L’evoluzione della specie – Anatomia di un upgrade
In questo caldo ed afoso mese di giugno ci poteva capitare un’occasione più ghiotta di questa? Forse no. In un colpo solo ci siamo trovati ad analizzare due interessanti novità proposte dal “signor” Denon: l’upgrade per il “vecchio” AVC-A1SE ed il nuovo “fiammante” AVC-A1SR. Negli ultimi tempi abbiamo assistito sui molti forum dedicati all’Hi-Fi a molte considerazioni, positive e negative, fatte dagli utenti dell’AVC-A1SE riguardo all’upgrade hardware proposto dalla Casa nipponica ed alla sua giustificazione tecnica. Mai come in questo periodo la fantasia planetaria ha dato sfogo a tutta la sua grandezza con digressioni spesso anche divertenti. Ma il sorriso si è trasformato in stupore quando operatori del settore e la Denon stessa si sono lasciati andare a considerazioni non proprio in linea con quanto tecnicamente giustificabile e dettato evidentemente da esigenze di marketing. Ora è giunto il momento di fare chiarezza e di dimostrare anche tecnicamente le motivazioni reali che hanno spinto i tecnici ad abbandonare la precedente architettura hardware, in particolare la sezione digitale, per una di tipo nuovo ed effettivamente molto interessante, introducendo in definitiva un nuovo apparecchio.
In questo articolo ci limiteremo all’analisi tecnica dell’upgrade, segnalando le eventuali differenze rilevate in laboratorio fra la versione originale AVC-A1SE, la versione upgradata con la scheda KAVC-A1SE ed il nuovo AVC-A1SR. L’AVC-A1SR è l’elemento finale della catena evolutiva che andiamo ad analizzare ed è il prodotto che Denon ha introdotto sul mercato per riconquistare il trono nell’olimpo dei migliori. Quest’ultimo sarà inoltre protagonista, in uno dei prossimi numeri, di un esame approfondito in laboratorio ed in sala di ascolto da parte della nostra redazione.

Tutto è iniziato parecchi mesi orsono, sul finire dell’estate scorsa, quando abbiamo cercato di capire come il “signor” Denon avesse intenzione di rendere disponibile per il suo AVC-A1SE i nuovi standard audio che si stavano pian pianino affacciando. La prima considerazione fatta in redazione, come nelle stanze milanesi dell’AudioDelta, si limitava ad un upgrade software che potesse facilmente regalare a tutti i possessori dell’AVC-A1SE, ad esempio, il Dolby Pro Logic II o il recentissimo DTS 24/96, protagonista in esclusiva sul nuovo nato AVC-A11SR. Con il passare del tempo però questa considerazione si scontrava pesantemente con quanto veniva ventilato dalla terra del “Sol Levante” e dalla nuova produzione dei DVD-Audio annunciati.
Ebbene, risultava del tutto evidente come i progettisti fossero pesantemente intenzionati ad aggiornare, in maniera sostanziale, la macchina e a prepararla per il futuro con il disegno di una nuova architettura. Erano per caso arrivati alla conclusione che quella precedente era sbagliata e quindi priva di alcuno sbocco per il futuro? Signori, niente di tutto questo, è solo il “lento” (magari lo fosse realmente) trascorrere del tempo, che trasforma in obsoleto quanto fino a poco prima credevamo all’avanguardia. Per progettare un oggetto come l’AVC-A1SE occorre infatti molto tempo; dal momento in cui il team “partorisce” le prime idee a quello in cui dalla catena di montaggio escono i primi prodotti passano mesi, a volte anche un anno intero. Se consideriamo poi che l’AVC-A1SE nasce dall’esperienza dell’AVC-A1D, si capisce come il team di progetto sia partito con l’idea di far evolvere il primo elemento verso un nuovo prodotto che mantenesse le medesime linee guida. E così è stato, con la presentazione nel corso degli ultimi anni del primo AVC-A1D, poi con l’AVC-A1SE ed ora con l’AVC-A1SR.
Oggi il mondo dell’Hi-Fi è ben lontano dall’ideale, vale a dire la produzione di prodotti open ed upgradabili, infatti abbiamo apparecchiature per il 100% proprietarie, dove l’utente è passivo in tutti i sensi e si deve affidare in toto alle case produttrici. Ultimamente, solo prodotti che appartengono alla categoria che siamo soliti definire High End hanno tentato, nell’ambito dello stesso produttore, di rendere disponibile un concetto di upgradabilità hardware con la presenza sul mercato di una serie di schede per modificare il sistema a disposizione. I prodotti più abbordabili, invece, hanno iniziato a mostrare una connessione tipica del settore informatico, una presa RS232 con la quale connettere l’apparecchio ad un PC per comandarlo e eventualmente sostituire il software di gestione e di elaborazione. Alcune case quindi, per i loro prodotti top, hanno reso disponibile su Internet versioni successive di software con interessanti sorprese per i proprietari. E Denon che strada ha scelto per il suo Top di gamma? Una strada mista, aggiornamento hardware e naturalmente software.
Essendo un aggiornamento molto complesso, come di seguito mostreremo, la Casa nipponica ha demandato le sue filiali come uniche realtà in grado di effettuarlo. Nel nostro caso, “il pupo bello cresciutello”, visto il peso, è stato inviato dapprima in casa AudioDelta e poi da lì ha preso il volo per la Germania, dove ha subito un trapianto “a cuore aperto”. Potevamo lasciarlo tutto solo ad affrontare questa difficile operazione? Ci siamo quindi muniti di macchina fotografica ed abbiamo seguito passo passo l’operazione, dall’anestesia al risveglio. A parte gli scherzi, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione ed abbiamo realizzato un accurato servizio fotografico. Quello che proponiamo è addirittura entusiasmante, poiché realmente unico: infatti vi ricordate la fantastica prova a cui era stato sottoposto l’AVC-A1SE dalla nostra redazione e che gli era valsa, visti i risultati di laboratorio e di ascolto, la copertina su AUDIOreview?

