Editoriale AudioReview 411

Cosa c’è dietro i numeri?

Sono passati tre anni dalla precedente edizione dell’Audioguida e, sempre più sollecitati dalle richieste dei lettori, non potevamo procrastinare oltre la pubblicazione di una panoramica aggiornata dei prodotti audio hi-fi presenti sul mercato italiano.

Prodotti che nel frattempo sono stati ampiamente rinnovati. Possiamo così che oltre il 50% dei componenti illustrati in questa guida costituiscono delle novità rispetto alla precedente edizione. Novità che abbiamo contrassegnato con la scritta “NEW” in colore ciano, la quale evidenzia non solo i prodotti appena immessi sul mercato ma anche quelli introdotti negli anni scorsi e non presenti nella precedente edizione.

Da un confronto diretto delle due pubblicazioni emergono delle risultanze davvero interessanti e tutt’altro che scontate. Basti dire che, mentre il numero degli apparecchi dedicati all’audio analogico è aumentato del 10%, quello dei prodotti espressamente dedicati all’audio digitale risulta complessivamente in calo del 13%. Un dato a prima vista sorprendente ma che si deve soprattutto al minor numero dei lettori di dischi ottici (che in questa guida sono 337 contro i 430 della precedente) e delle unità di conversione (passate da 320 a 272); una diminuzione solo parzialmente compensata dall’aumento del numero dei lettori di rete (streamer, music server, ecc.), che hanno fatto registrare un incremento del 18% rispetto al passato (158 diversi modelli contro i 130 indicati nella vecchia edizione).

Tra i prodotti dell’audio analogico l’incremento maggiore riguarda le macchine giradischi, che ora sono 394, ossia il 12% in più rispetto all’altra edizione dove erano 350; un po’ più numerosi sono anche i fonorivelatori, disponibili in 414 diversi modelli, e tanto più i bracci, passati da 150 a 160 modelli, ma se contiamo anche le versioni di diversa lunghezza dello stesso progetto, allora si arriva a contare 256 prodotti distinti per prestazioni e prezzo.
Numeri ancor più consistenti riguardano l’offerta di amplificazioni, dove con 854 diversi modelli emergono gli amplificatori finali di potenza, seguiti dagli amplificatori integrati, giunti a quota 725, entrambi in incremento rispetto alla passata edizione; stabili sono invece gli amplificatori per cuffie, fermi a 150, mentre calano dell’8% i preamplificatori, scesi da 500 a 460 unità.

Ma la categoria più numerosa è sempre quella dei sistemi di altoparlanti, dove pur avendo escluso i componenti da incasso e quelli espressamente dedicati all’audio-video, siamo a 1.745 prodotti, senza contare le varie versioni estetiche, altrimenti si superano ampiamente i 2000 diffusori di prezzo diverso.

Dal punto di vista dei prezzi, sfogliando le pagine a seguire noterete un incremento impressionante dei prodotti dal prezzo sbalorditivo, e mi riferisco non solo agli apparecchi che costano come un immobile, ovvero decine o centinaia di migliaia di euro, ma anche a quelli sul versante opposto, che costano 1000 volte meno, ovvero poche centinaia o addirittura decine di euro. Ne troviamo più o meno in tutte le categorie: giradischi digitali ed analogici, unità di conversione, amplificatori integrati e diffusori.

Certo, non c’è da aspettarsi le prestazioni dell’audio hi-end né parimenti raffinate costruzioni ed estetiche mozzafiato, ma certamente siamo molto oltre la qualità offerta dagli “apparecchi suonanti” di altri tempi; oggetti che con il giusto realismo venivano definiti “fonovaligie”, “mangiadischi”, “mangiacassette”, e con cui molti degli attuali appassionati di audio hi-fi ed hi-end hanno iniziato il proprio percorso di audiofili. È con molto rispetto, quindi, che ammiro questi prodotti economicissimi e davvero “per tutti”, pensando che possano costituire il primo passo per accostarsi al mondo della musica ben riprodotta.

Archiviato questo numero speciale, atteso da tanti lettori ed operatori del settore, AUDIOreview tornerà nelle edicole a settembre, nella consueta forma e con le consuete rubriche, peraltro potenziate.
Non resta che augurare buona lettura e … buone vacanze a chi ne gode.

Mauro Neri

Author: Redazione

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