Sonus Faber Electa Bi-Wiring

Sonus Faber Electa Bi-Wiring recensite su AudioReview 61 nel maggio 1987

Sonus Faber Electa Bi-Wiring recensite su AudioReview 61 nel maggio 1987

La Sonus Faber di Monteviale (VI) è una azienda che rappresenta un caso più unico che raro nel panorama dei costruttori di hi-fi italiani. Controcorrente rispetto alla moda anglofila imperante, la Sonus Faber cerca da sempre un significativo aggancio alle radici (profondamente italiane) dell’artigianato di qualità, anche attraverso la scelta dei nomi dei suoi prodotti, per i quali usa fin dagli inizi il Latino.

Cresciuta, nonostante l’impostazione originale che dimostra una classe ed una sensibilità molto rare nel panorama hi-fi italiano, a dimensioni di un certo rilievo sul nostro mercato è ora in procinto di sviluppare una distribuzione all’estero, a partire dalla esportazione in Inghilterra iniziata proprio con la Electa.

La via scelta dal costruttore delle Electa, ormai diversi anni fa, è molto simile a quella seguita anche dagli ormai numerosi ed importanti costruttori stranieri che, nati con prodotti esoterici costruiti in quantitativi ridottissimi, hanno poi espanso la loro attività a dimensioni industriali mano a mano che estendevano la distribuzione ad un mercato internazionale sempre più ampio.

Nel caso della Sonus Faber, la crescita della realtà produttiva e commerciale non ha assolutamente comportato una diminuzione dell’impegno sul fronte del la qualità e della dedizione alla buona musica e al bello che la ha sempre con traddistinta, e la estensione della distribuzione ai mercati esteri è l’ultimo più tangibile riconoscimento di quanto possa essere pagante, soprattutto per un costruttore italiano, seguire una simile politica aziendale.

 

La rete di cross over della Sonus Faber Electa Bi- Wiring adotta un filtraggio del terz' ordine. La cella del tweeter incor pora anche una resistenza di valo re elevato in pa rallelo al tweeter, con funzioni smorzanti.

La rete di crossover della Sonus Faber Electa Bi-Wiring adotta un filtraggio del terz’ ordine. La cella del tweeter incorpora anche una resistenza di valore elevato in parallelo al tweeter, con funzioni smorzanti.

La Electa Bi-Wiring

La cassa acustica della Sonus Faber che fino ad oggi ha avuto più diffusione è senza dubbio la Parva, che in latino significa «piccola» e che ancora oggi non ha smesso di mietere successi. Poi è stata la volta della Minima, che è il superlativo di parva e significa «la più piccola» ed oggi siamo giunti alla Electa che sta per «eletta, scelta», ovvero selezionata dal gruppo per un compito particolare, che originariamente era quello di esprimere al massimo livello le doti della Parva, mentre ora potremmo augurarci che sia proprio quello di permettere la espansione della Sonus Faber sui mercati esteri. A proposito, Sonus Faber significa letteralmente «Suono ben lavorato», rifinito con cura.

ia implementazione pratica delfiltro è piuttosto originale. Il montaggio è su una piastra fissa ta ad un pannello di sostegno che chiude ilforo rotondo ricavato sulla faccia posteriore del mo bile, ma il tutto è poi ben bloccato con resina epossidica allo scopo di evitare qualsiasi vibrazio ne spuria. Le bobine utilizzano nuclei in lamierini e in polvere di ferro (di atta qualità); i con densatori sono tutti a poliestere.

ia implementazione pratica delfiltro è piuttosto originale. Il montaggio è su una piastra fissa ta ad un pannello di sostegno che chiude ilforo rotondo ricavato sulla faccia posteriore del mobile, ma il tutto è poi ben bloccato con resina epossidica allo scopo di evitare qualsiasi vibrazione spuria. Le bobine utilizzano nuclei in lamierini e in polvere di ferro (di atta qualità); i con densatori sono tutti a poliestere.