Il materiale utile all’aggiornamento, KAVC-A1SE, arriva al laboratorio Denon in questo imballo.

Aperto l’imballo, si è posizionato il materiale su un piccolo tavolino da laboratorio.

Rimosso l’imballo, abbiamo nell’ordine: la nuova scheda di processamento digitale, due piccole schede utili all’alimentazione della scheda precedente, un piccolo sacchetto contenente un piccolo adesivo da porre sull’apparecchio ed alcuni accessori, le istruzioni per effettuare l’upgrade ed infine due cavi per connettere la scheda digitale al circuito di alimentazione.

Dettaglio delle due schede di alimentazione.
Lo stesso apparecchio, medesima matricola, è stato sottoposto all’upgrade ed i risultati di laboratorio ottenuti saranno di diritto direttamente confrontabili con quelli allora presentati. Insomma, stiamo simulando cosa avverrebbe ad un vostro AVC-A1SE che fosse sottoposto alla modifica. Per rendere la cosa più gustosa, le nostre menti malate hanno architettato anche un confronto diretto, per i soli parametri ad oggi valutabili, con il nuovo arrivato AVC-A1SR, che racchiude tutte le modifiche presenti nell’upgrade, con qualche ulteriore piccola modifica dettata essenzialmente da motivi di realizzazione nella catena di montaggio. Insomma, in questa prova si potranno riconoscere tutti coloro che posseggono un AVC-A1SE e che si interrogano sulla necessità o meno dell’upgrade, e tutti coloro che invece desiderano acquistare un all-in-one di alto livello.

La scheda di elaborazione digitale ripresa dal lato che offre gran parte dei circuiti. In particolare notate come si sia scelto di posizionare i due processori destinati all’elaborazione su una piccola scheda separata dalla principale, insomma indipendenza fra sistema di elaborazione e quello di conversione A/D e D/A. Naturalmente i processori di governo delle due schede nel loro insieme risiedono invece sulla grande scheda.

Siamo pronti ad intervenire sull’AVC-A1SE posizionato sul tavolo da laboratorio.

Prima operazione è la rimozione del pannello superiore.

Per prima cosa si posiziona la scheda di filtraggio ed i relativi cavi di connessioni per l’alimentazione aggiuntiva della scheda digitale

Si va a fissare in una zona libera fra il toroidale ed il pannello di rinforzo lato anteriore, a ridosso quindi dei circuiti di alimentazione posti dietro il pannello anteriore.
Il primo passo è stato quello di imballare l’AVC-A1SE completo di telecomando e di spedirlo in AudioDelta. Dopo una settimana, l’arrivo in Germania ed il posizionamento nel laboratorio di assistenza tecnica della Denon Europe: è il 5 giugno. A questo punto si è proceduto all’upgrade; anche se dalle numerose fotografie può sembrare molto semplice da realizzare, garantiamo sulla complessità dell’operazione, da riservare a mani esperte ed allenate in grado di realizzarla senza ledere la preziosa macchina.

A questo punto si rimuove il pannello laterale sinistro se l’apparecchio è posizionato fronte a voi, per accedere alla zona dove sono posizionati i finali di potenza audio e poter così sfruttare dello spazio libero lasciato per un ipotetico ottavo canale di potenza. In questa zona posizioneremo l’ulteriore piccola scheda aggiuntiva ed i due finali di potenza, che “casualmente” trovano perfettamente alloggio nelle zone lasciate libere.

