ACS AudioCarStereo 224, aprile-maggio 2019

Di ritorno da Salisburgo, chiuso nello stretto abitacolo di un aereo e isolato da una troppo efficace cuffia antirumore, dopo un week-end intenso e ricco di accadimenti, mi si affollano nella mente immagini che si sovrappongono, suoni e voci di persone, auto, impianti e mille sensazioni diverse.

La passione per l’audio in auto non è solo un modo di vivere la musica, non è solo un modo di essere appassionati di acustica, tecnologia. E non è solo una sfida contro l’ostile ambiente dell’abitacolo dell’auto, da “piegare” a furia di studi, insonorizzazione, posizionamenti, misure, tarature.

È anche vivere l’auto, è anche la soddisfazione di un viaggio di ritorno da una gara, da un raduno, da quello che è un vero e proprio appuntamento con colleghi ed amici.

Sento quel pizzico d’invidia per chi, al volante della propria vettura, si sta dirigendo da Salisburgo verso il proprio paese. Ascoltando il frutto del proprio lavoro. Senza quella tensione che precede la gara, senza quella fretta di arrivare che segna il viaggio di andata. È forse una delle pochissime volte in cui ci si immerge nella musica, dimenticando bassi e alti, scena ed immagine, il campione e il campionato.

Le voci, gli umori, le sensazioni intense dei giorni di gara sono come ovattate, già avviate verso il posto dove si conservano i ricordi. Voci e volti, ore trascorse nelle auto ad ascoltare, tra gli stand per cercare di capire tecnologie e prodotti, a scambiare pareri ed esperienze, a vivere una festa in cui tutti sono amici, che ridono e scherzano, cantano e ballano, i russi con gli ucraini, i tedeschi con gli inglesi e gli italiani… con tutti. E tante cose che ci si è ripromessi di fare una volta tornati a casa, con la consapevolezza che, nel cuore e nella mente, c’è qualcosa in più rispetto a quando si è partiti.

L’aereo fila sopra le nuvole. Penso ai tanti, splendidi prodotti che ho visto negli stand e ai commenti ascoltati tra gli appassionati, tra cui ci sono anche operatori del settore, agenti, distributori, installatori. Prodotti che, grazie all’autorevolezza che la rivista ha conquistato nel corso degli anni, vedremo presto sulle nostre pagine, ammirati e “torchiati” come solo noi sappiamo fare.

I nuovi DSP sono favolosi. Vanno a creare un nuovo livello di qualità per impianti estremamente raffinati. E se abbiamo visto diversi sistemi di altoparlanti “esoterici”, forse manca all’appello qualche amplificatore “giusto” per completare l’impianto da sogno. Sono altrettanto straordinari i passi avanti fatti per dotare le auto di sistemi bensuonanti rimanendo nell’ambito delle predisposizioni, così come sono tanti gli sforzi per creare accessori, adattatori, convertitori che permettano di soddisfare anche chi, pur appassionato, abbia l’esigenza di non modificare le strutture della propria auto.

La rincorsa per sfidare su un terreno ostico le scelte delle case automobilistiche, che sempre più a fondo integrano i sistemi di entertainment con le strutture di bordo della vettura, è sempre più feroce. È fatta di sfide successive e progressive, miranti ad offrire soluzioni che permettono un ascolto migliore, una espandibilità dei sistemi di bordo ed una capacità di non rimanere bloccati alle sole funzionalità offerte al momento dell’acquisto.

“Il comandante ha iniziato la sua discesa…”. Sono sui cieli d’Italia e mi sento anche orgoglioso degli italiani protagonisti dello show di Salisburgo. Delle aziende che fanno mille sforzi per essere presenti, con progetti, prodotti e per esportare non solo la forza del Made in Italy scritta su qualche etichetta, ma anche il nostro entusiasmo e la nostra voglia di essere amici di tutti. È uno spettacolo vedere i partecipanti che, con altrettanto entusiasmo, si avvicinano agli stand. Che siano semplici visitatori, professionisti dell’installazione o probabili o consolidati importatori di paesi vicini ma anche lontani o lontanissimi (Cile, Argentina, Vietnam, Malesia sono abbastanza lontani?), arrivano vogliosi di conoscere novità e strategie sui prodotti e componenti che dall’Italia finiscono in tutto il mondo.

Lo steward mi richiama. Devo chiudere il computer con cui sto scrivendo. Stiamo atterrando. Mi rimane nella mente l’ascolto della Picasso di Marco e Luigi, un ascolto denso di significati che vanno ben oltre le pur eccellenti prestazioni. Ho trovato dentro quell’auto l’anima di una passione, della voglia di fare, di progettare e realizzare l’avventura della propria vita, a dispetto di tutto ciò che la vita ci pone davanti. Un valore comune a molti altri impianti, equipaggi e aziende, che fanno della musica, e della passione di riprodurla in auto, una splendida avventura.

Sì, penso proprio che CarMedia World di Salisburgo sia stato un grande successo…

Rocco Patriarca

Author: Redazione

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