Editoriale di AudioReview 354

Caro renato, già ci manchi…

AR354Il 25 luglio 2014, nelle ore che precedono il giorno, si è spento il nostro caro Renato Giussani.
Credo che tutti gli appassionati italiani di alta fedeltà, ed in particolare i lettori di questa rivista, conoscano la sua fama di progettista di sistemi di altoparlanti e la sua firma di redattore tecnico.

Il nome di Renato Giussani compare sulla copertina del primo numero di AUDIOreview, tra coloro che hanno contribuito alla nascita della rivista.
L’ultimo testo a sua firma risale all’aprile scorso, ma stava già preparando un nuovo articolo sulla capacità dell’orecchio umano a percepire variazioni di frazioni di decibel. Un paio di mesi fa mi aveva comunicato che stava facendo degli accertamenti clinici a causa di irregolarità nelle analisi del sangue. Non sembrava una cosa tanto grave. Successivamente il figlio Marco, che si occupa della Giussani Research, l’azienda recentemente fondata per dare corpo alle idee e ai progetti di Renato nel campo dei diffusori acustici, mi aveva contattato per preannunciare un importante evento che si sarebbe svolto il 6 settembre: la presentazione del sistema NPS-1000 Insignis, il progetto più impegnativo ed avanzato di suo padre. Su AUDIOreview del mese scorso c’è infatti un annuncio di questo evento. Dopo l’uscita della rivista, Marco Giussani mi ha ricontattato per comunicarmi il rinvio dell’evento a data da definirsi, visto lo stato di salute del padre.
Poi, pochi giorni dopo, l’irreparabile.

Era l’estate del 1974 quando, ragazzino neodiplomato perito industriale, cominciai la mia collaborazione con Edizioni Suono, dove Renato Giussani, allora direttore tecnico di “Stereoplay”, mi insegnò ad eseguire le prime misure con i nuovissimi strumenti Bruel & Kiaer.
Nel 1979, quando Renato lasciò la redazione per occuparsi dell’Ufficio Ricerca e Sviluppo dell’ESB SpA, non passò molto tempo che lo affiancai nei laboratori di Aprilia, dove lui progettava ed io testavo i prototipi. In poco più di due anni l’azienda sfornò decine di nuovi modelli di diffusori acustici, tra cui la prestigiosa Serie 7.
Gli anni ’80 e ’90 ci hanno visto ancora insieme, questa volta sulle pagine di AUDIOreview, di cui lui era anche uno degli editori, come socio della casa editrice Technimedia.
Nella prima metà degli anni ’90, all’apice del successo, Renato decise di spaziare in altri campi con una propria casa editrice e per diversi anni si è distaccato dal nostro settore. Ma la passione e la memoria di tanti successi in campo audio lo hanno riportato ai suoi amati altoparlanti. Con instancabile energia ha quindi costruito un proprio sito internet, conducendone personalmente l’annesso forum di discussione; ha realizzato una serie di progetti di diffusori acustici che ha messo a disposizione degli appassionati di autocostruzione; poi ha dato vita al brand che porta il suo nome, affiancando il figlio Marco alla guida della Giussani Research.
L’ultima sua firma su AUDIOreview compare sul numero 350, dove in occasione della prova delle sue Delta Butterfly One esprime il suo punto di vista come progettista. Ma un articolo ben più ampio sulla sua filosofia di progetto è pubblicato su AUDIOreview n.339.

Renato Giussani

Renato Giussani

Da Renato Giussani ho imparato tante cose, ma soprattutto l’importanza di esprimere con parole semplici concetti anche difficili, affinché tutti possano comprenderli. A questo principio era ispirata la rivista Stereoplay, quando Renato si occupava della sua direzione tecnica.
Gli anni passano ma certi principi basilari credo siano tuttora validi, tanto che, volendo celebrare degnamente i 40 anni della mia attività in questo settore, avevo deciso già da tempo di realizzare un numero celebrativo della rivista che per prima, nell’ottobre del 1974, ha visto pubblicato un articolo a mia firma. Di questo progetto avevo informato Renato Giussani, che si era subito dichiarato entusiasta dell’idea e mi aveva offerto tutto il suo appoggio. Ora ho un motivo in più per realizzare questo mio progetto: un’edizione davvero speciale di “Stereoplay:  40 anni di alta fedeltà”. Per ora non ho altro da comunicare, se non che il lavoro da fare è ancora moltissimo, ma se ci seguirete sul prossimo numero potrete saperne di più.
Buona lettura e buon ascolto
Mauro Neri

Author: Redazione

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