AudioGallery 16, maggio-giugno 2019

Cari amici lettori,
questo numero esce nei giorni, febbrili, che precedono la kermesse di Monaco di Baviera.
Mi chiedo spesso cosa sia che ci porta ad essere così sensibili alle apparecchiature audio…
Sarà stato lo zio con la collezione d’arie della Callas ascoltate sul suo polveroso Thorens d’antan?
Le casse a tromba del cinema sotto casa?
O le copertine delle riviste specializzate? (che, nel mio caso, hanno creato un autentico mostro interiore…)

Non lo so.
E forse siamo troppo pochi nel mondo perché qualche scienziato si occupi di noi e tenti di spiegare cosa ci prende quando davanti a un preamplificatore, un giradischi o un DAC sentiamo tremolare le gambe.
È perché immaginiamo quanto ancora potrebbe avvicinarci alla musica rispetto a ciò che abbiamo già o forse ne bramiamo il possesso solo per poter soddisfare il desiderio di… possederlo?

Cosa fareste se non aveste un limite di spesa e se poteste dedicare tutta la vita solo alla musica?
Io, beh, io che ho la malattia dell’hi-fi all’ultimo stadio (il decimo, quello a prognosi infausta), ho un sogno ricorrente che riempie le mie notti. Acquisto una tenuta da qualche parte in Umbria, in Trentino o in Puglia (ma accetto suggerimenti), dove ricavo almeno quindici sale d’ascolto, fra quadri, arazzi, mobili d’epoca e pareti infarcite di dischi (dischi a sfascio).
Per metterci gli impianti più entusiasmanti che abbia ascoltato in tutta la mia storia di appassionato

Al piano inferiore una cantina con la sezione dedicata ai distillati da prima della prima Guerra a oggi e quella dei Vini dalla A alla Z. Un po’ più in la, il grande tavolo conviviale davanti al camino a grandezza d’uomo. Camere da letto con moquette
molto pelosa (fa tanto chic), profumi realizzati su commissione, colazione in veranda con il té nero di Sayama e prosciutto di Norcia (ma accetto suggerimenti).

E lì ospito gli appassionati, tutti, da ogni angolo del mondo, per ascoltare insieme la Grande Musica e le storie delle loro vite.

L’alta fedeltà sarà anche un qualcosa di superfluo, ma per me coincide in maniera decisamente preoccupante con lo stesso concetto di vita.
E di sogno.
Perché la vita cos’è se non un viaggio fra le emozioni?

Nel rinnovare l’appuntamento in edicola per il prossimo super numero di AudioGallery dedicato al digitale, spero di vedervi di persona al Monaco High End.

Andrea della Sala

Author: Redazione

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