Editoriale AudioGallery 23

Questo mese, cari amici lettori, voglio aprire con una considerazione sulla nostra rivista.
Già il nome che abbiamo scelto, AudioGallery, credo la dica lunga su cosa ci abbia spinto a crearla.
Siamo un manipolo di appassionati di musica che, però, la amano così tanto da volerla ascoltare al meglio di quanto sia possibile fare nel proprio nido domestico.

Oggi è proprio difficile ascoltarla male. Già con relativamente poco ci si possono regalare delle sane emozioni.
Però la caratteristica della musica registrata è quella di essere, per sua stessa natura costituzionale, un’approssimazione dell’evento musicale originale.
Quindi, scovare elettroniche e diffusori che approssimino sempre meglio, sempre più verosimilmente e sempre più emozionando, la musica vera può essere, e lo è, un viaggio meraviglioso nell’arte e nell’anima. Viene quindi naturale rivolgersi alle fasce alte e altissime del mercato.

Perché vogliamo capire, sperimentare, stabilire dove sia lo stato dell’arte. Chi fra i nostri lettori può ambire a certe elettroniche sarà felice subito di sapere come suonano, valutando di richiederle per ascolti dedicati e, magari, anche l’acquisto. Chi, invece, come me e tanti altri appassionati lettori, deve necessariamente fare quattro conti a fine mese, può mettere da parte le nostre prove per un futuro in cui certe apparecchiature saranno disponibili usate, o anche molto usate, a costi decisamente più abbordabili. Oggi, qui, volevo ringraziare gli importatori, costruttori e distributori italiani che, non senza sforzo, ci hanno aiutato ad avere fra le mani le meravigliose creature audio che riempono da sempre le nostre pagine.

Avere in prova sistemi audio di livello anche estremo è complicato ma grazie alla collaborazione dei tanti operatori appassionati come noi, nonostante il periodo che vive il nostro Paese (in crisi da quando ne ho memoria), possiamo dire che AudioGallery continua a respirare lo stato dell’arte mondiale. Non è poco. Soprattutto per la possibilità che tale privilegio offre come importante corollario: giudicare con più attendibilità e autorevolezza tutto quello che dai sistemi top viene derivato nelle fasce di mercato più accessibili. Cioè quei prodotti con cui poi, di fatto, vengono assemblati il novantacinque per cento degli impianti audio.

Grazie per la vostra attenzione e l’affetto.
Continuate a sostenerci, anche abbonandovi, non vi deluderemo.
Andrea Della Sala

Author: Redazione

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