Editoriale AudioReview 345

Musica in diretta streaming, una tecnologia nata nel 1881

AudioReview 345

AudioReview 345, luglio-agosto 2013

Fu nell’anno 1881 che Parigi, ancora priva del suo monumento simbolo, ospitò nel Palazzo dell’Industria, sugli Champs-Élysées, una straordinaria “Exposition Internationale d’Electricité”, per mostrare le tecnologie elettriche più avanzate (in anticipo sulla più famosa Esposizione Universale del 1889, in occasione della quale fu costruita la Torre Eiffel).
L’Esposizione Internazionale dell’Elettricità fu un evento davvero memorabile poiché vi furono presentate alcune meraviglie della tecnica di cui ancora oggi si parla, come le “ampolle elettriche” (lampadine) di Thomas Alva Edison, la dinamo di Zénobe Gramme, il telefono di Alexandre Graham Bell, il tram elettrico di Werner von Siemens e persino la prima vettura elettrica di Gustave Trouvé.

In quella stessa occasione fu presentata una singolare invenzione dell’ingegnere francese Clément Ader, definita Théâtrophone, di cui oggi pochi sono a conoscenza ma che vale la pena di approfondire per introdurre il suo più attuale discendente, che potrebbe rivelarsi il vero futuro della riproduzione audio domestica.
Il Théâtrophone era un sistema per trasmettere in tempo reale concerti e spettacoli operistici o di teatro durante la loro esecuzione. Grazie ad un collegamento telefonico via cavo, il pubblico dell’esposizione poteva infatti ascoltare le esecuzioni che si svolgevano all’Opéra di Parigi, a qualche chilometro di distanza. La ripresa veniva effettuata da una serie di microfoni posti attorno al palco e collegati direttamente via cavo con altrettanti auricolari a disposizione del pubblico all’ingresso dell’esposizione.

La cosa più strabiliante è che l’ascolto veniva effettuato con una coppia di auricolari, uno per orecchio, che ricevevano il segnale da microfoni distinti, ricreando in questo modo una riproduzione acustica binaurale. Parliamo di un’epoca che precede di oltre mezzo secolo l’invenzione della stereofonia da parte dell’ingegnere inglese Alan Dower Blumlein.
L’invenzione di Clèment Ader ebbe un certo seguito, con la costituzione della società Théâtrophone i cui servizi rimasero attivi fino al 1932, quando dovettero cedere il passo alla spietata concorrenza della radio e alla crescente diffusione dei grammofoni.

Dopo oltre 130 anni, ecco che si riaffaccia all’orizzonte una versione tecnologicamente aggiornatissima di quello stesso servizio di diffusione diretta dei concerti in tempo reale. All’avanguardia in questo campo c’è questa volta l’orchestra Filarmonica di Berlino, che offre un pregiatissimo servizio di streaming AudioVideo On Demand, per permettere di assistere virtualmente all’intera sua stagione concertistica stando comodamente in casa propria, con il proprio impianto ad alta fedeltà, audio e video; il tutto ad un costo abbordabilissimo (tanto più se si considera che può goderne l’intera famiglia).

È vero che questo servizio dipende anche dalla disponibilità di una linea di trasmissione dati veloce, ma non c’è da dubitare che prima o poi la cosiddetta “banda larga” raggiungerà ogni parte del mondo civile. O vogliamo considerare diversamente l’Italia?
Guardando oltre, c’è da aspettarsi che tutte le grandi orchestre stabili seguiranno l’esempio della Berliner. E perché non dovrebbero fare altrettanto anche le piccole sale da concerto che non possono ospitare grandi folle ma bravi musicisti, anche di generi musicali diversi?
Lascio alla vostra fantasia immaginare come potrebbe svilupparsi questo settore, mentre vi invito a leggere l’ampio servizio di Stefano Corti, che ha visitato ed analizzato per i lettori di AUDIOreview, le strutture tecniche della Berliner.
Buona lettura e buon ascolto.

Mauro Neri

Author: Redazione

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