AudioReview Live 2

Un altro sabato pomeriggio allo Studio 2 del Parco della Musica di Roma, questa volta dedicato alle nuove tecniche di elaborazione del suono e al fascino dei dischi in vinile dell’età dell’oro.

Con una certa emozione ho iniziato il mio intervento, lo scorso 11 gennaio, nel corso del secondo evento, anche questo ad ingresso libero, organizzato da AUDIOreview nello Studio 2 del prestigioso Auditorium Parco della Musica di Roma.

Dopo l’affascinante presentazione svolta da Mario Richard, con sorprendenti dimostrazioni della tecnica di correzione della risposta di un impianto audio in ambiente, toccava a me dimostrare agli intervenuti che si può ascoltare bene la musica che amiamo anche da dischi in vinile che hanno sessanta e più anni.
A onor del vero, di sicuro ausilio in questo compito sono stati l’avere a disposizione un prestigioso impianto audio fornito da Audiogamma (per la cronaca composto da giradischi e preamplificatore fono Pro-ject, preamplificatore Anthem serie STR, finali Rotel RB-1590, diffusori B&W 800 D3), per far suonare i dischi che mi accingevo a proporre al pubblico, e dal vedere che comunque il tema aveva attirato l’attenzione di tanti appassionati, che avevano riempito la capiente sala.

Fin dall’ascolto del primo brano tutti hanno capito e, credo, apprezzato il fatto che l’approccio ai temi proposti da questi incontri è quello di fare delle vere e proprie “chiaccherate” tra appassionati, un po’ come quando ci si trova ad ascoltare musica tra amici audiofili a casa di uno o dell’altro.

Con l’essenziale supporto del direttore di AUDIOreview, che mi ha fatto da “spalla” stimolando la discussione e l’approfondimento di alcuni aspetti, le due ore previste per la durata dell’incontro sono piacevolmente trascorse con l’ascolto dei brani in programma, di cui potete leggere nell’apposito box, e con i tanti interventi degli appassionati, tra i quali ho notato la gradita presenza di numerosi giovani nonché di pubblico femminile.

Lo scopo dell’incontro non era solo quello di far scoprire, o riscoprire, agli intervenuti alcuni dischi in vinile pubblicati da prestigiose etichette discografiche come RCA, Mercury e Decca durante quella che è universalmente nota come “età dell’oro” del disco in vinile, cioè il periodo a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, ma anche stimolare l’interesse a dotarsi di un opportuno giradischi, magari affidandosi ai consigli e alle recensioni di AUDIOreview, e ad avventurarsi nello sterminato mercato dei vinili non solo stampati o ristampati sull’onda della inaspettata e clamorosa rinascita di questo supporto negli ultimi anni e disponibili nei negozi e sulle piattaforme web, ma anche immessi sul mercato quando il vinile era il supporto principe del mercato musicale. Un invito quindi a perlustrare i mercatini e negozi fisici, e i negozi virtuali, fornendo qualche dritta, oltre a quelle già espresse negli articoli della rivista dedicati al collezionismo discografico, per fare qualche buon affare ed evitare piccole o grandi delusioni, sempre in agguato anche in questo settore.

Come dicevo è stato notevole l’interesse dimostrato dai presenti, dato che anche durante l’ascolto dei brani ho raccolto diversi commenti, impressioni e domande, e ancora di più tra l’ascolto di un brano e l’altro.

Tutto ciò ha forse limitato un po’ la descrizione dei brani in programma e degli artisti coinvolti, ma ha altresì favorito la discussione e il confronto fra tutti i presenti, in linea con lo spirito dell’evento.

E così siamo partiti da alcuni dischi storici dell’età dell’oro, e dalle domande e curiosità formulate ed espresse dai presenti su questi, per arrivare ai giorni nostri e ai tanti piccoli dubbi e quesiti che nascono in chi vuole comprare dei vinili e si affaccia al suddetto sterminato mercato: un disco in vinile da cinque euro comprato in un mercatino può suonare bene come uno da cinquanta comprato in negozio? Meglio una prima stampa o una stampa successiva? Meglio le stampe originali o le ristampe? Vale la pena di spendere cifre a due o tre zeri per una prima stampa? E come si riconosce una prima stampa al giorno d’oggi?
Tra il pubblico c’erano anche appassionati esperti, che hanno contribuito in modo costruttivo alla discussione, stimolandola e rafforzandola con la loro esperienza.

Il programma musicale proposto in questo primo evento era dedicato alla Spagna e ai compositori del mondo musicale latino-americano, che tanti capolavori ci hanno regalato nel corso degli ultimi due secoli, e ho cercato di selezionare in quest’ambito dei brani che fossero interessanti dal punto di vista artistico, ma anche capaci di stimolare adeguatamente il grande impianto a disposizione e di poter emozionare gli ascoltatori.

Volendo tirare un bilancio della giornata e dell’evento, questo non può che essere positivo: un viaggio nel tempo, partendo dalle tecnologie più evolute esposte da Mario Richard, a dimostrazione di cosa oggi permettono di fare le tecniche di elaborazione digitale dei segnali, e poi un salto nel passato, nell’età dell’oro del disco in vinile, quando l’avanguardia dell’ascolto della musica in casa era costituita dai leggendari titoli di etichette come RCA, Mercury, Decca.

Il successo dell’evento ci spinge a rinnovare l’esperienza con nuovi appuntamenti, in vista dei quali sarà sicuramente interessante ricevere dai lettori email con consigli, suggerimenti, richieste e anche critiche.

Andrea Bin

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment