Editoriale AudioReview 418

#iorestoacasa… e ascolto musica

L’editoriale del numero scorso si chiudeva con l’auspicio di poter incontrare tanti lettori alle manifestazioni in programma nel mese di marzo, sia a Roma che a Milano. Non serve qui rammentare come l’emergenza legata alla diffusione del COVID-19 abbia comportato la sospensione di fiere ed eventi non solo a livello nazionale, e quindi l’annullamento dell’edizione romana del Gran Galà dell’Alta Fedeltà e del Milano hi-fidelity, ma anche a livello internazionale, con la cancellazione di quella che è notoriamente considerata la più importante mostra mondiale dell’audio ad alta fedeltà, ossia l’High End di Monaco di Baviera. Una vera iattura per il mercato dell’audio hifi ed in particolare per le aziende produttrici italiane, gran parte delle quali si sostengono grazie soprattutto all’export e che in quell’occasione sono solite esibire le loro novità di prodotto ai clienti di tutto il mondo.

Inutile rammentare come l’emergenza in atto comporti evidenti sacrifici a tutti i cittadini e richieda un sostanziale cambio delle abitudini al fine di rallentare la diffusione del virus. Un obiettivo che gli epidemiologi ci dicono raggiungibile a condizione, tra l’altro, di ridurre al minimo i contatti diretti con estranei e quindi trascorrendo entro le mura domestiche gran parte del proprio tempo libero.
Da inguaribile ottimista sono abituato a vedere l’aspetto positivo di ogni cosa, ed anche in questa situazione, pur difficile e complessa, mi viene da pensare che tante persone costrette a rimanere in casa avranno più tempo da dedicare all’ascolto della musica (e alla visione di film), fonte inesauribile di salutari e positive emozioni, che diventano tanto più godibili se mediate da un impianto audio (e video) di adeguata qualità.

Prendo quindi spunto dall’hashtag #iorestoincasa che alcuni personaggi dello spettacolo hanno lanciato per contribuire a frenare il contagio, invitando anche noi a trascorrere il proprio tempo libero in casa, ascoltando buona musica, possibilmente riprodotta con impianti ad alta fedeltà.

E qui mi riaggancio alla mail del lettore Massimo Viviani (singolare l’omonimia con l’ombroso barista dei romanzi di Marco Malvaldi), riportata nella Posta dei lettori di questo mese. Per dotarsi di un impianto audio non serve spendere necessariamente cifre esorbitanti.
Oggi il mercato offre una tale varietà di prodotti da poter soddisfare le esigenze di tutte le tasche e con un livello qualitativo superiore rispetto ad in ogni altra epoca del passato nella storia dell’alta fedeltà. Forse proprio questa è una delle ragioni per cui i prodotti più prestigiosi dell’audio high-end hanno raggiunto prezzi da mercato immobiliare. Si suppone, infatti, che per ottenere prestazioni anche poco più elevate occorra uno sforzo economico impensabile in altri tempi.

Da parte nostra, sulle pagine di AUDIOreview, abbiamo sempre dato spazio a prodotti di ogni fascia di prezzo, per cui, anche su questo stesso numero è possibile trovare dalle “cuffiette” da 99 euro alle elettroniche da oltre 10.000 euro, nonché vari altri prodotti di costo intermedio che non serve qui elencare.

In ultima analisi, però, quello che più conta ai fini di una buona resa musicale dell’impianto audio, non è tanto il valore assoluto dei prodotti (e tanto meno il loro costo) quanto la capacità di assemblarli bene tra di loro e con l’ambiente. Questo è il motivo per cui nelle pagine della rivista diamo molto spazio anche ad articoli tecnici, che servono proprio per comprendere come funziona l’impianto audio e come ottenere le migliori prestazioni possibili.

Buona lettura e buon ascolto!

Mauro Neri

Author: Redazione

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