Si prepara l’inserimento degli ulteriori elementi utili all’alimentazione della nuova scheda digitale con del materale plastico di isolamento per evitare contatti indesiderati fra la nuova piccola scheda e quella di amplificazione audio.

Si posizionano la scheda ed i transistor di potenza e si effettuano le connessioni con la piccola scheda di filtraggio precedentemente inserita.

Si posiziona il “pupo” a testa sotto.

Si rimuove il pannello inferiore per accedere alla scheda di elaborazione e conversione A/D e D/A. A questo punto si procede alla rimozione della piccola scheda (RS323) in basso a sinistra accanto ai DSP marcati Analog Devices, questa dovrà essere riutilizzata con la nuova scheda che andremo ad inserire.

Una volta rimossa la scheda da sostituire si accede a quella che viene definita scheda di preamplificazione. Siamo ora pronti per il “trapianto” finale.

Prendiamo l’ultima scheda, la più importante.

Inseriamo la scheda ed effettuiamo le connessioni con la scheda sottostante. Inseriamo la piccola scheda di comunicazione precedentemente rimossa e la connettiamo tramite il cavo schermato tramite un anello di ferrite plastificato di colore bianco.

Si effettua a questo punto la connessione dell’alimentazione. I cavi sono facilmente individuabili poiché sono dotati di vistosi anelli di ferrite che si vanno ad aggiungere a quello precedentemente inserito con la scheda di comunicazione (Foto di sinistra).

L’ultimo passo prima del test finale prima dell’accensione della macchina: si inseriscono i cavi di alimentazione della scheda digitale nelle relative sedi presenti sulla scheda posizionata precedentemente nel pannello laterale.

