Editoriale AudioReview 438

Un 2022 tutto da godere

Vola via con il 2021 un altro anno tormentato dalla pandemia ma decisamente più produttivo del precedente. Bankitalia indica infatti un incremento del prodotto interno lordo nazionale del +6,3%, a conferma di una sostanziosa ripresa delle attività economiche.

Ma ancora migliori sono i dati relativi al mercato discografico italiano, cresciuto secondo FIMI, l’associazione confindustriale di settore, di oltre il 34% nei primi sei mesi del 2021. Come c’era da aspettarsi, la crescita è trainata dallo streaming, che registra un incremento del 41%, legato soprattutto agli abbonamenti premium, i quali valgono ben 67,7 milioni di euro, contro i 14 milioni dello streaming video musicale (in crescita comunque del 47,7%) ed i 15,8 milioni dello streaming gratuito supportato da pubblicità, calato del 17,6%.

Diminuiscono anche le vendite di musica in download (-25,6%), il cui giro di affari è sceso a 2,6 milioni, superato anche dal mercato delle sincronizzazioni (l’abbinamento di musica con audiovisivi pubblicitari, cinematografici o altro) che nel primo semestre 2021 ha raggiunto un fatturato di 4,3 milioni di euro, con una crescita del 34%.

Ma il dato più significativo è quello delle vendite dei supporti fisici, il cui valore complessivo si attesta sui 24,1 milioni di euro (19% del mercato totale) contro gli 11,7 milioni del corrispondente primo semestre dell’anno scorso (13% del mercato totale, fisico+digitale).

Questo dato riflette senz’altro i problemi di distribuzione e di accesso del periodo di lockdown del 2020, tuttavia fa scalpore non tanto la crescita di oltre il 52% delle vendite dei CD, con un fatturato semestrale di 10,8 milioni di euro, quanto l’incremento del 189% delle vendite dei dischi in vinile, che hanno raggiunto il valore di 12,57 milioni, scavalcando decisamente il CD. Si consolida pertanto il successo del disco in vinile, che non può essere considerato una moda passeggera.

Tra i settori di nostro interesse, una netta ripresa si è percepita anche nel mercato dei prodotti audio di qualità. Tutti gli operatori che ho potuto consultare mi hanno riferito di un anno assolutamente positivo e che avrebbe potuto dare risultati ancora migliori se non si fosse manifestata una drammatica carenza di forniture da parte dei costruttori.

Ordini inevasi e prodotti consegnati con il contagocce un po’ su tutti i fronti hanno fortemente frenato le vendite nel settore dell’elettronica di consumo come in altri ambiti più ricchi e importanti, a partire dal settore automobilistico, dove si registrano liste di attesa anche di 10 mesi per la consegna di un’auto nuova. Nel nostro settore, un esempio eclatante è dato dai diffusori Bowers & Wilkins della nuova serie 800 D4, annunciata ad agosto ma ancora irreperibile sul mercato per la totale carenza di fornitura da parte del produttore.

La difficoltà di reperire componenti si riflette anche nelle nostre prove, dove da tempo diamo la caccia ad alcuni apparecchi che reputiamo interessanti ma che risultano difficilissimi da reperire, pur trattandosi di prodotti di marchi popolarissimi come Yamaha, NAD, Thorens… tanto per citarne alcuni. D’altra parte se è così difficile acquistarli che senso ha recensirli?

La carenza di materie prime e di semiconduttori, ed in particolare di alcuni microprocessori, viene indicata come la causa principale dei ritardi nelle consegne. In più si registra un aumento consistente dei costi delle materie prime, come pure dell’energia e dei trasporti. Questo si traduce in un aumento dei prezzi in cascata e in una ripresa dell’inflazione.

Anche il prezzo della carta per la stampa è cresciuto in modo consistente ma da parte nostra cerchiamo, finché possibile, di non aumentare il prezzo di vendita delle riviste; viceversa, abbiamo colto l’occasione per offrire l’abbonamento in formato digitale, che non risente di questi incrementi di prezzo ma consente addirittura un risparmio.

Abbiamo infatti fissato in 69 euro annuali il prezzo dell’abbonamento integrato AUDIOreview + AudioGallery, che può iniziare dal mese di gennaio del nuovo anno e da questa stessa rivista. Riteniamo quindi di poter affrontare con serenità anche questo 2022, che si raccomanda di pronunciare sempre tutto d’un fiato: “Duemilaventidue”, affinché non possa malauguratamente trasformarsi in un “Duemilaventi – due”!

Buon anno e tanta musica da godere con i nostri impianti audio (e video) hi-fi all’insegna del buon ascolto!

Mauro Neri

Author: Mauro Neri

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