Editoriale AudioReview 442

Non solo in medio stat virtus

Abbiamo introdotto questo test nel 2006 e in 16 anni di pratica abbiamo constatato molte volte che quella di Total Noise Distortion è la singola misura maggiormente legata alla qualità dell’ascolto percepito. In varie occasioni è capitato di osservare sistemi di altoparlanti con un’ottima TND, soprattutto in gamma acuta ma in qualche caso anche sulle ottave inferiori. Mai, però, era finora accaduto che un diffusore riuscisse a mettere in crisi il sistema di misura grazie ad un residuo distorto talmente basso da scendere sotto la base del grafico, ovvero quel livello di 0,03% che pensavamo fosse un limite invalicabile per un altoparlante. Bowers & Wilkins invece c’è riuscita grazie ad un trasduttore che, se già era universalmente apprezzato prima, nella nuova release entra di diritto nella leggenda.

La TND a 90 dB medi degli 802 D4 dovrebbe parlare chiaro anche per chi con le misure è poco o nulla avvezzo: tra 600 e 1000 Hz la curva scende sotto i -70 dB. E, in tutta l’area coperta dal midrange, quella che chiamiamo TND – e che in termini intuitivi è la “sporcizia” prodotta dalle imperfezioni degli altoparlanti quando sollecitati da un segnale complesso non meno della musica – è di 60 dB inferiore al segnale. Come dire che tra segnale elettrico applicato ai morsetti e pressione acustica generata nell’ambiente l’errore non supera una parte su mille.

A fronte di un risultato tanto eclatante può essere interessante vedere come sia stato possibile arrivare a quantificare una distorsione così bassa. Sappiamo (chi non lo sapesse può andare sul nostro sito, che da anni ospita i due articoli di presentazione) che la TND è l’unica misura di distorsione non-lineare dei diffusori che non richiede un rilevamento anecoico del segnale. Però pretende una condizione che non è strettamente necessaria con le misure di distorsione armonica: un ambiente perfettamente silenzioso ed una strumentazione di misura che non aggiunga nulla rispetto al rumore ambientale, altrimenti i terzi d’ottava di rumore “vuoti” verrebbero riempiti da segnali spuri che non c’entrano con la distorsione del sistema sotto misura.

Per questo motivo la procedura automatizzata rileva dapprima il rumore ambientale, ed al termine di ogni fase di misura (ce ne sono quattro) visualizza sia lo spettro del segnale sia quello del rumore, in modo che l’operatore possa valutare se tra rumore e segnale sussista sempre un dislivello sufficiente ed eventualmente adottare una strategia per raggiungere questo obiettivo. Fino ad oggi, al massimo, era stato necessario avvicinare un po’ il microfono di misura per avere più segnale a parità di rumore.

Quando però sul monitor sono apparsi i grafici di Figura A è risultato chiaro che in gamma media, pur trovando un residuo appena superiore allo 0,1%, la distorsione del diffusore era decisamente più bassa del rumore ambientale. Stavolta non è bastato ottimizzare la posizione del microfono bensì è stato necessario eseguire TND separate in campo vicino per ogni trasduttore e poi, alla luce del contributo di ognuno alla risposta totale, è stato possibile ricostruire la TND complessiva che riportiamo nell’apposito quadro misure del diffusore in prova. Una prestazione così eccellente in gamma media rischia di oscurare il fatto che anche in gamma bassa ed acuta l’esito è notevole. A 90 dB di pressione media la sezione woofer presenta una TND tra le più basse di sempre. Alla fine comunque la domanda è sempre una e inevitabile: tutto questo trova correlazione con l’ascolto?
Perbacco…
Fabrizio Montanucci

TND 90 High A
Figura A. Due dei grafici di controllo della validità del test di TND che il computer presenta al termine di ognuna delle quattro tornate di cui si compone la misura. In blu lo spettro della pressione prodotta a 90 dB di pressione media ad 1 metro, in rosso il rumore di misura, di origine fondamentalmente ambientale. Con il microfono in posizione standard la TND in gamma media era talmente contenuta da confondersi con il rumore ambientale.

Author: Redazione

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