Viene effettuato un test complessivo su tutti i passi fin qui seguiti, si chiudono il pannello laterale e quello inferiore e si è pronti a pannelo superiore aperto ad effettuare la prima accensione dopo la modifica.
L’upgrade
Cosa troveranno, di nuovo, nell’AVC-A1SR gli acquirenti? La risposta è immediata osservando il contenuto della scatola con cui arriva dal Giappone: viene sostituita la grande scheda posizionata nella parte inferiore dell’AVC-A1SE, quella destinata a tutte le operazioni nel dominio del digitale e alle conversioni A/D e D/A. Come noterete dalle immagini, posizionate nella sequenza logica in cui si è svolto l’upgrade, la scheda è accompagnata dal proprio sistema di alimentazione, che deve essere inserito nella macchina senza rimuovere il precedente, posizionato insieme a quello delle altre schede presenti nell’AVC-A1SE.
Questa scelta, possibile grazie allo spazio libero disponibile all’interno dell’apparecchio, è facilmente sottoscrivibile, poiché semplifica in maniera considerevole l’intervento e lo rende maggiormente economico. Non stupitevi di questa nostra affermazione, l’upgrade è tale alla luce dell’hardware coinvolto, della bontà dello stesso e del tempo necessario per compiere l’operazione. Nell’operazione è coinvolto anche il telecomando, con l’aggiornamento del firmware all’ultima versione disponibile. Il sistema, una volta upgradato, diventa del tutto simile al nuovo modello, l’AVC-A1SR, che lo ha sostituito. Essenzialmente nei due prodotti l’utente avrà a disposizione, oltre a quelle già presenti, le seguenti decodifiche ed elaborazioni: Dolby Pro-Logic II, THX Ultra 2, DTS 96/24, THX Post Processing, Dolby Headphone e la nuova versione dell’Alpha Processing, qui in versione Plus.
L’upgrade non si limita all’inserimento di nuovi sistemi di decodifica od elaborazioni, ma rende disponibile due nuove modalità di connessione digitale, il Denon Link, la connessione multipla tramite collegamento digitale coassiale, e la predisposizione per una connessione IEEE 1394 Firewire. Quest’ultima è una reale predisposizione, poiché è dotata, come vedremo successivamente nell’analisi circuitale, di una naturale modalità per tale connessione. Il sistema Denon Link è la novità recentemente introdotta nel DVD-A1 e consente di connettere ad alta velocità (> di 1.2 Gbps), sinonimo di alta frequenza di campionamento, vale a dire un maggior numero di dati, i due apparecchi, consentendo ad esempio la trasmissione di un segnale a due canali a 24 bit e 192 kHz o a sei canali a 24/96. La predisposizione per la presa Firewire, la presenza del Denon Link nonché il relativo hardware utilizzato lasciano supporre anche la possibilità per un futuro upgrade per la conversione dei segnali DSD. Vediamo ora brevemente in che cosa consistono le novità qui introdotte e non ancora incontrate in altre realizzazioni della Casa nipponica.
THX Ultra 2 (THX Ultra2 Cinema Mode/THX Music Mode)
L’avvento di DSP sempre più sofisticati e potenti ha consentito l’introduzione di un algoritmo in grado di migliorare sensibilmente il soudfield proveniente dai canali posteriori, offrendo da quelli laterali segnali di ambienza e da quelli posteriori segnali maggiormente direzionali. L’elaborazione Cinema Mode riesce inoltre ad offrire da segnali 5.1 segnali elaborati a 7.1 canali, mentre quella definita Music Mode è destinata, con gli stessi risultati, ad elaborare segnali musicali 5.1, naturalmente anche quelli DTS/CD. Il sistema inoltre può elaborare i segnali precedentemente destinati al Dolby Pro Logic II.
Dolby Headphone
Per gli amanti dell’ascolto in cuffia si apre una nuova era, con la possibilità di ricreare tramite un segnale stereo sensazioni di ascolto in multicanale. Naturalmente il sistema è compatibile con quelli di elaborazione prodotti dalla Dolby ed offre tre modalità, DH1, DH2 e DH3: programmi che si differenziano per la grandezza dell’ambiente simulato e sono specifici per ascolti musicali o di film.
Decodifica DVD-Audio
In futuro con questa macchina sarà possibile effettuare la decodifica DVD-Audio per i segnali provenienti da DVD-Audio Player Denon predisposti. La decodifica provvederà anche alla gestione digitale dei rispettivi livelli, toni e Delay dei canali.
Alpha Processing Plus
Più potenza di calcolo a disposizione significa possibilità di adottare migliori e più performanti algoritmi. La regola è qui confermata con l’Alpha Processing, in versione Plus, che a dire della Casa nipponica riduce drasticamente la distorsione di quantizzazione e rende più piacevole l’ascolto in modalità stereo.
Setting
Vengono introdotte alcune piccole novità che però, in alcuni casi, risolvono grossi problemi nell’inserimento dell’impianto nell’ambiente. Ad esempio è prevista la possibilità di variare la frequenza di taglio del Subwoofer e di variare la distanza dei diffusori dal punto di ascolto con una maggiore sensibilità. Elementi a volte sottovalutati che talvolta si trasformano, in casi disperati, nella classica panacea. Inoltre è prevista la possibilità di inserire un Audio Delay per gestire eventuali problemi di disallineamento fra audio e video (capita spesso quando si utilizzano processori video esterni).
La nuova architettura
