizione un segnale che teoricamente potrebbe raggiungere i 192 kHz), per quale motivo si continua a limitare la gamma di intervento di questi processori (anche solo dal punto di vista grafico) in una fascia di frequenze che va dai 20 Hz a 20 kHz? Sarebbe forse utile estendere l’intervento anche a frequenze superiori ai 20 kHz, in coerenza con le potenzialità del sistema stesso.

Conclusioni

La potenza di elaborazione e la capacità di calcolo sono ancora le carte vincenti di questo applicativo; ora appaiono ulteriormente migliorate le prestazioni soprattutto in quanto a velocità. La nuova veste grafica e la riorganizzazione delle funzioni facilitano in modo efficace il lavoro di elaborazione del segnale; ottimo il MasterRig che già da sé giustificherebbe l’acquisto di questa versione.

Anche in questa release si è scelto di non supportare file DSD: insistiamo ancora nel dire che sarebbe auspicabile poter agire almeno su un editing semplice come cut, copy, paste e l’inserimento di meta-dati.

A proposito dei meta-dati è sicuramente migliorabile la gestione di questi nel formato FLAC; seppur inseribili manualmente (immagine di copertina esclusa), non possiamo usufruire del comodo automatismo di conversione, peraltro attivo per altre estensioni, che ci permette di mantenere i tag verso il FLAC: una volta convertito il segnale, dobbiamo necessariamente reinserirli manualmente.

Chi sceglie questo applicativo lo fa per la sua affidabilità e la qualità superiore nel processing audio, dover usare un secondo software per questa funzione è un vero peccato. Speriamo nei prossimi aggiornamenti.

Stefano Isola


  • WaveLab Pro 9 – Software
  • Produttore e distributore per l’Italia: Steinberg Media Technologies GmbH, Hamburg, Germania
  • Prezzo: euro 578,00

da AUDIOreview n. 379 settembre 2016

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment