Il numero di dicembre di AUDIOreview si apre con un editoriale dedicato all’edizione 2025 del Milano Hi-Fidelity, appuntamento che ha ribadito la vitalità del settore e l’energia della nostra comunità. Seguono attualità, prove tecniche, approfondimenti e rubriche musicali che completano un numero ricco e articolato.
Di seguito trovate l’editoriale completo e il sommario del fascicolo.
Voglia di hi-fi e voglia di crescita
Se c’era bisogno di una conferma, la 34ª edizione del Milano Hi-Fidelity – andata in scena l’11 e 12 ottobre al Meliá – ha mostrato con chiarezza quanto l’attenzione verso l’hi-fi sia ancora solida e coinvolgente. Spazi espositivi al completo e una folla come non si vedeva da tempo, hanno reso l’idea di un settore capace di attrarre molti appassionati e professionisti dell’audio, ma anche non pochi giovani curiosi. Un’edizione vivace, fatta di iniziative, dimostrazioni, ascolti guidati e tanti prodotti da valutare. Entusiasmante e tutta da scoprire per gli appassionati alla prima visita, l’Hi-Fidelity ha confermato, in generale, la tendenza degli espositori a tornare negli spazi occupati nelle edizioni precedenti; anche perché conoscendone già il comportamento acustico possono tenerne conto per ottimizzare la resa dei componenti in dimostrazione. Pochi, quindi, i cambiamenti di postazione e molte le conferme. Tra le più attese, la grande sala AudioGamma al primo piano, che anche quest’anno ha offerto un programma musicale di eccellenza, a cura di Marco Fullone, basato su remastering di capolavori del passato. Frequentatissima anche la grande sala di LP Audio, con vari impianti in dimostrazione, così come il sempre curato spazio AudioPlus, al piano -1, dove due nuove sale ospitavano Tecnofuturo con Hi-Fi Milano e MPI con Il Tempio del Suono.
Dal punto di vista dei contenuti, l’edizione 2025 ha offerto un panorama ampio e rappresentativo: l’analogico continua a esercitare fascino, con giradischi e qualche registratore a bobine, anche se la maggioranza degli espositori ha scelto la via dello streaming in alta risoluzione. Qobuz è stato il protagonista quasi ovunque, rendendo più semplice proporre ascolti mirati e richieste del pubblico. Non tutte le sale hanno però espresso al meglio il potenziale dei sistemi esposti, talvolta per scelte poco adatte agli ambienti, altre per l’eccessivo “scambio di opinioni” tra operatori e pubblico durante gli ascolti o per la mutua interferenza tra salette attigue.
A proposito di commenti, quelli colti durante la manifestazione sono come sempre vari e non di rado contraddittori. Ad esempio: “Si sente sempre la solita musica” o “Usano brani sconosciuti”… “Gli impianti non vengono presentati e quindi non sappiamo cosa stia suonando” oppure “Troppe chiacchiere e poca musica”. La pluralità delle opinioni fa parte del gioco e le critiche, anche quelle contraddittorie, testimoniano comunque un coinvolgimento autentico.
Non meno importante il ruolo che l’evento milanese ricopre da sempre nell’offrire musica su supporti fisici agli appassionati. Spazi ancora più ampi sono stati infatti dedicati a etichette discografiche, più o meno “audiophile”, e a proposte di un usato ricco e di interesse collezionistico.
Come già successo a Roma un anno fa, anche a Milano abbiamo registrato una sovrapposizione di appuntamenti dedicati all’hi-fi. Il Milano Hi-Fidelity ed il Gran Galà dell’Alta Fedeltà sono stati organizzati nello stesso week-end, in zona Lotto il primo, in zona Rho Fiera il secondo. Non esattamente vicini. Come già affermato nel commento alle edizioni romane, non importa chi tra gli organizzatori abbia fatto, o avrebbe potuto fare, qualcosa per evitare la coincidenza. È importante però ricordare come non ci siano state aziende che hanno scelto di esporre in tutte e due le manifestazioni, come è importante sottolineare che entrambi gli eventi, pur con le diverse impostazioni e proporzioni, siano stati al limite dell’occupazione degli spazi messi a disposizione dalle strutture che li ospitavano e come entrambi abbiano avuto comunque il loro (folto) pubblico. Anzi, probabilmente chi ha tratto più giovamento da questa situazione è proprio quella parte di pubblico che ha colto l’occasione per visitare entrambe le manifestazioni, grazie anche al traffico ridotto del week-end. Forse valeva la pena che qualcuno, anche un terzo attore, offrisse un servizio navetta, magari aggiungendo altre iniziative “fuori salone”, tipo quella proposta da Hi-Fi Milano a Sesto San Giovanni nella serata del sabato, in modo da “fare sistema” e vivacizzare ulteriormente il week-end dell’hi-fi a Milano, trasformandolo in un appuntamento ancora più attrattivo per il pubblico e per il mercato.
Rocco Patriarca
Nel numero di dicembre (AR 481 / 2025)
Audio Community
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Editoriale – Voglia di hi-fi e voglia di crescita
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Posta dei lettori
Attualità
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Milano Hi-Fidelity 2025 – luci, suoni e tendenze della nuova edizione.
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Audio Video Show 2025 – L’entusiasmo di Varsavia.
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Idee per i regali di Natale – selezione tra hi-fi e musica.
Audio Creativo
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Audio & Intelligenza Artificiale – come l’AI ridisegna l’esperienza d’ascolto.
Prove
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Dan Clark Audio Noire X – Cuffia magnetoplanare.
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Musical Fidelity M8x Vinyl – Preamplificatore fono.
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Shanling SM1.3 – Streamer/DAC/amp per cuffie.
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Arcam SA45 – Integrato con streamer e DAC.
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Accuphase E-700 – Classe A con eleganza.
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Audiovector QR 5 SE – Sistema da pavimento a 3 vie.
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DALI Kupid – Diffusori da stand.
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TCL 75C7K – TV QD-Mini LED 4K HDR.
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Philips 65OLED+950 – OLED 4K da 65″.
Audio Costruzione
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Restauro di un diffusore storico – Parte III.
Audio Antiquarius
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Dunlavy Audio Labs SC-IIIA – Diffusori “senza scadenza”.
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Elac FS 507.2 Concentro – 4 vie di sostanza.
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La Splasc(H) Records – L’angolo del collezionista.
Audiophile Alerts
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Santa Cecilia… per audiofili – Parte II
Musica
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Kiss – Plaster Caster (Le canzoni raccontate)
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Editoriale Musica: Di dischi, di scimmie e di altre stranezze
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Classica – Disco del mese
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Jazz – Disco del mese
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Vinile – Kevin Ayers
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Rock/Pop – Rufus Wainwright – Disco del mese
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Speciali: Spot e Teca