Come detto l’upgrade consiste essenzialmente nella sostituzione della scheda di gestione del segnale digitale, e questo significa una vera e propria “rivoluzione” nel disegno e nella realizzazione di apparecchi di questa fascia. Le novità introdotte sono evidenti ai nostri occhi osservando quello che viene chiamato il “Clock flow & wave form in digital block”, vale a dire il flusso dati e clock all’interno della scheda. Il perché è facilmente intuibile alla luce di quello che seguirà, poiché l’osservazione e lo studio del solo diagramma a blocchi a volte nascondono dettagli illuminanti. L’obiettivo del progettista risulta chiaro ed evidente. Cercheremo, descrivendo il diagramma suddetto, di trasmettervi queste idee: purtroppo la riservatezza ci impedisce di pubblicare gli schemi.
Logicamente questi, l’AVC-A1SE e l’AVC-A1SE upgrade, sono gli stessi, ma mentre nel primo il flusso dati in ingresso è governato da un unico ricevitore digitale, qui ne troviamo ben quattro e di caratteristiche tali da poter governare segnali fino ai 24/192. Questa configurazione permette di realizzare mediante una potentissima logica di controllo i sistemi Denon Link e Multi Digital input (quattro ingressi digitali tradizionali che possono accettare, in forma discreta, un segnale multicanale a 7.1 canali), presenti sulla nuova board. La gestione dell’input si completa con la presenza di ben quattro convertitori A/D rispetto all’unico presente nella versione precedente. Ebbene, il progettista ha voluto dare la possibilità di convertire in digitale un segnale multicanale proveniente dall’esterno (ingressi analogici a 7.1 canali), per poterlo poi elaborare tramite i potenti DSP.
La scelta è caduta sui Burr Brown 1804, convertitori in grado di lavorare sia in modalità PCM (24/192) che DSD, cioè convertitori dell’ultima generazione che adottano al loro interno un Delta Sigma Modulator di prestazioni eccellenti, tali da offrire in entrambe le modalità un Dynamic Range di 112 dB ed un S/N di 111 dB. Già da queste cose possiamo notare l’apertura che il progettista ha voluto dare alla macchina: consentire di superare qualsiasi configurazione si venisse a creare per l’introduzione di ulteriori sistemi o di elaborazioni aggiuntive che dovessero essere realizzate anche su segnali analogici provenienti dall’esterno.
Una volta che il segnale digitale, proveniente dai segnali analogici o dagli ingressi digitali, è presente ed è stato riconosciuto, viene inviato all’Altera EPM3128, un sistema logico programmabile che lo indirizzerà, a seconda delle scelte effettuate dall’utente o dalla tipologia del segnale, ai rispettivi sistemi di elaborazione dati. Questa scelta architetturale consente di creare un’assoluta indipendenza del flusso del segnale rispetto ai processi che lo stesso deve subire. Infatti, l’Altera, governando in maniera assoluta il flusso dati, consente ad esempio contestualmente di rendere disponibile un ulteriore sistema di connessione digitale bidirezionale con l’esterno, l’IEEE 1394, e di far fluire i dati ai due potentissimi DSP, controllando che il flusso avvenga in maniera autonoma. Il segnale, cioè, può confluire in un DSP senza per questo transitare nell’altro ed infine creare il flusso di uscita parallelo verso i convertitori D/A.
Immaginiamoci, quindi, il reale cuore del sistema che pulsa i dati verso l’esterno, verso i DSP e verso i convertitori D/A; al contrario, nella versione precedente, il segnale fluiva dapprima nei due DSP, poiché entrava nel primo per poi passare nel secondo anche se questo non veniva utilizzato, ed infine giungeva al chip, che estraeva da un flusso seriale i quattro flussi stereo da inviare ai D/A converter. Ed è proprio questa nuova architettura che ha spinto Denon ad effettuare un aggiornamento così possente che offre vantaggi incredibili, come ad esempio la possibilità futura, vista la notevole potenza di calcolo dei due DSP utilizzati, di effettuare la decodifica per i segnali DVD-Audio o, per fare un altro esempio, sfruttare la presa IEEE 1394 per connettere nel dominio del digitale ad alta velocità con altre apparecchiature e farle colloquiare o, infine, poter accettare segnali DSD demodulati all’esterno del sistema.
Per consentire quest’ultima operazione, sono stati mandati in pensione anticipata i convertitori D/A dell’Analog Devices AD1853 per sostituirli con i nuovi e spumeggianti Burr Brown PCM1738E, convertitori a dir poco eccellenti e dalle caratteristiche molto interessanti dal punto vista architetturale. Appartengono a quella stretta cerchia di D/A converter costruiti appositamente per ottenere prestazioni audio di livello High End. Infatti consentono di accettare sia segnali PCM che DSD (prestazioni eccellenti S/N e Dynamic Range di 117 dB), filtro interno di ottime prestazioni, con la possibilità di utilizzarne uno esterno, e uscita in corrente (la conversione in questo caso è affidata a degli OP275). In questo momento sembra che la lotta sul fronte dei D/A converter di ultima generazione si sia spostata sui soli Analog Devices, con il fantastico AD1955 (questa è una piccola primizia, disponibile verso la fine dell’estate) e Burr Brown, con il PCM1738E. Entrambi sono costruiti per offrire le caratteristiche precedentemente descritte e sono destinati ad essere presenti in tutti prodotti bensuonanti del prossimo futuro per le loro prestazioni audio e layout costruttivo interno.
Una ultima nota la meritano i due DSP in dotazione, Analog Devices ADSP-21161N, introdotti per aumentare in maniera considerevole le capacità di calcolo: si hanno a disposizione per ciascun DSP 600 MFLOPS di picco e 400 MFLOPS in modalità normale, potenze incredibili che consentono di migliorare sensibilmente la precisione dei calcoli effettuati, evitando arrotondamenti e trasferimenti di errori. Per dare una idea del passo in avanti rispetto al modello precedente (l’AVC-A1SE adottava l’ADSP-21061L) diciamo che prima ciascun DSP poteva contare su 120 MFLOPS di picco e 80 MFLOPS di media.

