Editoriale AudioReview 461

Competenze

Non passa giorno che qualcuno, amico, conoscente o lettore, mi chieda consigli su come sentire meglio la musica. Che non vuol dire consigli su cosa comprare. Vuol dire proprio su come migliorare il proprio modo di sentire la musica. A casa, in auto, in cuffia o in studio. La musica è ovviamente al centro di ogni idea e ragionamento che viene fatto sugli apparecchi per riprodurla.

Siamo nel 2024 e ormai bisogna adeguarsi al fatto che ogni interlocutore, alla mia prima considerazione, o domanda, sul genere di musica, sull’ambiente, sulle aspettative, reagisca con frasi del tipo: “ma io su internet ho visto che…”. D’accordo, è impossibile pensare che oggi chi voglia acquistare qualcosa non passi attraverso una fase esplorativa sul web. Per l’evoluzione dalla “radiolina”, o anche da ciò che è presente in casa, compreso l’impianto hi-fi di cui papà è tanto geloso, è così. Attraverso il web ci si fa una prima idea su cosa aspettarsi, in termini di architettura dell’impianto, di configurazione, di costi. Una prima idea – e non è solo un problema del mondo hi-fi – che potrebbe essere estremamente fuorviante rispetto alle aspettative. Così come difficile, e forse ancor più, è approfondire. L’unico vantaggio, ma bisogna stare ben attenti, è che si può spuntare qualche buon prezzo. Tanto più quanto economica è la fascia del prodotto di cui stiamo parlando. Ma la domanda che spiazza i più lontani dal mondo hi-fi è… ma tu cosa ascolti? Può cadere in ogni momento della conversazione e l’effetto sorpresa è lo stesso. A meno di non trovarsi davanti ad un musicofilo “puro”, che però tende subito a mettere i puntini sulle “i” con generi e sottogeneri. Insomma, una fatica… Se poi a chiedere consigli sono gli appassionati di musica riprodotta, c’è un ulteriore protocollo da stabilire, in fondo niente di inconsueto: si parla una volta a testa e si ascolta una volta a testa. Già, perché di solito l’appassionato chiede, ma ascolta poco. E soprattutto è sorpreso da un consiglio: hai provato a chiedere ad uno specialista hi-fi? Una figura che sembra essere lontana dal mondo degli acquisti on-line (e di fatto lo è), lontana dalle grandi superfici che condividono bianco e bruno, come si diceva una volta, e dai bazar (reali e virtuali) pieni di cineserie.

Non è un guru, un sapiente, un saggio. È molto più vicino al moderno consulente, un personaggio che cerca di capire le esigenze dell’interlocutore e lo accompagna verso una soluzione destinata a soddisfarlo. Magari lo trovi ancora circondato da scaffali ricchi di apparecchi ma oltre ai prodotti, che inevitabilmente conosce e sa come gestire, offre servizi e soluzioni, quasi sempre su misura e che quindi tengono conto dell’ambiente di ascolto, pronti anche a migliorarlo, se necessario. È sempre meno solo. È circondato da uno staff di collaboratori in grado di approfondire i diversi moderni aspetti della riproduzione della musica. Esperti di acustica ambientale, di programmazione di reti di distribuzione, ma anche in grado di mettere a punto televisori o videoproiettori (dall’audio all’audio/video il passo è breve). Oppure in grado di spiegare come fare a connettere lo streamer ai servizi di musica online, ottimizzando parametri ed interfacce con altri apparecchi ma conoscendo anche iscrizioni e costi. Per poi giungere, nei casi più complessi, a proporre l’ausilio di architetti e maestranze specializzate in lavori edili ed elettrici. E sempre di più, i negozi sono diventati, nel frattempo, showroom, dove avere anche il giusto ambiente per poter comprendere le proposte dello specialista. Che sia un modo per migliorare l’ascolto della musica chiesta ad Alexa, che sia un consiglio sulla testina MC con relativo step-up di un impianto da vero audiofilo, un vero specialista hi-fi ha abbastanza esperienza per un consiglio o per una soluzione. O semplicemente per mostrare una alternativa alle possibili… alternative.

Insomma vale sempre la pena recarsi in uno degli show-room, magari durante uno degli eventi che spesso vengono organizzati per presentare prodotti o tecnologie, per poter fare domande e soddisfare le proprie curiosità. Sì, d’accordo, lo specialista proporrà certi prodotti e non altri, certe soluzioni e non altre. Ma accanto ad essi proporrà un servizio, cosa che, sinora, nessun “venditore di scatole” fa. Sono tanti gli apparecchi, gli interfacciamenti, le combinazioni, possibili ed impossibili, tentate e riuscite negli anni da chi ogni giorno ne vede (e ne sente) di nuove. Questa esperienza è tutta a disposizione di chi chiede. E di chi si affida alle cure degli specialisti hi-fi per ottenere risultati e per approfondire quegli argomenti che infiammano la nostra passione. Magari con altri appassionati. O magari con gli specialisti stessi o qualcuno del loro staff, preparati e pronti ad approfondire i mille aspetti che un impianto per riprodurre musica in ambienti sempre diversi comporta e le competenze necessarie, da parte degli specialisti, che occorrono per gestirli.

A proposito di approfondimenti, questo fascicolo di AUDIOreview premia chi vuole capire cosa c’è dietro il pannello di un ampli, il telaio di un lettore, il mobile di un diffusore. Specie se ci poniamo al cospetto di prodotti ed argomenti estremamente intriganti. Essere parte di una associazione mondiale di riviste, l’EISA, ci dà la possibilità di un confronto (dall’interno) con le altre pubblicazioni di ogni parte del mondo e nessuna, ma proprio nessuna, è in grado di fare le pulci ad un amplificatore così come il nostro Direttore Tecnico, attraverso il nostro laboratorio, è stato in grado di fare con l’ampli integrato Soulnote, di cui peraltro non abbiamo ricevuto alcuna documentazione tecnica al di là di quella di pubblico dominio presente sul sito del costruttore, o di mettere in campo un team di autorevoli firme per raccontare tecnica, audio e video dell’attesissimo Magnetar UDP900. E nessuna rivista è in grado di offrire ai propri lettori un livello di divulgazione tanto rigoroso quanto fruibile quale quello messo in campo da Francesco Sorino e Francesco Romani nei loro articoli dedicati a subwoofer e segnali. Per giungere poi al Progetto con la “P” maiuscola, quello del Libertango Phono Stage, ancora una proposta unica al mondo, destinato a rimanere nella storia e nel cuore dei più ferventi ed evoluti autocostruttori e analogisti per finire con un mondo di musica. E di altri interessanti argomenti ed apparecchi, questi ultimi un po’ meno del solito. Ma di questo ci faremo perdonare…
Rocco Patriarca

Author: Redazione

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