Editoriale AudioReview 417

Cambiamenti epocali

Ultimamente ha fatto grande scalpore la notizia della chiusura, nei prossimi mesi, dei 119 negozi Bose presenti in Nord America, Europa, Giappone e Australia. Questo, afferma Colette Burke, Vice Presidente della Bose Corporation, a causa del crescente slittamento del mercato -in quelle aree- verso l’acquisto online. I prodotti Bose, in realtà, saranno ancora disponibili nei negozi generici della grande distribuzione oltre che nel commercio online, pertanto la scelta strategica dell’azienda americana conferma semplicemente quello che gli appassionati di audio ad alta fedeltà già sanno da tempo, ovvero che i prodotti Bose sono studiati per soddisfare la richiesta del mercato consumer e non certo per la nicchia degli intenditori audiofili, al di là dell’invidiabile immagine di alta qualità che il marchio è riuscito a costruirsi presso il grande pubblico meno esperto.

Di segno opposto è invece la scelta del Vervent Audio Group, il fondo di investimenti francese che controlla il marchio Focal e lo specialista britannico delle elettroniche Naim Audio. Forte anche delle maggiori capacità di investimento garantite dal fondo lussemburghese Alpha Private Equity Funds, il gruppo francese ha avviato il lancio di una rete globale di negozi definita “Focal Powered by Naim”. Il primo negozio fisico è stato aperto la scorsa estate nella capitale sudcoreana, Seul, seguito più recentemente da “La Boutique du Son”, che ha aperto le sue porte in Francia, a Lione. Il prossimo negozio è previsto negli Stati Uniti, a Scottsdale, vicino a Phoenix, in Arizona. Nella strategia di Christophe Sicaud, CEO di Vervent Audio Group, questo è solo l’inizio di un programma di sviluppo che vedrà una rete di “concept store” in grado di dare accesso a un’offerta audio di prestigio, basata sui prodotti Focal e Naim Audio, la cui qualità, nel campo dei sistemi di altoparlanti e delle elettroniche hi-fi, è ben nota ed apprezzata dagli esperti audio di tutto il mondo.

Per quanto apparentemente contrastanti, queste due notizie confermano in realtà la tendenza del mercato a polarizzarsi sempre più verso due segmenti opposti: da una parte quello dei prodotti a basso prezzo, che per essere competitivi al massimo tagliano via tutti i costi possibili e immaginabili, quindi anche quelli della rete distributiva, indirizzando i consumatori all’acquisto online. Dall’altra parte, invece, abbiamo i prodotti di alta gamma, che tendono ad essere sempre più esclusivi e costosi, ed il cui acquisto non può prescindere dal servizio di un centro specializzato in grado di far conoscere e di valorizzarne la qualità, fornendo ogni assistenza correlata.

Una polarizzazione del mercato che svuota e penalizza la fascia intermedia della produzione audio hifi, quella fatta di apparecchi di buona resa e tradizionalmente caratterizzati da un buon rapporto prestazioni/prezzo, che dovendo fare i conti con un mercato in contrazione e con i costi della filiera distributiva ripartiti su un minor numero di pezzi, risultano sempre meno attraenti rispetto ai prodotti consumer acquistabili in rete. D’altra parte se è vero che la rincorsa ai prezzi più bassi dovrebbe condurre ad un ampliamento del mercato verso chi ha minore capacità di spesa, è altrettanto vero che, alle estreme conseguenze, comporta di fatto un abbassamento generalizzato della qualità. In pratica si determina un maggior consumo di prodotti di bassa qualità mentre sarebbe auspicabile una maggiore diffusione dei prodotti di migliore qualità. Si attiva così una spirale involutiva il cui limite inferiore dipende in larga misura dalla capacità dei consumatori di apprezzare la qualità dei prodotti e quindi il valore del loro acquisto.

Qui entra in ballo l’importanza di far conoscere e di promuovere la cultura del buon ascolto e quindi l’utilità del nostro lavoro e delle nostre pubblicazioni. Un compito che ovviamente passa anche attraverso una maggiore fruibilità della nostra rivista, tema a cui accennavo già nell’editoriale del mese scorso con esplicito riferimento ai nostri test di laboratorio, per tornare ad evidenziarne l’unicità e la correlazione con le prestazioni d’ascolto. Passando dagli annunci ai fatti, ecco che su questa stessa rivista potete trovare il primo articolo di una serie che si propone di ripassare i concetti base e le modalità di esecuzione e di interpretazione delle misure, ma soprattutto di illustrare come e quanto le misure pubblicate sono correlate con l’ascolto.

Al contempo stiamo lavorando per definire uno schema di presentazione delle prove d’ascolto modulato in base alle valutazioni di più ascoltatori. Pensiamo ad una tabella con commenti e voti su parametri prestabiliti. È un lavoro che richiede ancora un po’ di tempo ma si spera che possa vedere presto la luce sulle pagine della rivista. Nel frattempo siamo andati avanti con gli incontri AUDIOreview Live, sempre nei locali dell’auditorium di Roma, Parco della Musica, ed abbiamo iniziato a pubblicare online dei brevi video, ancora a livello sperimentale. Il contatto diretto con i lettori è per noi sempre foriero di idee e di spunti per migliorare e ne avremo modo anche nelle prossime manifestazioni fieristiche, due delle quali sono già in programma per il mese di marzo, ovvero il Gran Galà dell’Alta Fedeltà (14-15 marzo allo Sheraton 3 Parco de’ Medici a Roma) e il Milano Hi-Fidelity 2020 (28-29 marzo al Melià Hotel del Capoluogo lombardo). Sarà l’occasione per fare il punto con i lettori che vorranno dire la loro, ma al contempo attendiamo le vostre osservazioni scritte, per l’apposita sezione della posta, ultimamente poco vivace.

Buona lettura e buon ascolto

Mauro Neri

Author: Redazione

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