AVC-A1SR: particolare con il pannello laterale rimosso; si può notare come in questo caso sia di nuovo presente lo spazio libero in quanto gli elementi utili all’alimentazione della nuova scheda digitale hanno trovato spazio all’interno della macchina.
Ascolto e visione
Il Denon “upgradato” ed il nuovo AVC-A1SR sono stati inseriti nel mio “solito” impianto di riferimento. È veramente sorprendente, dopo le sessioni di ascolto nelle più disparate configurazioni a disposizione a due e più canali, pensare come siano riusciti i progettisti ed i tecnici della Denon a migliorare una scheda di elaborazione e conversione già di per sé ottima, portando a livelli incredibili tutti i parametri d’ascolto da sorgenti digitali.
Sia le elaborazioni e le decodifiche tradizionali, che quelle qui introdotte, ci hanno fatto scoprire nuove piacevolezze nell’ascolto; i supporti, seppur molto conosciuti, ci hanno, come si dice, regalato “nuovi orizzonti” e facendo focalizzare maggiormente l’ascoltatore sulla scena in visione o sulla musica, segno evidente di una maggiore naturalezza acquisita. I nuovi programmi di elaborazione introdotti funzionano a meraviglia ed i “vecchi” scoprono una seconda giovinezza. Nell’arco di poche ore abbiamo “spazzolato” gran parte dei sistemi presenti in questa macchina, e lo stupore si trasformava, minuto dopo minuto, in meraviglia. Complimenti, “signor Denon”, hai fatto centro anche stavolta!
Conclusioni
Nota al merito per il comportamento in laboratorio dei due “pupi”, che hanno stupito per la bontà ed eccellenza dei risultati forniti, e le considerazioni riportate da Sua Maestà Montanucci sono reali e ci rendono orgogliosi per la possibilità che ci è data di condividere questi momenti in laboratorio con delle menti così “attrezzate”. Passare nella rilevazione delle prestazioni dall’Audio Precision One all’Audio Precision Two, per poter effettivamente valutare il reale tappeto di rumore prodotto dal nuovo prodotto Denon, ci ha suggerito, se mai ne avessimo avuto ancora bisogno, la reale importanza che ha un laboratorio nella valutazione di un progetto, di un prodotto. Poter osservare, ad esempio, come si muove il tappeto di rumore e la distorsione quando vengono attivati alcuni comandi sull’apparecchio (in questo caso passare da Direct a Pure Direct) ci dà la reale comprensione di quanto andiamo ad osservare.
Apparecchi che come questo sono progettati con precisione e con componentistica di altissimo livello impongono un’analisi di dettaglio che solo pochi al mondo sono in grado di fare. Noi siamo realmente orgogliosi di essere fra questi e di poter proporre ai nostri lettori dati di fatto, vedi dati rilevati in laboratorio, e non chiacchiere da bar. In definitiva, questa modifica offre un sensibile passo in avanti, sia in laboratorio che all’ascolto. Chi ha avuto la possibilità di ascoltare sia l’AVC-A1SE upgradato che il nuovo AVC-A1SR si sarà stupito di come il “suono” sia migliorato e di come le prestazioni complessive abbiano fatto un considerevole salto in avanti. Se prima consideravamo l’AVC-A1SE un apparecchio molto conveniente, ora consideriamo la sua naturale evoluzione, sia l’upgrade che il nuovo modello AVC-A1SR, eccezionalmente conveniente. Le prestazioni ottenibili dai prodotti in esame, per apparecchi di questa fascia, sono da considerare al Top e possiamo tranquillamente affermare di essere in presenza della migliore realizzazione oggi disponibile, i “competitor” sono avvisati. Signore e signori, “The King is back”.
Nicola D’Agostino
Le misure

