Editoriale AudioGallery 10

Cari amici lettori,
lasciatemi andare ad un momento di sano sentimentalismo.
È un periodo di felicità audiofila-editoriale.
La rivista va benissimo, e di questo ringrazio coloro che mi hanno seguito in questa nuova avventura e soprattutto voi che ci date linfa per vivere, ma va molto bene anche la cura della passione per l’audio.
Si, quell’audiofilia che molti confondono con una malattia autoimmune, ultimamente è fonte di grandi soddisfazioni.
Non che di solito non lo sia ma in questo periodo respiro un’aria nuova.
Fresca, sana, ottimista.
Vedo alle mostre un rinnovato entusiasmo di operatori e appassionati.
Il settore è in fermento. Non solo per le nuove modalità di fruizione della musica ma anche per il vecchio, amato vinile.
È di questi giorni la notizia che le vendite del disco nero, e delle macchine che occorrono per ascoltarlo, sono in decisa crescita.
Il dato vero però è che, a parte un calo delle vendite dei compact disc, peraltro molto minore di quanto atteso, e la crescita dello streaming, il download in termini economici è stato superato dalle vendite di supporti fisici.
Non male per un mezzo nato settant’anni fa e giudicato morto da venticinque.
Non a caso, noi che abbiamo continuato ad amare i solchi graffiati dallo stilo anche negli anni bui, dedichiamo questo numero al mondo dell’analogico.
D’altronde scopo ultimo di questa rivista è servire la musica (non fosse altro che per il fatto che non riuscirei ad immaginare la mia vita senza di essa).
Non sentite anche voi un’aria diversa?
Fatemelo sapere!

…per Giuliana

di Andrea Della Sala

Author: Redazione

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