Editoriale AudioReview 359

--Buoni propositi

Anno nuovo, tempo di bilanci e di buoni propositi. Lasciamo ad altri i soliti piagnistei sulla recessione, la crisi economica, dell’editoria e dell’elettronica di consumo, e guardiamo al nuovo anno con la volontà di costruire qualcosa di positivo per il settore in cui operiamo.

Per quanto riguarda AUDIOREVIEW vogliamo e possiamo rassicurare che sussistono tutte le premesse per continuare a far uscire regolarmente la rivista entro la prima decade di ogni mese, così come è avvenuto dal maggio scorso in poi, quando la gestione è passata all’AudioVideoTeam.

È questa una cooperativa di lavoratori che, ci teniamo a precisarlo, non usufruisce di alcuna sovvenzione all’editoria o altro contributo statale, ed è forse meglio così, perché i buoni risultati dell’attuale gestione si basano su qualcosa di cui possiamo essere ben più fieri e orgogliosi, ossia il forte sostegno di tutti voi lettori che mensilmente comprate la rivista in edicola.

Grazie, grazie, venticinquemila volte grazie! Certo, questo risultato dipende anche dalla qualità dei contenuti che andiamo a pubblicare, ed è proprio per questo che siamo sempre alla ricerca di innovazioni e spunti tesi a migliorare la rivista e a far crescere il numero dei lettori.

A proposito di contenuti, si conclude in questo numero la monografia in due puntate dedicata ai differenti modi, e differenti risultati, con cui è possibile ottenere un segnale audio musicale DSD da utilizzare per la produzione  di Super Audio CD o da distribuire direttamente online, come file con estensione .dsf oppure .dff. Nella prima puntata i nostri ricercatori, Fabrizio Montanucci e Francesco Romani, hanno esposto i termini teorici del problema e analizzato praticamente tutti i modulatori sigma-delta commerciali disponibili, in termini di rumore e distorsione residua, osservando (ma “scoprendo” sarebbe forse il termine più adatto) che sotto questo importante profilo le prestazioni variano enormemente: di fatto si va da livelli di rumore/distorsione peggiori di quelli del formato CD fino a valori migliori di quelli ottenibili con segnali PCM a 24 bit. Questo mese il focus è sulla risposta in frequenza e sul rumore in assenza di segnale, e anche qui sono state trovate differenze importanti e insospettabili. Ma soprattutto sono stati analizzati dei segnali DSD reali, ottenuti da produzioni su Super Audio CD di rango audiofilo, per cercare di capire  quale modulatore era stato utilizzato (e quindi quali fossero i limiti tecnologici della registrazione) e anche a quali elaborazioni fosse stato sottoposto il segnale in sede di realizzazione del master digitale di studio. A parte l’esito interessantissimo di queste analisi, vogliamo semplicemente annotare che ciò è stato l’equivalente del lancio di un sasso in uno stagno pressoché intatto da sempre. Quanti sono gli appassionati di alta fedeltà che sanno qualcosa di come sono state trattate le registrazioni dei loro preziosi album preferiti? Che magari spendono molte migliaia di euro per avere i migliori DAC disponibili, e poi non sanno di ascoltare musica che è stata ottenuta con un modulatore da meno di 90 dB? Oppure che aborrono le conversioni con “cambio di famiglia” (quelle dei 48 e dei 44.1 kHz) e però non si rendono conto che molti dei loro Super Audio CD sono stati ottenuti lavorando con banchi di regia che operavano in PCM a 48 kHz?

Tornando ai buoni propositi, alcuni dei nostri lettori ci segnalano che a volte la lettura di questi articoli è difficile. Ovviamente abbiamo sempre cercato (e ancor più lo faremo in futuro) di renderli fruibili per tutti, separando, per quanto possibile, la matematica dalla descrizione qualitativa di quel che viene discusso. Crediamo però che le conclusioni siano sempre state chiare, e soprattutto con risvolti estremamente pratici e concreti: leggere per credere.

Tra i buoni propositi, questa volta con riferimento al sito internet www.audioreview.it – qualcuno se n’è già accorto, anche se finora non abbiamo minimamente pubblicizzato l’iniziativa – abbiamo cominciato a mettere a disposizione di tutti, gratuitamente, i più importanti articoli della ormai ultratrentennale storia di AUDIOREVIEW.

Soprattutto quelli legati all’attività di ricerca, e continueremo a farlo seguendo un percorso legato sia alla rilevanza che alla data di pubblicazione (i più recenti per primi). Torneremo presto su questo argomento, nel frattempo invitiamo tutti gli interessati ad entrare nel “menù” tecnica del nostro sito, in cui è ad esempio già disponibile l’intera monografia dedicata al “current drive”, assolutamente attuale nonostante i quasi vent’anni passati dalla sua pubblicazione.

Vi sono descritte le tre tecnologie originali sviluppate dai nostri tecnici, due delle quali applicabili con grande facilità e assolutamente alla portata anche dei mezzi di qualsiasi appassionato di autocostruzione.

Dio volendo, nel corso del 2015 saranno quindi pubblicati 12 numeri di AUDIOREVIEW e 6 numeri di Digital Video HT, che uscirà con cadenza bimestrale, integrata dentro questa stessa rivista.

Confidando nel continuo supporto di voi lettori, e a nome della redazione intera, auguriamo a tutti un 2015 con tanta buona musica ad altissima fedeltà.

Mauro Neri

Author: Mauro Neri

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