La Electa viene offerta in tre versioni che differiscono per la finitura o per soluzioni tecniche di contorno: versione base in legno di noce massello, Bi-Wiring (in noce), Black (in medite rivestita con polysil nero). I prezzi delle diverse versioni differiscono un poco e vanno dal 1.200.000 lire delle Black al 1.400.000 della versione base, al 1.540.000 lire del la Bi-Wiring. La versione in prova è la Bi-Wiring che, stavolta in inglese, significa che può essere collegata con due cavi, utilizzando una bi-amplificazione che alimenti separatamente la via alta e la via bassa del sistema, filtrate dalle rispettive celle del crossover passivo interno. Con la coppia di casse all’acquirente vie ne consegnato anche un pieghevole con le caratteristiche della Electa, della Minima e dell’originalissimo amplificatore integrato con mobile in legno massello ed alimentazione separata cui è stato imposto il nome Quid. Il corredo di documentazione comprende anche un grafico di risposta in frequenza che dimostra l’avvenuto collaudo ed un foglio con le indicazioni per il collegamento in bi-amplificazione.

La Electa Bi-Wiring è dotata di due coppie di morsetti, normalmente collegate fra loro da due ponticelli metallici dorati, che portano il segnale direttamente al filtro del woofer ed a quello del tweeter. È così possibile adottare una configurazione pilotaggio che preveda uno stadio di potenza separato per ciascuna via, che, qualora, le caratteristiche degli alto parlanti e del filtro siano scelte in maniera opportuna, ottiene di richiedere ai finali una corrente di picco inferiore rispetto alla configurazione convenzionale.

Dal punto di vista di un eventuale raggiungimento dei limiti di massima tensione erogabile dal finale, la biamplificazione con crossover passivo dopo il finale stesso non presenta differenze rispetto all’amplificazione singola, dato che ciascuno dei due finali sarà comunque chiamato ad amplificare l’intero segnale musicale. Ciò che cambia è invece la corrente che, a causa di quella tensione, scorrerà nei finali e nel carico. Questa dipende sia dalla tensione applicata al carico che dalla impedenza di quest’ultimo, che, nel caso delle due vie separate, sulla banda di frequenze relativa alla via affidata all’altro finale avrà un modulo altissimo. Si deve però notare che in quella stessa banda di frequenze le caratteristiche del carico divengono gradualmente sempre più reattive, da cui la conseguenza che la biamplificazione con crossover passivo offre reali vantaggi senza presentare controindicazioni solo nel caso di sistemi aventi un modulo dell’impedenza molto alto, come in effetti avviene per la Electa.

Il woofer da 17 cm è costruito dalla danese Dynaudio esclusivamente per la Sonus Faber. Lo sviluppo del componente è avvenuto infatti grazie ad una stretta collaborazione fra le due aziende ed ha condotto alla realizzazione di un trasduttore unico: il profilo del cono in polipro pilene è a doppia «S», il cestello è di tipo aerodinamico smontabile e la bobina mobile è avvol ta su un supporto di alluminio del ragguardevole diametro di 50 mm.

Il woofer da 17 cm è costruito dalla danese Dynaudio esclusivamente per la Sonus Faber. Lo sviluppo del componente è avvenuto infatti grazie ad una stretta collaborazione fra le due aziende ed ha condotto alla realizzazione di un trasduttore unico: il profilo del cono in polipropilene è a doppia «S», il cestello è di tipo aerodinamico smontabile e la bobina mobile è avvolta su un supporto di alluminio del ragguardevole diametro di 50 mm.

Non vorremmo però dare l’impressione che le particolarità di questo sistema Sonus Faber si esauriscano nella possibilità di essere biamplificato.

Per cominciare, il mobile della Electa è costruito in noce massello da 32 min di spessore. Ogni parete è composta da quattro tavole, unite fra loro alla maniera della migliore tradizione artigiana, per scongiurare eventuali movimenti del legno nel tempo. Il mid-woofer è il risultato di una lunga messa a punto effettuata in collaborazione con la Dynaudio e volta alla ricerca della massima riduzione degli effetti negativi dell’ineliminabile (e utile quando sfruttato a dovere) break-up del cono. Fra gli altri parametri ottimizzati in modo particolare contestualmente alla fase di messa a punto del cono, il costruttore cita la tenuta in potenza, che garantisce la possibilità di pilotare la Electa con alte potenze medie per tempi lunghi senza dover soffrire danni al trasduttore. Da notare, per finire, la originale struttura del cestello (in fotografia), che consente di variarne facilmente l’altezza durante le fasi di messa a punto del cono e della bobina mobile (da ben 50 mm di diametro!) e minimizza le riflessioni del segnale emesso posteriormente.

