Editoriale AUDIOreview 416

2020 un anno impegnativo

7 anni fa, a fine dicembre del 2012, nasceva l’AudioVideoTeam, un gruppo di lavoro deciso a mantenere vivo il patrimonio culturale accumulato in oltre 30 anni di pubblicazioni dalla rivista AUDIOreview e a proseguirne con passione l’attività editoriale, ben conoscendo la materia ma anche la funzione culturale e sociale del proprio lavoro.
Dopo 7 anni possiamo affermare che l’iniziativa ha avuto successo e questo GRAZIE, non finiremo mai di sottolinearlo, al sostegno materiale e morale di voi lettori, tutti, che mensilmente acquistate la rivista e, all’occorrenza, ci stimolate a fare meglio con consigli, idee e critiche costruttive.
Un ringraziamento sentito e convinto, al quale, però, ci piace aggiungere dei fatti concreti.
In tempi in cui tanti parlano di crisi dell’editoria, in particolare di quella stampata, credo sia giunto il momento di cambiare marcia e di rendere ancora più diretto e collaborativo il rapporto con i nostri lettori.
Non intendo fare grandi proclami che poi sarebbe difficile concretizzare; viceversa vorrei porre in atto un piano di lavoro che ci porti gradualmente, a piccoli passi ma in modo decisivo, verso una sempre maggiore funzionalità della rivista, a cominciare da una più facile e generalizzata comprensione dei nostri test di laboratorio. Anche per tornare ad evidenziarne a dovere la correlazione con le prestazioni d’ascolto.
A questo scopo contiamo di affrontare regolarmente le diverse tipologie di prodotti e le relative misure, illustrandole in modo da renderle ancora più fruibili, così come ci hanno chiesto molti lettori incontrati nelle varie mostre di settore in giro per l’Italia.
Non vi nascondo però che questo è solo il primo passo e che il mio obiettivo è più ambizioso. Se è vero, infatti, che le misure sono importanti perché forniscono, se condotte ed interpretate a dovere, informazioni oggettive e quantitative attendibili in merito alla qualità del suono riprodotto, non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo fondamentale della riproduzione audio musicale, ovvero il piacere d’ascolto.
Questo sembrerebbe arduo da misurare, ma in realtà è possibile.
In questi casi una valutazione quantitativa si può ottenere in base a rilevazioni statistiche, raccogliendo le impressioni soggettive fornite da più ascoltatori.
Per farlo basterebbe istituire dei gruppi d’ascolto a cui sottoporre i prodotti in prova secondo delle precise procedure.
La nostra redazione può contare su un buon numero di collaboratori da coinvolgere nelle sedute d’ascolto, e questa potrebbe essere una prima soluzione, non troppo difficile da praticare; ma l’idea che più mi affascina è quella di reclutare tra voi lettori degli “intenditori” con il compito di esprimere le proprie valutazioni, seguendo dei criteri opportunamente codificati.
Di sicuro vanno risolti molti aspetti pratici, primo fra tutti dove e come svolgere le sedute d’ascolto.
I luoghi naturalmente deputati credo siano le sale d’ascolto dei negozi di hi-fi. Occorre quindi selezionare dei centri di riferimento sul territorio nazionale dove poter eseguire gli ascolti, in piccoli gruppi o anche in modo indipendente.
Qui mi fermo perché probabilmente sto correndo un po’ troppo ma i modi per coinvolgere i lettori non mancano. Come abbiamo cominciato a fare in occasione del primo evento AUDIOreview Live, svoltosi all’Auditorium di Roma Parco della Musica, del quale potete leggere a pagina 10 di questa stessa rivista.
Quel che è certo, da parte nostra siamo sempre pronti a spendere ogni nostra energia per produrre una rivista meritevole di essere acquistata, letta e conservata nel tempo.
Una rivista che punta ad offrire contenuti originali che difficilmente potreste reperire altrove.
Questo è l’obiettivo che AUDIOreview ha sempre perseguito e tuttora persegue l’attuale gruppo di lavoro, con l’intento di fare sempre meglio anche in questo nuovissimo anno 2020.

Buona lettura e buon ascolto a tutti.
Mauro Neri

Author: Redazione

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