Performance in salita costante:
La “saga” dei mega-integrati Denon costituisce davvero un esempio raro di evoluzione lineare verso nuovi traguardi tecnologici e di salvaguardia dell’investimento iniziale. In questa sorta di “trittico” abbiamo messo a confronto le performance delle sezioni digitali del primo AVC-A1SE, della versione “upgrade” e del nuovissimo AVC-A1SR. Il primo lo provammo su AUDIOreview 207 (novembre 2000) con esiti assolutamente lusinghieri su tutti i fronti, ed in particolare riguardo la sezione di conversione DA, che nonostante fosse stata misurata su un’uscita preamplificata (e quindi con i contributi di rumore/spurie/distorsione connessi alle sezioni di trattamento del segnale seguenti quella di mera conversione AD) risultò essere una delle più lineari e silenziose in assoluto.
La linearità integrale toccava i 17.5 bit, ma quella tendenziale, dedotta matematicamente dall’altezza del tappeto di rumore nello spettro del tono puro da -70 dB (e fatte salve alcune sensate assunzioni iniziali), quasi toccava i 18.3 bit. Se andiamo a confrontare questo spettro con quello della versione aggiornata noteremo che il rumore spurio sotto i 6 kHz è scomparso, che le non linearità differenziali (causa della presenza di deboli componenti armoniche) si sono fortemente attenuate (in media di oltre 10 dB) e che il rumore (termico e di quantizzazione) si è ulteriormente ridotto, tanto da averci suggerito di ricondurre l’analisi con l’Audio Precision System Two Cascade, che rispetto al System One normalmente utilizzato è dotato di convertitori ancor più raffinati e di un’elettronica ancor più silenziosa e lineare, nonché della capacità di trasformare sequenze da 215 campioni, contro i 214 dell’altro, aggiungendo quindi 3 dB di dinamica alle analisi spettrali.
Grazie a questo strumento fantastico (che, come ben sanno i nostri lettori, poche altre testate al mondo posseggono e sanno far fruttare, nessuna delle quali nel nostro paese…) abbiamo potuto appurare che la risoluzione integrale tendenziale minima del modello SE modificato vale non meno di 18.4 bit, ma probabilmente ancor di più, vista la netta riduzione della distorsione differenziale e la totale scomparsa delle armoniche pari. Se poi andiamo sul nuovo modello SR (il quale – possiamo anticiparlo sin da ora – non è in alcun modo inferiore rispetto ai fratelli più anziani in termini di erogazione di potenza e corrente), troviamo una linea tendenziale del livello di rumore collocata circa 2.5 dB più in basso rispetto all’upgrade del modello SE (oltre 18.7 bit di risoluzione equivalente) e distorsioni ancora inferiori, in media di circa 2 dB. A questi livelli di prestazioni la sezione analogica influisce non meno di quella digitale, ed il fatto che le misure siano state effettuate a valle del preamplificatore indica direttamente che la qualità di quest’ultimo è pure elevatissima.
Un altro aspetto che abbiamo voluto esaminare riguarda la potenza del filtraggio digitale, che come ben noto dai nostri test è uno dei normali talloni d’Achille degli integrati audio/video. Due anni or sono non effettuavamo misure dirette di questo parametro, ma la potenza del FIR integrato nell’Analog Device 1853 era certamente consistente, visto che nella risposta ai segnali digitali del vecchio SE non sussisteva la minima traccia di ondulazione. I FIR del nuovo Burr Brown PCM1738 abbiamo invece potuto misurarli, trovando una pendenza di 140 dB per ottava a frequenza di Nyquist: non stratosferica, ma ben al di sopra della media della tipologia.
F. Montanucci
da AUDIOreview n. 226 luglio-agosto 2002
Costo Listino: Upgrade KAVC-A1SE Euro 1200 di cui 300 per il trasporto ed assicurazione (disponibile fino al 31/8/2002) AVC-A1SR Euro 4950
Costruttore: Denon Electronics Nippon Columbia CO. LTD. 14-14, Akasaka 4Chome, Minato-Ku Tokyo 107-801150-0045 Japan Tel. +81-3-3584-8111