Il tweeter è l’ottimo D-28 Dynaudio, cui sono state apportate alcune varianti per adattarlo al meglio all’attuale progetto; il montaggio è effettuato in una fresatura
del pannello frontale che consente una distanza minima dal centro acustico di emissione del woofer, a tutto vantaggio delle caratteristiche di dispersione. Il pannello frontale è rivestito con un foglio di polysil nero che ne smorza ulteriormente le già contenutissime risonanze ed espleta efficaci funzioni di guarnizione.

A lato del tweeter si trova l’apertura del condotto di accordo reflex, leggermente smorzata con un cilindro di spugna a trama larghissima.

L’effetto di questo smorzatore è modesto, ma può essere utile per consentire una regolazione dell’emissione in gamma bassa tale da adattare la risposta al meglio alle caratteristiche della partico lare installazione in ambiente. Il crossover è realizzato con componentistica di pregio, controllata a tolleranze ristrettissime e montata con cura e quindi fissata a dovere con una colata di resina.

// mobile della Electa B-W è il risultato di una accurata lavorazione artigianale. Il materiale dominante è noce massello nazionale da 32 mm di spessore e ciascun pannello laterale è otte nuto dall'accoppiamento ad incastro di quattro tavole. Il pannello frontale e il posteriore sono invece in medite (truciolare speciale ad alta densità) ampiamente lavorati difresa per consenti re il montaggio ottimale di tutte le parti funzionali. In particolare, la fresatura del foro del tweeter consente il montaggio di quest'ultimo sotto al cestello del woofer per ridurre la distan za fra i centri acustici dei due trasduttori, mentre ilforo del woofer è lavorato a cono per elimi nare le riflessioni sullo spessore del pannello.

// mobile della Electa B-W è il risultato di una accurata lavorazione artigianale. Il materiale dominante è noce massello nazionale da 32 mm di spessore e ciascun pannello laterale è ottenuto dall’accoppiamento ad incastro di quattro tavole. Il pannello frontale e il posteriore sono invece in medite (truciolare speciale ad alta densità) ampiamente lavorati difresa per consenti re il montaggio ottimale di tutte le parti funzionali. In particolare, la fresatura del foro del tweeter consente il montaggio di quest’ultimo sotto al cestello del woofer per ridurre la distanza fra i centri acustici dei due trasduttori, mentre il foro del woofer è lavorato a cono per eliminare le riflessioni sullo spessore del pannello.

La sensibilità delle Electa è su livelli medio-bassi, con 84,7 dB in camera anecoica e 85 dB in ambiente. Ricordiamo che fra i due dati, per quanto numericamente simili per motivi del tutto casuali, non vi è alcun collegamento. La rilevazione in camera anecoica avviene ad un metro di fronte ad un solo diffusore ed il segnale misurato è esclusivamente campo diretto, mentre in ambiente funzionano due diffusori contemporaneamente, ciascuno alimentato da un diverso generatore di
rumore rosa, ed il microfono è a 2,5 metri di distanza. Inoltre il segnale misurato è composto in questo caso sia dal campo diretto che da quello riflesso e riverberato dalle pareti dell’ambiente.

La risposta in frequenza in ambiente è stata misurata con le casse vicine alla parete frontale e sollevate su basi alte 90 cm, come al solito per far sì che il microfono «veda» le casse dalla stessa direzione scelta per le rilevazioni in camera anecoica.

L’andamento è tendenzialmente decrescente, e presenta una discontinuità di livello a 1600 Hz, con un calo medio di circa 4 dB. Il grafico n. 2, che riporta l’emissione in ambiente dei due sistemi separatamente, mostra una ottima dispersione su tutta la gamma media fino a 10 kHz; a 12,5 kHz l’attenuazione per emissione a 30° è di circa 3 dB, mentre a 16 kHz è di 6 dB.

Dal grafico n. 3 si scopre che il livello generato in ambiente dal woofer e dal tweeter alle frequenze adiacenti all’incrocio è sorprendentemente costante: la transizione woofer tweeter avviene praticamente senza discontinuità.

