Di seguito l’editoriale completo del numero e una sintesi dei contenuti pubblicati. Un riferimento rapido ai temi affrontati in questo numero di AudioReview.
Critici audio o semplici appassionati?
Oggi più che mai, nell’oceano di recensioni, commenti e video disponibili in rete, il confine tra opinione personale e critica competente appare sempre più sfumato. Eppure, una differenza esiste.
È indubbio che qualunque appassionato di alta fedeltà sia in grado di esprimere valutazioni sul suono di un impianto o di un singolo componente e che, grazie alla diffusione dei mezzi di comunicazione digitali, tali giudizi trovino oggi un’eco immediata e potenzialmente vastissima. La questione diventa allora se vi sia una reale distinzione tra queste opinioni e quelle formulate da un recensore esperto e qualificato. Al di là della maggiore o minore abilità nel descrivere le proprie sensazioni d’ascolto, la differenza sostanziale risiede, a mio avviso, nella capacità di comprendere a fondo le caratteristiche intrinseche di ciascun prodotto. Caratteristiche che possono anche non incontrare il gusto personale, ma che un vero critico audio sa riconoscere, contestualizzare e valutare per ciò che realmente sono. Un semplice appassionato, al contrario, è più facilmente portato a esprimere giudizi tranchant, positivi o negativi, basandosi prevalentemente sulle proprie preferenze soggettive.
Un esempio concreto è offerto dalla prova della cuffia Yamaha YH-4000, pubblicata su questo stesso numero. Si tratta di un modello di alto livello, caratterizzato da una gamma bassa generosa e molto presente, capace di offrire un ascolto particolarmente coinvolgente con alcuni generi musicali – dalle colonne sonore cinematografiche al pop, dal jazz alla musica classica – purché a volumi moderati. Una valutazione condotta esclusivamente a livelli di ascolto elevati, dove la gamma bassa tende a prevalere, avrebbe inevitabilmente condotto a conclusioni differenti. Gli autori della prova hanno invece correttamente individuato e messo in evidenza questo aspetto, inquadrandolo nel contesto appropriato.
Un discorso analogo vale anche in ambito musicale. Chiunque può esprimere un giudizio su un brano o su un album, magari di un autore che conosce bene; ma tale giudizio ha lo stesso valore di quello formulato da un critico musicale? La risposta mi è stata offerta anni fa da due figure di riferimento come Gino Castaldo ed Ernesto Assante. Durante una conferenza tenuta a Roma, Assante ricordò un episodio risalente ai tempi della loro collaborazione presso la Repubblica: il giorno successivo alla pubblicazione della recensione di Nuvole di Fabrizio De André, fu lo stesso autore a telefonare in redazione per ringraziare Castaldo, riconoscendo di aver compreso, grazie a quell’analisi critica, aspetti della propria opera che non aveva pienamente colto. Un episodio emblematico di come un vero critico sia talvolta in grado di leggere più a fondo persino dell’autore stesso.
Allo stesso modo, anche nelle nostre recensioni tecniche, in particolare quando supportate da misure di laboratorio approfondite, emergono talvolta elementi di cui gli stessi progettisti possono non essere pienamente consapevoli, e dei quali tener conto per nuovi progetti e sviluppi futuri.
In definitiva, il ruolo del critico audio non è quello di esprimere un semplice gradimento o parere soggettivo, ma di cogliere e spiegare aspetti che vanno oltre il gusto individuale. Diversamente, il suo giudizio non si distinguerebbe da quello di qualunque altro appassionato. Una critica ha valore quando non nasce dal gusto personale ma dalla capacità di comprenderlo e superarlo.
Con l’inizio del nuovo anno, colgo qui l’occasione per rivolgere, a nome di tutto lo staff della rivista, i migliori auguri per un 2026 ricco di soddisfazioni, buona musica e piacevoli ascolti.
Mauro Neri
Nel numero 482 di AudioReview trovate un ampio panorama sull’alta fedeltà di oggi, tra prove approfondite, attualità, tecnica e musica.
In primo piano
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Editoriale: Critici audio o semplici appassionati?
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Roma Hi-Fidelity 2025
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Dentro i Recording Studios Universal Music Italy
Prove di ascolto
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Yamaha YH-4000, cuffia magnetoplanare ortodinamica
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FiiO K17, convertitore D/A e amplificatore per cuffia
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QUAD Platina Stream, network streamer
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Rotel DX-5 e Musical Fidelity Nu-Vista 600.2
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VAC Signature 202 iQ Musicbloc
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Opera Quinta v2, diffusori da pavimento
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System Audio Legend Silverback 40.2 DS
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ELAC Varro DS1200-GB, subwoofer
Tecnica e cultura audio
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Uso creativo dei DSP, quarta parte
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Dunlavy Audio Labs SC-II, diffusori “senza scadenza”
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AudioClub e novità dal mondo hi-fi
Musica
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Le canzoni raccontate: Squeeze – Up The Junction
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Editoriale Musica
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Dischi del mese (classica, jazz, rock-pop)
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Vinile, collezionismo e novità discografiche
Un numero ricco e trasversale, che unisce ascolto critico, competenza tecnica e passione musicale.