Distributore per l’Italia: Audiodelta Srl, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano Tel. 02/55181604 02/55181610 Fax 02/55181961
Upgrade KAVC-A1SE
L’upgrade aggiunge le seguenti decodifiche a quelle presenti sul modello AVC-A1SE: Dolby Pro-Logic II, THX ULTRA 2, DTS 96/24, THX Post Processing, Dolby Headphone, Alpha Processing Plus
AVC-A1SR
DECODIFICHE ed ELABORAZIONI
Dolby Pro-Logic II, Dolby Digital, DTS, THX ULTRA 2, THX EX, DTS ES Matrix, DTS ES Discret, DTS Neo, DTS 96/24, THX Post Processing, Dolby Headphone, Alpha Processing Plus
CONNESSIONI
Ingressi audio
13 Ingressi: PHONO, CD, TUNER, DVD, VDP, TV,DBS/SAT, V-AUX, VCR-1, VCR-2, VCR-3, CDR/TAPE-1, MD/TAPE-2
2 ingressi a 8-ch Analogici: FRONT L/R x 2, CENTER x 2, SURROUND L/R x 2, SURROUND BACK L/R x 2, SUBWOOFER x 2
6 ingressi Digitali (Ottici): OPTICAL X 6
5 ingressi Digitali (Coassiali): COAXIAL X 5
1 Ingresso Dolby Digital RF: RF
1 Ingresso Denon Digital Link: Denon Digital Link
Uscite Audio
8 uscite Analogiche PRE Output: FRONT L/R, CENTER, SURROUND L/R, SURROUND BACK L/R, SUBWOOFER
5 uscite Analogiche REC Output: VCR-1, VCR-2, VCR-3, CDR/TAPE-1, MD/TAPE-2
2 uscite Analogiche Multi Zone Output: L/R x 2
2 uscite Digitali (Ottiche): OPTICAL x 2
Ingressi Video
3 ingressi a Componenti: DVD, TV, DBS/SAT
8 ingressi Video Composito: DVD, VDP, TV, DBS/SAT, V-AUX, VCR-1, VCR-2, VCR-3
8 ingressi S-Video: DVD, VDP, TV, DBS/SAT, V-AUX, VCR-1, VCR-2, VCR-3
Uscite Video
1 uscita a Componenti: MONITOR
6 uscite Video Composito: VCR-1, VCR-2, VCR-3, MONITOR-1, MONITOR-2, Multi Zone
5 Uscite S-Video Output: VCR-1, VCR-2, VCR-3, MONITOR-1, MONITOR-2
Caratteristiche
Sezione di amplificazione
Frontali: 170 W + 170 W (8 ohm, 20 Hz – 20 kHz, 0.05 % THD)
Centrale: 170 W (8 ohm, 20 Hz – 20 kHz, 0.05 % THD)
Surround: 170 W + 170 W (8 ohm, 20 Hz – 20 kHz, 0.05 % THD)
Surround back: 170 W + 170 W (8 ohm, 20 Hz – 20 kHz, 0.05 % THD)
Potenza dinamica: 190 W x 2 ch (8 /ohm)
310 W x 2 ch (4 /ohm)
390 W x 2 ch (2 /ohm)
Impedenza: Frontali/Centrale: 6 ~ 16/ohm
Surround: A or B 6 ~ 16/ohm A + B 8 ~ 16 _/ohm
Sezione preamplificazione
Ingressi sensibilità/ingresso
PHONO(MM): 2.5 mV/47 kohm
CD, DVD, VDP, TV, DBS/SAT, V-AUX, VCR-1 VCR-2, VCR-3, CDR/TAPE-1, MD/TAPE-2, FRONT L/R, CENTER, SURROUND L/R, SURROUND BACK: 200 mV/47 kohm
SUBWOOFER: 200 mV/15 kohm
Uscite livello/impedenza
FRONT L/R, CENTER, SURROUND L/R, SURROUND BACK L/R, SUBWOOFER : 1.2 V/10 kohm
V-AUX, VCR-1 VCR-2, VCR-3, CDR/TAPE-1, MD/TAPE-2,: 200 mV/47 kohm
Risposta in frequenza:10 Hz – 100 kHz; +0, -3 dB (DIRECT MODE)
Devizione RIAA: ±1 dB (20 Hz – 20 kHz)
Rapporto segnale rumore Phono S/N: 74 dB pesato A con 5 mV in ingresso
Controlli di tono: Alti: ±10 dB at 10 kHz, Bassi: ±10 dB at 100 Hz
Rapporto segnale rumore S/N: 105 dB (DIRECT mode)
Distorsione: 0.005% (20 Hz ~ 20 kHz) (DIRECT mode)
Livello di uscita/massimo livello di uscita: 1.2 V / 8 V
Sezione digitale
Uscita D/A: 2 V (a 0 dB)
Distorsione armonica totale: 0.003% (1 kHz, a 0 dB)
Rapporto segnale rumore S/N: 115 dB
Dynamic range: 112 dB
Sezione Video
Videocomposito
Ingressi/uscite livello e impedenza: 1 Vp-p, 75/ohm
Risposta in frequenza: 5 Hz ~ 10 MHz – +0, -3 dB
S-Video
Ingressi/uscite livello e impedenza: 1 Vp-p, 75/ohm C: 0.286 Vp-p, 75/ohm
Risposta in frequenza: 5 Hz ~ 10 MHz – +0, -3 dB
Componenti
Ingressi/uscite livello/impedenza: 1 Vp-p, 75/ohm, Cb e Cr: 0.7 Vp-p, 75/ohm
Risposta in frequenza: DC Hz ~ 100 MHz – +0, -3 dB
Generali
Dimensioni: 434 (L) x 216 (H) x 486 (P) mm
Peso: 29.0 kg
Buongiorno,sono stato costretto a cambiare il lettore blu ray ormai vecchio anche se nel vedere questi nuovi cosi piccoli qualche dubbio l’ho avuto, penso alla meccanica per esempio.Mi sono attivato nel cercare un nuovo lettore, ho optato per il Sony 4500,non provvistonon di uscita ottica, anche se nelle caratteristiche risultava esserci.
Ho provato a collegarlo al coassiale senza ottenere risultati.Mi date istruzioni
gentimente. Grazie
p.s. inutile divi che sono un Vs lettore