Il grafico n. 4 mostra una distorsione per differenza di frequenze molto contenuta, con valori inferiori allo 0,3% su tutta la gamma di misura, tranne un aumento allo 0,6% fra i 2000 ed i 3000 Hz ed uno strettissimo picco allo stesso valore a 15 kHz. La distorsione di seconda armonica, a parte un 1,8% a 120 Hz ed uno 0,7% sopra ai 10 kHz è anch’essa sempre inferiore allo 0,3% e per un buon tratto allo 0,2%. La terza armonica è inferiore allo 0,8% sulla gamma del woofer fra i 90 e 1500 Hz, mentre scende a valori inferiori allo 0,3% dai 1600 Hz in su. Alle basse frequenze la terza armonica (per un livello medio di emissione di 90 dB) sale in vece fino al 3% ed oltre: 3% a 70 Hz e 4% dai 55 ai 30 Hz.

Le misure della Sonus Faber Electa Bi-Wiring

Le misure della Sonus Faber Electa Bi-Wiring

L’impedenza ha un modulo molto alto, con minimi relativi di 8 ohm a 40 Hz, 7 ohm a 180 Hz e 14 ohm a 10 kHz. La fase dell’impedenza ha rotazioni comprese entro +50 – 36 gradi. Le Electa dovrebbero essere un carico molto facile per qualsiasi amplificatore.

Maximum Input Level e Maximum Output Level hanno andamenti regolari che dimostrano l’assenza di problemi particolari, a parte una certa difficoltà ad emettere ad alto livello alle frequenze sotto ai 60 Hz (come già evidenziato dal l’andamento della distorsione di terza armonica). Peraltro, a 80 Hz sono già raggiunti i 97 dB e a 100 Hz i 100.9 dB, mentre i 110 dB sono superati dai 320 Hz, con un risultato di tutto rispetto per un due vie con woofer da 17 cm. Time Energy buona e smorzamento veloce.

// tratto esterno del tubo di accordo reflex della Electa è smorzato da un cilindro di spugna a celle aperte molto grandi. Estraendolo si ottiene di esaltare leggermente l'estremo inferiore della risposta; la differenza fra le due condizioni può essere sfruttata per ottimizzare la timbrica in fun zione della installazione. Il grafico riporta la misura effettuata nelle due condizioni.

Il tratto esterno del tubo di accordo reflex della Electa è smorzato da un cilindro di spugna a celle aperte molto grandi. Estraendolo si ottiene di esaltare leggermente l’estremo inferiore della risposta; la differenza fra le due condizioni può essere sfruttata per ottimizzare la timbrica in funzione della installazione. Il grafico riporta la misura effettuata nelle due condizioni.

Renato Giussani

 

L’ascolto

La seduta inizia estraendo le Electa dagli imballi, e fin dal primo contatto si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad oggetti del tutto atipici nel panorama dei diffusori acustici hi-fi. L’imballo è doppio, con ciascuna cassa protetta da una busta di plastica e da una scatola di cartone sospesa a qualche centimetro dal cartone comune esterno attraverso dei blocchi di polistirolo con funzioni ammortizzanti.

Il peso, la finitura superficiale e la cura dei particolari delle Electa conferisce loro una attrattiva che le accomuna più a gioielli da arredamento di alta classe che a prodotti tecnologici e, mentre comincia ad insinuarsi il sospetto che un tale aspetto serva a plagiare gli ascoltatori meno esperti, viene spontaneo di trattarle con una cura che più spesso ci è sconosciuta. Qui si deve notare che i morsetti Sonus Faber sono di rara qualità, ma poco adatti alla configurazione doppia adottata su queste casse. La coppia dell’ingresso della via alta è collegata a quella della via bassa per tramite di due piastrine dorate, che vengono serrate correttamente dai morsetti solo se i cavi sono dotati di terminazioni a forcella, dato che l’eventuale inserimento nei fori dei morsetti di cavi non terminati non consente il serraggio delle piastrine.

Per il collegamento al Denon POA-2200, pilotato dal CD player professionale Meridian attraverso il nostro «pre passivo», utilizziamo quindi, senza incontrare alcun problema, una coppia di cavi speciali terminati con forcelle di buone dimensioni.

Installiamo poi le casse ad una certa distanza dalla parete frontale (circa 1,5 metri), appoggiandole su due supporti in metallo della Linn, utilizzati molto spesso durante le prove di ascolto degli ultimi mesi. Il primo disco che mettiamo nel cassetto del giradischi è la produzione B&W di Christopher Hogwood che dirige The Academy of The Ancient Music, e la sensazione fornita dalle Electa è immediatamente di eccezionale musicalità: la piacevolezza d’ascolto inizia con la prima nota e, come vedremo, praticamente finirà solo con l’ultima. Ascoltando al livello giusto per ricreare la intensità acustica naturale la sensazione di trovarsi di fronte al gruppo di musicisti è tale che la prova ha richiesto molto più tempo del solito: ho dovuto riascoltare molti brani più volte perché semplice mente mi dimenticavo di prendere appunti per ascoltare la musica.

Le occasioni che ho avuto fino ad oggi di fare capire dalle pagine di AUDIOreview che un sistema di altoparlanti era stato in grado di fare vibrare quelle corde interne che preludono ad un innamoramento, sono state veramente poche. Più spesso in passato per siste mi di costo e pretese di massimo livello, mentre di recente gli incontri fortunati si sono susseguiti con più frequenza: evidentemente ormai sono in molti ad avere capito come si progetta una cassa acustica. La Electa però appartiene ad una classe a parte. A prestazioni misurabili molto buone, ma non tali da fare gridare al miracolo, contrappone un suono che soggettivamente è obbligatorio dichiarare veramente eccezionale. Anzitutto la capacità di permettere la risoluzione dei più minuti dettagli della trama musicale senza costringere ad un ascolto affaticante, che anzi le Electa sono a mio avviso i sistemi più riposanti che conosco: ho potuto ascoltare brani musicali che adoro, ma che da tempo non riuscivo più a gustare per la fatica indotta da quasi tutti i sistemi che mi era capitato di provare. La gamma alta è precisa, estesa, rifinitissima; la gamma media è pulita, neutrale, priva di qualsiasi risonanza o coda sonora; la gamma bassa è morbida ma prontissima. L’unico appunto che si potrebbe fare alle Electa è forse proprio una leggera carenza di sensazione di potenza dell’estremo inferiore, che a volte appare quasi limitato, ma il piacere di ascolto non ne viene intaccato che in misura ridottissima. Insomma, penso che il resoconto dell’ascolto delle Electa possa anche finire qui, rischierei solo di ripetermi. Quello che vorrei invece dire a conclusione di questa prova è che l’aver scoperto un suono di questa levatura in sistemi dotati dell’aspetto delle Electa, mi ha fatto pensare a certe creature che la Natura ha voluto privilegiare con una bellissima voce in un corpo da sogno. Questa volta però non si tratta di un frutto della natura, bensì dell’ingegno italiano, che ogni giorno che passa si dimostra capace di raggiungere livelli sempre più esaltanti anche in alta fedeltà.
Renato Giussani

 

/ morsetti, alloggiati in una convenzionale vaschetta posteriore ricavata nello spessore del pannello, sono costruiti appositamente per la Sonus Faber e placcati d'oro. La cop pia superiore è l'ingresso della via che ali menta il tweeter, mentre quella inferiore fa capo al woofer.

I morsetti, alloggiati in una convenzionale vaschetta posteriore ricavata nello spessore del pannello, sono costruiti appositamente per la Sonus Faber e placcati d’oro. La coppia superiore è l’ingresso della via che alimenta il tweeter, mentre quella inferiore fa capo al woofer.

Costruttore: Sonus Faber Lab. s.a.s.
Distributore per l’Italia: Sonus Faber.
Prezzo: L. 1.540.000 la coppia, IVA compresa.
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Electa Bi-Wiring. Sistema a due vie, biamplificabile con crossover passivo interno.
  • Tipo: bass-reflex.
  • Altoparlanti: mid-woofer da 180 mm, con cono in polipropilene; tweeter a cupola morbida da 28 mm, con ferrofluido.
  • Impedenza nominale: 8 ohm.
  • Efficienza: 88 dB.
  • Potenza installatole: da 20 a 300 watt.
  • Risposta in frequenza: 50-20.000 Hz ±3 dB.
  • Dimensioni: 270 x 380 x 240 mm.
  • Peso: 12 kg.
  • Costruzione: legno di noce italiano naturale, massello..

da AUDIOreview n. 61 maggio 1987

Autore: Redazione

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